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sabato 21 gennaio 2012

La Regione vende per fare cassa: un miliardo e mezzo dagli immobili

www.online-news.itLa Regione Lazio mette in vendita il suo patrimonio immobiliare. Per fare cassa, ovviamente, con un valore stimato di più di un miliardo e mezzo di euro. Oltre il doppio rispetto a due anni fa. Il perché l’ha raccontato Renata Polverini, presentando il bilancio 2012: “Quando sono arrivata in Regione..
RICORDATE ???


lunedì 26 aprile 2010

GIUNTA REGIONALE DEL LAZIO: CONFERMATA L'ASSENZA DALLA GIUNTA DELL'UDC, PER IL FERMO NO DI RENATA POLVERINI ALLE LORO RICHIESTE, LO STRATEGICO ASSESSORATO ALL'URBANISTICA VA A FABIO ARMENI (FORZA ITALIA), VICEPRESIDENTE DELLA GIUNTA

FONTE: http://roma.corriere.it/roma/notizie/politica/10_aprile_26/polverini-solo-due-donne-giunta-1602902754212.shtml
 Polverini vara la giunta:soltanto due donne - Gli assessori sono tredici, il minimo. Buontempo alla Casa. Resta fuori l’Udc, che darà l’appoggio esterno


Renata Polverini (foto Jpeg)
Renata Polverini (foto Jpeg)
ROMA - Varata la giunta di Renata Polverini. Con qualche sorpresa. Tra i tredici assessori solo due sono donne e l’Udc resta fuori assicurando l’appoggio esterno. E così la maggioranza rischia di avere una vita difficile in consiglio regionale. Le due donne sono Fabiana Santini — assistente di Claudio Scajola, all’Arte, Sport e politiche giovanili— e Mariella Zezza che avrà Lavoro, Politiche sociali e famiglia. La Polverini si è tenuta la Sanità e, attraverso il suo uomo di fiducia Stefano Cetica, il Bilancio. Nella composizione della giunta è stato applicato il manuale Cencelli: sei assessorati agli azzurri e quattro agli ex An. E anche in questi casi sono stati scelti col bilancino. Teodoro Buontempo, poi, per La Destra, avrà Casa e tutela dei consumatori.
Tredici assessori, quote «rosa» ridotte al lumicino, un difficile — e ricercato — «bilancino» tra le correnti del Pdl: Renata Polverini, dopo trattative febbrili, ha varato la sua giunta regionale. L’Udc è fuori e darà l’appoggio esterno: tutti i tentativi per ricucire lo strappo non sono andati a buon fine. Il segretario, Lorenzo Cesa è laconico: «Auguri e buon lavoro». Adesso, in consiglio regionale, la maggioranza rischia di avere vita difficile: i centristi hanno 6 consiglieri, quanto basta per creare dei grattacapi all’inesperto gruppo di consiglieri di centrodestra, dove abbondano gli eletti della «Lista Polverini». 
SINO ALL'ULTIMO L'UDC HA PRETESO, INCURANTE DELL'EVIDENTE ANZI PLATEALE CONFLITTO DI INTERESSI, LO STRATEGICO ASSESSORATO URBANISTICA !


CHI E' FABIO ARMENI, NUOVO ASSESSORE REGIONALE ALL'URBANISTICA ?
FONTE: http://www.romatoday.it/politica/fabio-armeni-assessore-lazio-urbanistica-territorio.html 
Fabio Armeni, in quota Forza Italia, è al suo secondo mandato in regione Lazio. Nella legislatura Marrazzo è stato consigliere regionale e presidente della Commissione speciale Indagine conoscitiva sul fenomeno della sicurezza e prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro.
Nella lista del Pdl, poi non ammessa, avrebbe dovuto essere il capolista. 

domenica 14 febbraio 2010

Le attività della Giunta Regionale Marrazzo: lo scandalo della svendita del prezioso patrimonio immobiliare del Sistema Sanitario nazionale nel Lazio.

AVEVAMO GIA' PUBBLICATO IN PROPOSITO UN ARTICOLO, che trovate al link:
http://tg-talenti.blogspot.com/2009/12/totale-caos-nel-pd-per-la-definizione.html

Svendita del prezioso patrimonio immobiliare del Sistema Sanitario nazionale nel Lazio.
http://tg-talenti.blogspot.com/2009/12/la-strana-storia-di-marrazzo-e.html
http://eddyburg.it/article/articleview/14302/0/39/

"Dal 2004 al 2007 nel Lazio è stata perpetrata in silenzio la più grande svendita di beni pubblici posseduti dalle aziende sanitarie e in parte riconducibili allo stesso San Giacomo: 950 immobili della Asl Rm A nel centro di Roma, area del Tridente tra piazza di Spagna e piazza del Popolo, 100 mila metri quadrati ceduti ad un prezzo ridicolo, poco più di 200 milioni di euro, 2 mila euro a metro quadro in media, a fronte di un valore di mercato più che doppio, forse triplo. Una gigantesca operazione di cui sono stati protagonisti:
  • l’imprenditore Romeo;
  • la sezione immobiliare della Banca nazionale del Lavoro;
  • e la Gepra Lazio, società che, secondo quanto scritto dal Sole 24 Ore, avrebbe un’appendice in Irlanda, paese con un regime fiscale favorevole".
Così si è ancora una volta svenduto un patrimonio comune, un patrimonio che era di tutti noi, ma almeno -caro Montino- non venite a parlarci di buona amministrazione......

SULLA SVENDITA DA PARTE DELLA GEPRA-LAZIO DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELLA SANITA' VEDI ANCHE:
http://sinistraincomune.org/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=13
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/12/gepra-lazio-svendita.shtml?uuid=afab9070-d5bc-11dd-9a7d-a8eced7f8029&DocRulesView=Libero

L'operazione sospetta
Ma perché si adombrano sospetti? Un'occhiata alle carte può aiutare. Il patrimonio messo sul mercato era di 926 unità tra cui case di pregio (con più del 60% del portafoglio vincolato dalle Belle Arti) e ubicate prevalentemente nel centro storico capitolino. Si tratta di 100mila metri quadrati di superficie. Ebbene l'incasso realizzato su più del 90% di questo tesoro appare lontano da ogni realtà: solo 231 milioni di euro, con un ricavo a metro quadro di 2.500 euro. Provate a chiedere quanto valeva una casa in centro a Roma in quegli anni e una qualsiasi agenzia immobiliare vi dirà che prezzi sotto i 5mila euro sono irrealistici.

Ma che qualcosa non funzionasse lo si intuisce fin dall'inizio della complicatissima operazione di cartolarizzazione immobiliare. Nel dicembre 2003 le Asl (riunite sotto Gepra) conferiscono al Fondo Lazio (gestito da Bnl) i loro immobili. Devono fare cassa subito per fronteggiare i debiti e ricevono 204 milioni di euro in quote del fondo. Ma 37 milioni li mettono loro stessi sotto forma di liquidità, mentre gli altri 167 sono il corrispettivo sul valore degli immobili. Chi stabilisce quel valore così basso? Ovviamente la Bnl, insieme al valutatore indipendente Reag, una delle «three big» delle perizie immobiliari che vengono remunerate, come le agenzie di rating, dagli stessi clienti che richiedono la valutazione in un circolo viziato dal conflitto d'interessi.

Ma la cosa sorprendente è che anche l'Agenzia del Territorio finisce per dare il suo avallo così come la Gepra, cioè le Asl stesse. Quei valori (1.600 al metro quadrato) appaiono assai più vicini a quelli catastali che non a quelli di mercato. È questo il peccato originale. Tanto che con un valore così basso di conferimento diventa facile vendere. Potendo anche contare su un'appendice del fondo Gepra collocata in una società di diritto irlandese che consente di evitare le mire del Fisco italiano.

A questo punto è facile capire chi ci ha guadagnato: innanzitutto chi ha comprato a prezzi così irrisori; ma anche gli investitori istituzionali che hanno comprato bond già rimborsati con annesse cedole. Bnl e Romeo hanno incassato le loro commissioni per la gestione e Reag la parcella per la valutazione.

C'è un solo perdente. E sono le Asl e, quindi, la collettività: si sono sbarazzate di un ingente patrimonio che a valori di mercato poteva toccare i 400-500 milioni di euro, accontentandosi di 204 milioni più l'«eventuale plusvalenza derivante dalla vendita». 
Un po' poco per un'operazione che doveva creare valore. L'ha creato, ma non per il pubblico". 

Di questo grande scandalo, gestito direttamente da Gepra - Lazio e dunque da chi GESTIVA E GESTISCE ANCORA la sanità del Lazio. OGGI NON SI PARLA PIU' !!!