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sabato 28 gennaio 2017

Marcello De Vito, Claudio Ortale, e la guerra di QUALCUNO nel M5S contro l'attuale presidente dell'assemblea capitolina, un galantuomo !

LINK: http://www.nextquotidiano.it/marcello-de-vito-claudio-ortale-la-faida-nel-m5s-roma/

Un collaboratore del M5S Roma in Campidoglio rinviato a giudizio per una storia di falsi permessi. Dietro la guerra degli altri consiglieri all'attuale presidente dell'Assemblea Capitolina.

Alla fine Claudio Ortale è stato rinviato a giudizio con l’accusa di truffa ai danni del Comune. Secondo la procura Ortale avrebbe falsificato missioni esterne al Campidoglio per 362 volte, tra il luglio del 2013 3 l’agosto 2015. Procurando un danno da ventiseimila euro, per cui l’ammninistrazione capitolina si è costituita parte civile. Ma la sua storia è interessante perché la vittima della truffa è l’attuale presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito e la vicenda si va ad intrecciare alla faida interna al MoVimento 5 Stelle romano che ha portato alla fine Virginia Raggi a vincere le comunarie.


Ortale infatti collaborava all’interno della segreteria politica dei 5 Stelle capitolini dopo essere stato portato da Daniele Frongia.
La sua vicenda venne alla luce alla vigilia delle primarie per la scelta del candidato sindaco e il suo nome finì nel dossier contro De Vito, perché l’oggi assessore allo sport e vicesindaco detronizzato da Grillo Daniele Frongia avrebbe accusato De Vito di aver autorizzato ad Ortale i falsi permessi per missioni esterne che poi venivano rimborsate dal Comune.
All’epoca la denuncia venne presentata da De Vito, Raggi e Frongia, ma questi ultimi due l’hanno ritirata senza – ovviamente, in nome della trasparenzaquannocepare, senza fornire nessuna spiegazione in merito. Racconta oggi Il Messaggero:
Sono altrettanti infatti i modelli – ossia 362 – in cui, secondo il pm Alberto Pioletti, Ortale, «con artifici e raggiri» avrebbe formato dei falsi permessi con la finta motivazione di «Lavori per il Presidente». Su 126 di questi avrebbe apposto in calce il proprio timbro «Visto il responsabile del Servizio», con la propria sigla fotocopiata. Per altre 233 richieste, invece, avrebbe utilizzato, il timbro prefirmato, «Il dirigente del gruppo capitolino Marcello De Vito» o la dicitura «De Vito Marcello». In questo modo, si legge sul capo di imputazione «il collaboratore del Movimento Cinque Stelle in Campidoglio induceva in errore il personale del Dipartimento Organizzazione Risorse Umane dell’assemblea capitolina, che, a seguito della presentazione delle richieste, ritenendo effettivamente espletate le attività lavorative in realtà non eseguite indebitamente liquidava la complessiva somma di euro 26.078 più trentanove centesimi di cui euro 19.220 per servizio esterno in orario ordinario; euro 655 per servizio esterno a recupero; euro 6.192 per servizio esterno in straordinario, così traendo un ingiusto profitto con corrispondente danno per il Comune di Roma». I fatti, secondo il pm Pioletti, sono aggravati poiché l’indagato avrebbe abusato dei poteri del proprio ufficio servendosi di timbri prefirmati di cui aveva la disponibilità in ragione dell’incarico di responsabile amministrativo ricoperto.
Ortale, che era stato candidato con Sandro Medici e Rifondazione Comunista a presidente del XIV Municipio, era poi diventato collaboratore del gruppo capitolino del M5S e così presentato da Daniele Frongia sul blog di Beppe:
– Claudio Ortale, docente dell’Istituto Comprensivo Pio La Torre, da diversi anni nella macchina capitolina, in passato in forze in un altro schieramento politico. Claudio, segnalatoci da altri portavoce, ci ha consentito di avviare l’iter per costituire il Gruppo, è attualmente responsabile amministrativo della squadra oltre che un importante punto di riferimento (amministrativo) per tutti noi portavoce, comunali e municipali;

 

La storia del seminterrato -La storia va a incrociarsi con la “famigerata” vicenda del seminterrato. tutto parte da un accesso agli atti effettuato dal consigliere De Vito il 19 marzo del 2015: si avvale del potere concesso per legge ai consiglieri comunali per ottenere dagli uffici del comune notizie e informazioni riguardo una pratica di sanatoria edilizia su un seminterrato di un cittadino di nome F. B. al quartiere Aurelio. Il 28 dicembre del 2015 i tre consiglieri organizzano una riunione con i consiglieri municipali in assenza di De Vito e lì lo accusano di aver compiuto “una serie di atti contrari alla buona amministrazione e un reato”. Chi ha vissuto indirettamente quel momento ha accettato di parlare con Marco Lillo del Fatto e mostrare mail e sms. “I tre ex consiglieri –secondo quanto De Vito dirà ai suoi amici – affermavano che avrebbe compiuto il reato di abuso di ufficio in relazione ad una richiesta di accesso agli atti”. “Indubbiamente la cosa – secondo quanto de Vito confidava allora ai suoi amici – produceva l’esito sperato, molti consiglieri municipali si convincevano delle accuse e l’accusato non aveva modo di palesarne la totale falsità”.

Alla riunione e alle discussioni successive sulla rete partecipano quasi tutti i consiglieri municipali, alcuni dei quali ora sono saliti in Campidoglio. Uno di loro racconta a De Vito che Frongia avrebbe chiesto di puntare alle successive primarie esclusivamente sulla Raggi. De Vito non sa nulla. Fino al 7 gennaio 2016. Quel giorno con i tre consiglieri viene convocato a una riunione. Alla presenza di Carla Ruocco e Alessandro Di Battista (membri del direttorio), Roberta Lombardi, Paola Taverna e Massimo Enrico Baroni, e poi dei capi della comunicazione Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi, i tre consiglieri comunali accusavano De Vito di abuso di ufficio per l’accesso agli atti del 19 marzo 2015 ed esibivano un parere legale. Daniele Frongia lo sventolava e non diceva a De Vito quale avvocato lo avesse scritto.
De Vito usciva frastornato e alle 20 e 30 inviava una mail nella quale spiegava che l’accesso agli atti era frutto di una richiesta proveniente dal M5S della Regione Lazio e allegava la mail dell’avvocato Paolo Morricone, difensore anche di Virginia Raggi (ha scritto lui la diffida al Fatto sull’incarico della Asl di Civitavecchia) che spiegava tutto.
“CIAO A TUTTI, la vicenda scrive De Vito – è stata compiutamente ricostruita. L’accesso agli atti è stato correttamente richiesto per le motivazioni di cui alla mail di Paolo Morricone, nostro avvocato regionale che riporto di seguito (e che allego):
in riferimento alla richiesta di accesso agli atti relativo alla (… Ndr) specifico che questa è scaturita da una segnalazione di un privato (che aveva chiesto l’anonimato avendo paura di minacce) egli sosteneva che il proprietario dell’appartamento, poteva aver spinto qualcuno dell’amministrazione per farsi concedere l’agibilità dell’appartamento. La richiesta era necessaria in quanto dalla documentazione si sarebbe si sarebbe potuto vedere se esistevano i presupposti o meno per la concessione dell’abitabilità (…) per una eventuale successiva denuncia’.
E’ tutto molto avvilente, io quanto meno lo vivo cosi – proseguiva De Vito – la vicenda però è anche molto grave. Motivo per cui vi chiedo con gentilezza non solo di valutare ciò che si è verifìcato oggi nei miei confronti alla luce delle pesanti accuse che mi sono state mosse ma anche di considerare insieme le opportune azioni e modalità di gestione della vicenda che, lo ribadisco, è gravissima”.
Uno dei tre presentatori dell'esposto, rivelatosi PRIVO DI FONDAMENTO, ma tale da danneggiare per qualche tempo De Vito, era VIRGINIA RAGGI, poi candidata sindaca di Roma, attualmente nei guai che ben conoscete anche a causa della sua INADEGUATEZZA all'incarico,  grazie alla convergenza di voti di un altro dei presentatori, Frongia, da qualche tempo rimosso da vicesindaco !

venerdì 23 dicembre 2016

Marcello De Vito: un uomo, anzi un galantuomo, da cui può ripartire il Movimento 5 Stelle. E' stato il più votato può garantire stabilità

LINK: http://www.affaritaliani.it/politica/de-vito-uomo-da-cui-puo-ripartire-il-movimento-455731.html?refresh_ce
Marcello De Vito, avvocato, è stato il candidato più votato del M5S al Comune di Roma, 6.541 preferenze ed è quello che ha avuto più visibilità nel periodo del Sindaco Marino, molta di più sicuramente dell’attuale Sindaca Raggi che pure l’ha battuto alle primarie interne per 1.764 voti a 1.347.
In virtù del suo alto numero di preferenze è ora Presidente dell’Assemblea Capitolina e la sua azione politica si è svolta principalmente nel III Municipio (Nomentano/ Montesacro) in cui ha stretto saldi contatti con il territorio.
Nell’ambito della complessa geopolitica capitolina del Movimento viene dato vicino alla Deputata Roberta Lombardi, la stessa che ha presentato a novembre un esposto contro Raffaele Marra uomo di fiducia della Raggi.
La sorella di Marcello, Francesca De Vito, scrisse un post su Facebook molto critico nei confronti dell’ex vice-sindaco Daniele Frongia in cui denunciava il degrado del Movimento con l’entusiasmo tradito dell’attivista della prima ora che è un po’ quello dei tanti romani che l’hanno votato con la speranza di un cambiamento radicale.
Il fatto che Frongia sia stato destituito dal suo importante ruolo istituzionale (sostituito da Luca Bergamo, già assessore alla Cultura e già consulente di Rutelli Sindaco) segna finalmente un punto di cesura e un tentativo di risolvere quello che per Grillo è divenuto a tutti gli effetti un problema nazionale capace di intralciare la marcia del Movimento verso Palazzo Chigi.
La decisione è stata tardiva e forzata dagli eventi che si sono susseguiti giorno dopo giorno; è il prezzo che Grillo ha imposto alla Raggi (insieme all’allontanamento del fido Romeo e -ovviamente- di Raffaele Marra).
De Vito può essere ora un punto fisso, radicato sul territorio con voti reali (e non virtuali) da cui ripartire e tentare di salvare il salvabile per un Movimento che si è infilato nella Capitale d’Italia in un cul de sac molto pericoloso.
Come tutti i Movimenti populisti, basti guardare i casi precedenti di Lega e Italia dei Valori, il rischio è che i meccanismi di “selezione naturale” della classe dirigente si inceppino e il combinato disposto con le primarie -per di più on-line- porti all’emergere di persone francamente incapaci di gestire complesse macchine organizzative come quella di Roma.
Non a caso la Lombardi disse in tempi non sospetti che “a Roma c’è un complotto per farci vincere”; alla luce di quanto sta avvenendo occorre darle ragione.

sabato 29 ottobre 2016

I romani bocciano i servizi pubblici capitolini:multare i gestori. La proposta del presidente vicario dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale Marco Penna, accolta dal presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito

LINK: http://www.radiocolonna.it/gioie_e_dolori/20161024/37528/i_romani_bocciano_i_servizi_pubblici_capitolinimultare_i_gestori/

Bus e metro al collasso, sporcizia insostenibile e una progressiva sfiducia verso i servizi pubblici di Roma. I romani bocciano senza appello la qualità della vita nella capitale, un giudizio contenuto nell’indagine annuale dell’ASPL presentata questa mattina in Campidoglio. Un quadro a tinte fosche raccontato dal presidente vicario dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale Marco Penna, alla presenza dell’assessore al Commercio Adriano Meloni e al presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito. Assente il vicesindaco Daniele Frongia. Dati che ricalcano sia i dati ISTAT che quelli elaborati dall’EC (Quality of life in european cities) che relega Roma come fanalino di coda tra le principali città del continente.

Sul fronte della qualità della vita il dato del 2016 è il peggiore dal 2007, anno d’inizio delle rilevazione dell’ASPL: 5,12 il voto medio contro il 6,27 del 2012. Tra i cittadini più insoddisfatti quelli che vivono entro l’anello ferroviario, le donne e coloro che hanno la licenza elementare o direttamente la laurea. I più soddisfatti risultano gli studenti – ancora non entrati nel mondo del lavoro – con un voto medio sulla qualità della vita pari al 6,53. Per i servizi pubblici locali alcuni voti medi sono impietosi: 3,3 per la pulizia stradale, 4,5 per gli autobus e i tram e 5,5 la metropolitana, primo anno d’insufficienza. Sull’andamento di questi servizi più del 60% dei romani ritiene che negli ultimi due anni la viabilità cittadina sia peggiorata. Miglioramento dei servizi culturali per il 32% dei romani. “Un’amministrazione votata da così tanti cittadini deve intervenire rapidamente e risolvere al più presto queste criticità – spiega Marco Penna – bisogna iniziare a multare sia i gestori dei servizi che i cittadini inadempienti. Un appello accolto da Marcello De Vito che ammette la necessità di rivedere alcuni contratti di servizio “per conferirgli maggiore efficacia e trasparenza”.

Ma quali sono – per gli utenti – i motivi che rendono un servizio inefficiente? Secondo la maggior parte dei romani la qualità e l’efficacia dei servizi, a seguire l’accessibilità, il costo e la sicurezza (il 20% dei residenti a Roma si sente insicuro in parchi e ville).
 Capitolo impatto sul degrado: i circa 2000 intervistati ritengono che i servizi che influenzano maggiormente la percezione di degrado siano in primis i rifiuti, per poi arrivare all’igiene urbana, all’illuminazione e allo stato del verde cittadino. (Giacomo Di Stefano)
Scoprite al link sopra RADIOCOLONNA, la voce del centro di Roma.

venerdì 3 luglio 2015

Da Caput Mundi a #MafiaCapitale. Le cause ed i responsabili del disastro di Roma. OGGI POMERIGGIO 3 LUGLIO 2015 ore 18 - via Capraia 54 - Progetto Laboratorio Incontro con il Movimento 5 Stelle. Intervengono Capigruppo in comune e Municipio III Marcello De Vito e Simone Proietti, nonchè Portavoce alla Camera Roberta Lombardi

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO:
 I partiti hanno consegnato al malaffare il futuro dei nostri figli. Il Movimento Cinque Stelle si è dimostrato essere l’unico baluardo di legalità in questo paese, l'unico movimento contro il quale la CORRUZIONE NON TENTA NEANCHE L'APPROCCIO.
Siamo gli unici che hanno le carte in regola per combattere e cambiare questo sistema che ancora adesso sta cercando di rigenerarsi.
Per rafforzare questo argine contro #mafiacapitale è necessario che tutti siano consapevoli dei danni delle responsabilità di quanto successo. VI INVITIAMO DUNQUE A QUESTO INCONTRO SU #MafiaCapitale.
I cittadini onesti riporteranno l'onestà nelle istituzioni. E con essa i servizi che fino ad ora ci sono stati tolti.

NON DIMENTICATEVI:
L'Ex presidente del Consiglio Comunale arrestato agli inizi di giugno avrebbe dovuto diventare vicesindaco con delega all'urbanistica o ai lavori pubblici...
E questo è ANCORA il capogruppo del PD, ed avrebbe -in questo "rinnovamento" della giunta Marino- prendere il posto di Presidente dell'Assemblea Capitolina....

mercoledì 3 giugno 2015

A fuoco ieri il ben noto impianto TMB dell'AMA a via Salaria, quello della GRANDE PUZZA !!! In proposito due comunicati stampa, uno del portavoce Movimento 5 Stelle in assemblea capitolina Marcello De Vito ed il secondo del consigliere municipale Simone Proietti

 LINK: http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/06/02/news/a_fuoco_l_impianto_ama_di_via_salaria-115858699/?ref=fb
 In proposito un comunicato del portavoce Movimento 5 Stelle in assemblea capitolina Marcello De Vito:
  COMUNICATO STAMPA
M5S ROMA, INCENDIO IMPIANTO TMB VIA SALARIA. “LA GIUNTA NON APPLICA EMENDAMENTO M5S”

“A luglio 2014 passava un emendamento M5S al bilancio con cui si stabiliva lo stanziamento dei fondi necessari e la risoluzione del problema dell'impianto TMB AMA di Via Salaria entro il 2014.
In fase di votazione, la maggioranza ci fece correggere il termine del "31.12.2014" con l'espressione "nel tempo strettamente necessario. 


Questo tempo ora si sta dilatando all'infinito per l'incapacità di questa giunta." Dichiara Marcello De vito capogruppo 5 stelle.
“E’ da gennaio di quest’anno che stiamo denunciando i problemi legati all’impianto di via Salaria sia per la sicurezza ambientale che per la tutela dei lavoratori addetti agli impianti. i cittadini residenti nelle zone confinanti lo stabilimento ci avevano segnalato un quantitativo abnorme di RSU all’interno dell’impianto, fino a sfiorare il soffitto , che impediva, addirittura, l’ingresso e l’uscita delle pale meccaniche interne addette alle operazioni di smistamento rifiuti”
“Abbiamo convocato la commissione ambiente ed i vertici AMA ed abbiamo verificato insieme le condizioni degli impianti segnalando tutte le anomalie. Abbiamo con forza continuato a segnalare in commissione ambiente la vaghezza del documento presentato dall’Amministrazione, "Il ciclo dei rifiuti di Roma Capitale” in cui attraverso i progetti di ecodistretto si dovrebbero superare gli impianti di TMB come quello di via Salaria con tutto ciò che ne consegue”. Di fronte a queste proposte concrete la giunta Marino non fa nulla, salvo perpetrare gli sprechi in AMA visti con la giunta Alemanno: il piano finanziario dell'azienda è aumentato di oltre 70 milioni fino a raggiungere la cifra record di 800 milioni, ma i disservizi restano gli stessi ed anzi aumentano"


 In proposito un comunicato del consigliere Movimento 5 Stelle al Municipio III Simone Proietti
È buffo, paradossale se non incredibile leggere comunicati su comunicati da parte di esponenti di “centro-sinistra-destra” sul T.M.B. di via Salaria in seguito all'incendio divampato ieri mattina. Improvvisamente si sono dichiarati tutti paladini dei cittadini contro l'impianto in questione. Vogliamo ricordare chi, dal 1999 ad oggi ha governato in regione, comune, municipio? Chi dunque ha ideato, e realizzato questa FALLIMENTARE POLITICA DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI?
Perché non si è fatto nulla prima? Perché questo impianto non è già chiuso? La risposta ve la diamo noi: CHI HA CREATO IL PROBLEMA: il centro sinistra nelle sue varie denominazioni a scadenza ed il centro destra affetto dallo stesso vizio di cambiare nome senza cambiare persone SONO RESPONSABILI DELLA CREAZIONE DI QUESTO PROBLEMA. I nomi, in caso non li ricordiate.
Regione: Badaloni, Storace, Marrazzo, Polverini e ora Zingaretti.
Comune: Rutelli, Veltroni, Alemanno, Marino.
Provincia (fino a quando è esistita con questo nome e al netto delle gestioni commissariali: Moffa, Gasbarra, Zingaretti
CENTRO-SINISTRA-DESTRA COSTANTEMENTE AL GOVERNO E PROBLEMA MAI AFFRONTATO. È PER QUESTO CHE NON POSSONO RISOLVERLO.
NON SONO IN GRADO di immaginare una gestione logica ed efficace dei rifiuti a nessun livello, e la recente legge del governo sulla possibilità di incenerire i rifiuti riciclabili ne è la più imbarazzante e tossica dimostrazione.
Ricordiamo che il M5S sta lavorando da tempo su questo tema senza mettere manifesti con Valentina Corrado alla regione Lazio con Enrico Stefàno e Marcello De Vito assemblea capitolina e a livello nazionale con la senatrice Nugnes.