sabato 22 aprile 2017

Quando sarebbe meglio TACERE, il Berlusca dalle agnelle agli agnelli... In periodo pasquale abbiamo preferito TACERE sulla vicenda di Silvio Berlusconi che si proponeva proprio sotto Pasqua per evidenti motivi elettorali come salvatore di agnelli ! Ma ora,invitiamo tutti ad una riflessione, su un personaggio che, dopo aver governato l'Italia per anni, facendo il primo ministro "a tempo perso", come lui stesso dichiarava e con i risultati che abbiamo sotto gli occhi, si vorrebbe ancora oggi lui che si accompagnava a pagamento -come dimostrano inequivocabili intercettazioni- a decine di giovani donne dell'età delle nostre figlie,come un leader politico, con un "programma "sociale"... NON ci sono parole !!

 

Qualche tempo fra ci eravamo occupati anche noi dei reperti archeologici dagli scavi di Parco Talenti, a rischio per le effrazioni al loro deposito ! Ebbene, siamo lieti di comunicare che finalmente,anche grazie all'intervento del presidente del Municipio III Roberta Capoccioni, la Soprintendenza ha messo al sicuro il materiale ! Ora SI COMPLETI il Parco e si espongano i preziosi reperti per valorizzarlo

Qualche tempo fra ci eravamo occupati anche noi dei reperti archeologici dagli scavi di Parco Talenti, a rischio per le effrazioni al loro deposito. 
LINK:  http://tg-talenti.blogspot.it/2017/03/deposito-archeologico-della.html
Avevamo inviato la segnalazione alla Soprintendenza competente !

Ebbene,  siamo lieti di comunicare che finalmente,anche grazie all'intervento del presidente del Municipio III Roberta Capoccioni, la Soprintendenza ha messo al sicuro il materiale !
LINK:  http://montesacro.romatoday.it/talenti/parco-talenti-reperti-archeologici-messi-sicuro.html


Parco Talenti, container svuotati e reperti al sicuro

I reperti archeologici rinvenuti anni fa dalla Sovrintendenza e custoditi in alcuni container di Parco Talenti sono stati trasportati altrove e messi al sicuro.
Una scelta sollecitata dalle associazioni e dalle realtà ambientaliste del territorio che, alle prese con la battaglia per il completamento e la consegna al territorio di Parco Talenti, avevano fatto notare come i ritrovamenti fossero in pericolo: alla mercè di vandali e ladri. 
Troppo insicuri infatti quei prefabbricati ai margini del parco ritrovati con vetri in frantumi e i segni di tentati incendi. Così dopo la denuncia dei cittadini i reperti sono stati portati al sicuro in attesa di essere valorizzati ed esposti a scopi culturali.
"Con soddisfazione per lo scampato pericolo possiamo affermare che è andato tutto per il meglio. Grazie alla nostra segnalazione e al pronto intervento del Presidente del Municipio III, Roberta Capoccioni, e della Soprintendenza Archeologica di Roma, i container sono stati svuotati e i reperti archeologici sono stati spostati in ambienti più sicuri" - hanno scritto Coordinamento Rete Ecologica Roma Montesacro, Circolo Legambiente Aniene, Associazione culturale – ambientalista “Organizzazione Alfa”, Associazione cinofilo-ambientalista “Non Solo Cani”, Associazione di promozione sociale “SPAZIO 4” e Fronte dell’Orto ONLUS ribattendo sul completamento di Parco Talenti, dal 2001 vero e proprio miraggio.
"Ora, è ancora più necessario completare Parco Talenti e la 'Passeggiata archeologica' come da progetto di convenzione, trovando una giusta collocazione ai reperti".
 La proposta delle associazioni è quella di esporli alla Casa del Parco, oggi chiusa al pubblico, "per raccontare il contesto in cui sono stati ritrovati". 



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martedì 18 aprile 2017

Clamorosa offerta all'asta, evidentemente da un fallimento, di un appartamento di ben 103 m2 da Rione Rinascimento - viale Ezra Pound, proposto come base d'asta a SOLI 177.750 euro ! Alla fine sta accadendo quel che vi avevamo annunciato da anni, un vero e proprio crollo dei valori degli appartamenti in questa parte di Talenti.


Compare in rete nuova ondata di offerte di appartamenti in vendita daRione Rinascimento, vari nucle, con prezzi in flessione, anche forte !

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Marcello De Vito: “Al via il censimento degli edifici” Il presidente dell’Assemblea Capitolina dichiara che per la messa in sicurezza degli edifici romani servono almeno 400 milioni di euro

LINK: http://www.radiocolonna.it/economia/2017/04/14/de-vito-al-via-il-censimento-degli-edifici/


Francesca Musacchio per Il Tempo Roma

«Dare un’identità precisa agli edifici per conoscere a fondo il loro stato comporta un adeguato investimento su cui l’Amministrazione deve fare una riflessione, considerato che la legge regionale non prevede obbligatorietà di emettere documentazione sui singoli edifici, ma demanda ai Comuni la possibilità di rendere obbligatorio il fascicolo del fabbricato nei propri regolamenti edilizi. Di conseguenza il Campidoglio non solo dovrebbe recuperare la precedente delibera istitutiva, ma recepire la legislazione nazionale per attivare i bonus fiscali, approvando un nuovo atto». Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea capitolina, parla con Il Tempo del rischio a cui sarebbero esposti quasi l’80% degli immobili storici di Roma che superano gli 80 anni di età. L’allarme è stato lanciato dall’Ordine degli Ingegneri della Capitale. Si tratta di edifici pubblici e privati che si trovano in particolare tra la città storica e l’Eur. Terremoti e rischio idrogeologico sono i principali indiziati, ma spesso anche le continue trasformazioni e variazioni, che non hanno l’obbligo di verifiche, possono contribuire a deteriorare lo stato di conservazione degli edifici.

Il convegno organizzato dall’Ordine degli Ingegneri, proprio sul tema della sicurezza e della prevenzione, ha riportato in discussione il forte tema dei fattori di rischio e le possibili soluzioni da mettere in campo per limitare i pericoli. Lei era tra i relatori. Cosa è emerso?
«Il convegno è stata l’occasione per fare una riflessione su un tema importante con chi si occupa quotidianamente di prevenzione e manutenzione degli edifici. In questo senso dobbiamo promuovere una corretta informazione dei fattori di rischio, mettendo a sistema dati puntuali e dettagliati delle costruzioni in un’anagrafe edilizia aggiornata. In mancanza di dati dettagliati e aggiornati sugli edifici, infatti, i fattori di rischio aumentano sensibilmente».

Quali sono le attività e i programmi che l’ammmistrazione intende mettere m campo, dunque?
«In linea con il nostro programma, non vogliamo ulteriore consumo di suolo, ma abbiamo intenzione di riqualificare gli immobili in cattive condizioni. Soprattutto le scuole dove stanno i nostri ragazzi che necessitano di oltre 200 milioni per la sistemazione e la messa in sicurezza per quanto riguarda il patrimonio della Città metropolitana, di cui 6-7 solo per il rilascio della certificazione antisismica, e 400 milioni per quanto riguarda Roma Capitale».

E per quello che riguarda proprio la vulnerabilità degli immobili storici, ad esempio, che sono tra quelli più a rischio? Avete già avviato procedure per il loro monitoraggio?
«Intanto abbiamo avviato lo studio della vulnerabilità sismica di 1.100 edifici, tra scuole materne, elementari e medie. I nostri tecnici sono al lavoro per catalogarli tutti e raccogliere le informazioni necessarie per individuare le porzioni a rischio di ciascun edificio per poi redigere il progetto di adeguamento sismico. È un iter che ha bisogno di tempo, ingenti risorse, ma era necessario iniziare a portarlo avanti con impegno».

Un aiuto è arrivato dal Governo. La Finanziaria, infatti, ha recepito le istanze degli ordini professionali e, tramite un decreto, ha attivato un bonus fiscale fino all’85% in base all’azione di adeguamento sugli immobili. Un percorso difficile ma supportato anche da altri attori.
«Questo percorso di lavoro non possiamo farlo da soli. Noi del M5S siamo abituati ad ascoltare tutti gli attori coinvolti: gli ordini professionali che hanno partecipato al convegno sono interlocutori fondamentali».

mercoledì 12 aprile 2017

Municipio III: la maggioranza M5S del presidente Roberta Capoccioni, dopo aver forse TROPPO sopportato da un consigliere che pensava non di fare parte di una maggioranza di governo eletta dai cittadini ma di poter fare il "battitore libero", alla fine SFIDUCIA il consigliere Burri, presidente di quella commissione urbanistica ed ambiente che avremmo voluto vedere MOLTO di più impegnata a difesa dei nostri territori !

LINK: http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/04/11/news/iii_municipio_m5s_nel_caos_la_maggioranza_sfiducia_la_consigliera_ribelle_-162756462/?refresh_ce

Pochi giorni fa la presidente del municipio III Roberta Capoccioni, aveva annunciato ai cittadini, durante un incontro coi comitati di quartiere, di voler chiedere a Beppe Grillo di cacciare dal Movimento la consigliera pentastellata Francesca Burri, anche presidente della commissione Ambiente e Urbanistica.
Una mossa alla quale la consigliera aveva replicato chiedendo formalmente spiegazioni "entro il termine di trenta giorni" .

Ma anziché con una risposta, la presidente Capoccioni si è presenta con un documento di sfiducia ai danni di Burri, firmato da tutti i consiglieri di maggioranza.

Tra le motivazioni, "le difformità del voto espresso rispetto all'indirizzo democraticamente discusso e votato nelle riunioni di maggioranza, i ripetuti e inaccettabili attacchi personali ai portavoce attraverso i social o in sede di commissione, l'impossibilità di stabilire un normale e costruttivo scambio dialettico in qualsivoglia sede", si legge nel documento, che si chiude così: "Il M5S del Municipio III non intende più essere associato alle azioni di Francesca Burri".

 

domenica 9 aprile 2017

Municipio III: la consigliera M5S Burri, di cui sono noti gli stretti rapporti con il sindaco Raggi e che è altrettanto ben nota per aver proposto la prosecuzione di attività del TMB-Salaria, quello della PUZZA, attacca incomprensibilmente il presidente Roberta Capoccioni ! Lo stesso presidente che la sua inaccettabile proposta l'aveva RIGETTATA !! NON per questo -cara Burri- i cittadini hanno affidato al M5S la guida del Municipio !!

LINK: http://montesacro.romatoday.it/lite-burri-capoccioni.html
Municipio III, volano gli stracci tra i grillini. La consigliera Burri sfida la Presidente
Su facebook l'esponente pentastellata attacca infatti la presidente Roberta Capoccioni:
  Municipio III, volano gli stracci tra i grillini. La consigliera Burri sfida la Presidente


Protagoniste la presidente Roberta Capoccioni e la consigliera Francesca Burri. A scatenarla un post di quest'ultima che di fatto scoperchia una vicenda che in realtà va avanti da settembre. Un passo indietro prima di parlare del post.
La Burri è tra i consiglieri che nell'ottobre scorso aveva chiesto di revocare due assessori, solo perchè NON "grillini", uno dei quali l'efficacissimo assessore all'Ambiente Domenico "Mimmo" D'Orazio.
Una fronda interna, contro la maggioranza grillina nella roccaforte lombardiana.

A Montesacro infatti si sviluppa l'attività dell'attuale deputato Roberta Lombardi, oltre a quella di Marcello De Vito, a cui Roberta Capoccioni è vicina.
Ad ottobre la fronda interna per "minare" la solidità della giunta. Dodici le firme di portavoce consiglieri e "attivisti certificati" apposte sotto il documento che chiede alla Presidente del Municipio III di revocare due dei suoi Assessori: una richiesta fatta pervenire anche alla Sindaca Virginia Raggi e al suo vice Daniele Frongia. Come a dire che la questione più che montesacrina riguardava tutto il M5s romano.
Una vicenda che finì in un nulla di fatto, ma che, riletta oggi, dà valore alle dichiarazioni odierne della consigliera Burri e che fanno pensare ad una vera e propria vendetta.
Secondo quanto la Burri scrive su facebook "martedì la Presidente del III Municipio, Roberta Capoccioni, ha dichiarato di aver attivato una procedura direttamente presso Beppe Grillo, per la mia espulsione dal M5S".
L'informazione, data ai cittadini, "è stata accompagnata da considerazioni altrettanto indebite", aggiunge la Burri.

Nessun commento intanto da parte della numero uno di piazza Sempione, che dà prova di maggioe evidente senso della sua funzione pubblica !
Ricordiamo che la Burri era la stessa che  qualche mese fa aveva proposto al consiglio del municipio una mozione che chiedeva la prosecuzione dell'attività dell'ormai ben noto e famigerato TMB AMA di via Salaria... mozione RIGETTATA dal presidente Capoccioni ! Che ha invece chiesto un serio controllo della situazione sanitaria nella zona !



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domenica 2 aprile 2017

Dopo lunga e NON rimpianta assenza Silvio Berlusconi, quello stesso con cui Matteo Renzi si avvia a stringere dopo le elezioni rinnovate intese, ricompare al Congresso del Partito Popolare Europeo a Malta, e -dopo un breve incontro con Angela Merkel- si lancia in avventurose dichiarazioni: "Io garanzia contro il populismo", "Con me in campo non ci sono problemi, il populismo M5S non passerà", "ho trovato tutti contenti che io ci sia ancora"... E VEDIAMOLA, questa "garanzia contro il populismo", questa "unica chance per i moderati in Italia".....di colui che a suo tempo "FACEVA IL PREMIER A TEMPO PERSO".... Abbiamo visto i risultati....

Vi ricordate ?? Berlusconi, quello che faceva il premier A TEMPO PERSO.....
Vi Ricordate ? Berlusconi, quello che, dopo aver/ NON aver governato, come sappiamo, l'Italia e la gravissima crisi, per individuare una nuova classe dirigente, faceva i CASTING....come per il Grande Fratello....!!!

Per NON parlare infine del suo atteggiamento verso le donne, profondamente OFFENSIVO ed INACCETTABILE.....

Un interessante articolo di Maurizio Ceccaioni sullo Stadio Flaminio

LEGGETELO NELLA SUA ORIGINARIA SEDE, CON ALTRA DOCUMENTAZIONE:
http://www.di-roma.com/index.php/cronaca/1472-una-casa-per-la-lazio-al-flaminio-si-puo-fare-se

Dare una nuova opportunità di vita al Flaminio come casa della Lazio, con un azionariato diffuso coi tifosi “veri padroni” dello stadio. Il 28 marzo se n’è parlato all’auditorium del Maxxi, in un convegno organizzato da Federsupporter, in collaborazione con ‘Roma Produttiva’ e il patrocinio del II Municipio di Roma. Tante le perplessità per Tor di Valle.
di Maurizio Ceccaioni
ConStadio Flaminio-1Dai vetri del tram, lo stadio Flaminio spunta dietro i banchi di un mercato ambulante. Da lì non si percepisce appieno lo stato in cui versa lo storico impianto comunale. L’auditorium del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, è semideserto. Le immagini mute scorrono sul grande schermo, ma sono il fantasma dello Stadio Flaminio che conobbi in gioventù e mostrano l’incuria in cui è lasciato un prezioso e storico bene pubblico.
Gli spogliatoi devastati, fanno il paio con quello che fu il tappeto verde su cui giocai da ragazzo, ma a far tremare le gambe salendo verso il campo, non è la vista del pubblico, ma lo stato di abbandono di un impianto fermo da 6 anni, che sembra così da sempre. Sei anni che hanno tracciato una netta linea di demarcazione, tra quello che fu lo stadio intitolato al ‘Grande Torino’ e la struttura semi arrugginita, usata come rifugio notturno di fortuna.
CONVEGNO FLAMINIO AL MAXXI-1
Il tema del convegno del 28 marzo, ‘Impianti sportivi – Tor di Valle vs Flaminio: rischi ed opportunità’, ha messo il dito in una piaga aperta dopo il 19 giugno 2011, fine ufficiale della onorata carriera dello Stadio, con la partita Atletico Roma-Juve Stabia. Ad organizzare l’incontro, coordinato dal giornalista Fabio Cortese, consigliere municipale e volto noto del Tg3, Federsupporter in collaborazione con ‘Roma Produttiva’ e il patrocinio del II Municipio di Roma. Non un confronto, per l’assenza per impegni pregressi dell’assessore allo Sport del Comune, Daniele Frongia e quella del presidente del Coni, Giovanni Malagò, ma una voce corale che ha gridato verso i palazzi della politica, di mettere fine a questo dramma dell’incuria.  
 Dopo il saluto della presidente del II Municipio Francesca Del Bello, ha parlato il deputato Pd Roberto Morassut, che da assessore all’Urbanistica con Veltroni qualche responsabilità sulle sorti del territorio romano l’ha avute. «Se Lotito vuole uno stadio per la Lazio, diamogli il Flaminio, perché se non si interviene subito, c’è il rischio molto serio di una irreversibilità. Per questo temo anche per l’Olimpico». Sarà “falsa coscienza”, ma omette di ricordare la fine indegna del Velodromo Olimpico dell’Eur, nato assieme al Flaminio. Abbandonato al suo destino per decenni, fu fatto saltare in aria con il tritolo a fine luglio 2008. 
Una fine che rischia di fare oggi anche l’Ippodromo di Tor di Valle, se dovesse passare il discusso progetto della società Eurnova srl per lo “Stadio delle Rane”, come è stato ironicamente definito il progetto per quello dell’As Roma, dopo la lettera scritta a Virginia Raggi da Lorenzo Croce, presidente dell’Aida (associazione italiana a difesa degli animali e ambiente).Un sito inviso anche dal Morassut tifoso romanista: «Sono sempre stato contrario alla scelta dell’As Roma per lo stadio a Tor di Valle».
 E ricorda che, «All’origine di tutta la storia sugli stadi c’è una legge sbagliata che io ho contestato, ma ho poi votato per disciplina di gruppo» (sic!).  
 Loda il quartiere Flaminio, definito «Grande laboratorio di riqualificazione urbana, di cui lo stadio è uno dei capitali». Ma si chiede: «La struttura portante è ancora integra?». 
 Una domanda finora senza risposta, dato che chi si è avvicendato a Campidoglio in questi anni, pare non abbia fatto concretamente nulla per il Flaminio, visto lo stato delle cose.
CONVEGNO FLAMINIO AL MAXXI-5Per il presidente di Federsupporter, Alfredo Parisi, «C’è da fare sistema» dando il Flaminio alla Lazio, che nacque lì vicino e per anni lo usò come stadio di casa. «Sarà uno stadio di tutti i tifosi – dice  Parisi - perché i club padronali sono ormai fuori mercato». Un azionariato popolare che coinvolgerà le migliaia di tifosi e iscritti alle tante sezioni che gravitano nella Società Sportiva Lazio. A gestirlo, una ‘Newcoad hoc, con un “comitato promotore” composto da diverse professionalità e nell’assemblea societaria, per il voto “uno conterà uno”, per dirla secondo il “Grillo pensiero”, a prescindere dal numero delle quote possedute. La Newco’, farebbe anche da spartiacque verso la Lazio calcio Spa del presidente Lotito, che si era inimicato molti tifosi, scartando a priori il Flaminio e puntando sull’area della Tiberina.Un obiettivo che per Federmanager è raggiungibile, dato l’interesse espresso dalla Giunta Raggi, il “Ni” di Lotito e l’assenso degli eredi dell’ing. Antonio Nervi, che progettò lo stadio alla fine degli anni 50 del XX secolo. L’idea è uno stadio da circa 42mila posti, con un impianto polivalente dove ospitare le decine di attività delle varie sezioni della Lazio. Sfruttando gli spazi sotto il campo e le tribune, valorizzando anche la necropoli romana scoperta nel 2008. Il modello di riferimento è quello del londinese Stamford Bridge, di proprietà del Chelsea, ma non di Roman Abramovič, proprietario del Football club.  A gennaio 2017, l’assessore Frongia aveva dichiarato a ‘Radio Radio’, di voler partecipare al bando ‘Keeping it Modern’ della Getty Foundation, che finanzia progetti per la tutela del patrimonio architettonico moderno. Per risanare il Flaminio si parlava di 15 milioni di euro e Parisi si chiede: «Perché la Getty Foundation dovrebbe investire questi soldi sul Flaminio?».CONVEGNO FLAMINIO AL MAXXI-6Per Enrico Lubrano, avvocato e docente di Diritto dello sport alla Luiss, «Sognare non costa, ma pesa tanto quando si scontra con le norme della burocrazia». Prendendo in esame i 4 commi delle norme sugli stadi, inseriti nella Legge di stabilità 2014 (302, 303, 304 e 305), si domanda: «Perché tanti commi senza titoli sono stati inseriti in una finanziaria composta da un solo articolo?». Poi, riflettendo su Tor di Valle, si chiede: «Lì questi quattro commi sono stati davvero rispettati?».  Una domanda che dà il via a Massimo Rossetti (a sinistra nella foto sopra), avvocato e consigliere di Federsupporter, che considera le vicende di Tor di Valle «Come un thriller di cui non si conosce ancora la fine». Parla delle procedure attuate e, riferendosi alle “condizioni prescrittive” si chiede se siano state mantenute, perché «Altrimenti deve decadere anche la clausola di ‘pubblico bene’».Il ragionamento è chiaro: «In presenza di variazioni dell’atto, la pubblica amministrazione può rivedere le proprie decisioni». Come a dire, visto che il progetto è cambiato, la Delibera del Consiglio comunale n. 132, che dava a tutto il progetto di Eurnova srl il lasciapassare di opera di pubblica utilità, va ripresentata in Aula. Infatti, «Con le posizioni “cristallizzate” dopo la Conferenza dei servizi decisiva del 3 marzo scorso, non ci possono essere più cambiamenti. A meno che, prima del 5 aprile non venga presentato un nuovo progetto. Per cui, secondo la regola del cosiddetto Contrarius actus, dovrebbe ripartire un nuovo iter, cominciando, probabilmente, da una nuova Conferenza dei servizi preliminare». Poi c’è il vincolo sull’Ippodromo, richiesto dalla soprintendente Margherita Eichberg, il 18 febbraio. «Ci sono 120 giorni  per avere delle certezze – dice Rossetti - e si andrebbe ben oltre il 5 aprile». Poi chiarisce che con le modifiche intervenute in materia di opere di pubblica utilità nel 2016, la storia di Tor di Valle si va ancor più complicando, mentre si rafforzano le voci dissonanti. «Dobbiamo dire addio a Tor di Valle?» chiosa l’avvocato.
CONVEGNO FLAMINIO AL MAXXI-7
Il presidente di Roma Produttiva, Giulio Anticoli (a destra nella foto), ricorda lo stato di abbandono della città e del centro storico diventato un gran bazar, i 49 cinema chiusi o trasformati, le migliaia di botteghe artigiane diventate minimarket, frutterie ed empori gestiti da stranieri. Parla di «Ripartire dagli stadi, dalle aree di cultura, con un risveglio cittadino per riqualificare questo patrimonio». Dice, «Ripartire da zero per dare a Roma una dimensione europea».«Magari, cominciando proprio dal Villaggio Olimpico», gli fa eco il vicepresidente della Lazio nuoto, Renato Siniscalchi (a inistra nella foto). «Era nato per far riposare gli atleti di Roma 60 - dice - e oggi è un centro della cultura romana». Poi ricorda che il Flaminio «È stato e rimane l’unico vero stadio della città».
CONVEGNO FLAMINIO AL MAXXI-4Vittorio Sgarbi, dal telefono si dice contrario al «Grottesco stadio a Tor di Valle» e favorevole al Flaminio, ritenuto una «priorità», perché «Il nemico di Tor di Valle è amico del Flaminio», dice. Ricorda la polemica con il «Totti urbanista» e afferma che: «Il problema non è restaurare, ma non restaurare, perché il Flaminio non deve essere archeologia, ma presente».Molto critica su Tor di Valle, anche Maria Cristina Lattanzi di Italia nostra-Roma (a destra nella foto sotto). Ricordando che il progetto ha avuto una valutazione d’impatto ambientale (Via) negativa, si chiede anche lei: «Dov’è l’interesse pubblico del progetto?». 
CONVEGNO FLAMINIO AL MAXXI-8Gian Paolo Giovannelli, assessore ai Lavori pubblici e urbanistica del II Municipio, denuncia il degrado che regna specialmente nell’area stadio, «Occupato abusivamente». Ricorda anche di aver iniziato un percorso positivo con l’ex assessore Berdini, «Ma poi i Cinquestelle l’hanno cacciato e ora dobbiamo ricominciare».  Tra i pochi presenti, si sono notati anche alcuni rappresentanti di comitati e associazioni cittadine, come l’ex vice sindaco delle giunte Petroselli, Alberto Benzoni, Vittorio Sartogo (Coordinamento associazioni del Lazio per la mobilità alternativa), Gaia Pallottini (Comitato cittadini del Centro Storico).In conclusione, c’è l’esigenza comune per interventi immediati sul Flaminio, mentre ci sono ulteriori sviluppi per lo stadio della Roma a Tor di Valle, messo in discussione un po’ da tutti. Infatti il 30 marzo la Giunta capitolina ha approvato una nuova Delibera in sostituzione della 132/2014, che darebbe mandato al Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica, per cambiare le linee guida per quanto riguarda il ‘pubblico interesse’ sul progetto rinnovato. Come ipotizzato dall’avvocato Rossetti.

Anche questa domenica nelle strade di Roma la Manifestazione UOVA DI PASQUA dell'AIL. A Talenti potete trovarle a via Ojetti altezza nn.cc. 58-60 fronte Golden Point. Un appello: DONIAMO cellule staminali da sangue periferico e midollo, possiamo salvare tanti dei nostri splendidi ragazzi !!




ELENCO MANIFESTAZIONI:
https://www.ail.it/eventi-e-manifestazioni/uova-di-pasqua/edizione-2017
A TALENTI LE TROVATE A VIA UGO OJETTI ALTEZZA NUMERI CIVICI 58-60 !
NON FATE MANCARE OGGI DOMENICA 2 APRILE 2017 IL VOSTRO CONTRIBUTO !! QUESTA MERITORIA PURTROPPO SONO SEMPRE DI PIU',CHE SONO COLPITI DA LEUCEMIE, LINFOMI, E MIELOMI !!  

E NON DIMENTICATE: POTETE DONARE ANCHE VOI FACILMENTE CELLULE STAMINALI DA SANGUE PERIFERICO E MIDOLLO, POTETE SALVARE DELLE VITE, ED IL PRELIEVO AVVIENE ORMAI SENZA DOLORE E PROBLEMI !!

RICORDIAMO OGGI DUE SPLENDIDI AMICI CHE NON CI SONO PIU', L'INDIMENTICABILE ARIANNA, ED IL CARISSIMO ALDO, UNA COLONNA PER IL SUO ADORATO PUPETTO E PER TANTI AMICI....


DONIAMO CELLULE STAMINALI DAL NOSTRO SANGUE PERIFERICO E MIDOLLO, CON UN GESTO FACILE E SEMPLICE, POSSIAMO SALVARE TANTE VITE COME LE LORO.... LE VITE DEI NOSTRI RAGAZZI....

sabato 1 aprile 2017

GRAVISSIMO RISCHIO FURTI IN CASA A TALENTI - Giovedì 30 marzo, malintenzionati tentavano di introdursi in un appartamento a piano terra di una palazzina nel tratto finale di via Roberto Bracco, ALLE ORE 21 DI SERA, TENTANDO LO SFONDAMENTO DELLA GRATA DI UNA FINESTRA !!! Cosa fanno le forze dell'Ordine ?? Il pericolo E' DIVENTATO GRAVISSIMO !!

Giovedì 30 marzo, due malintenzionati tentavano di introdursi in un appartamento a piano terra di una palazzina nel tratto finale di via Roberto Bracco.
La cosa GRAVISSIMA è che il tentativo non avveniva di notte, MA....ALLE ORE 21 DI SERA !!!
TENTANDO LO SFONDAMENTO DELLA GRATA DI UNA FINESTRA !!! 
 In un condominio dove i ladri erano già penetrati due settimane fa, rubando in un appartamento al I piano, sempre verso la strada, entrandovi da un balcone su una adiacente rampa.
Cosa fanno le forze dell'Ordine ?? 
Se tentano di entrare in casa alle 21 della sera, prendendosi il rischio di sfondare a quell'ora una grata, il pericolo E' DIVENTATO GRAVISSIMO !!

Stadio a Tor di Valle: a quanto pare, a Roma la coerenza non e' ancora di casa...


RICEVIAMO  VOLENTIERI PUBBLICHIAMO:
di Maurizio Ceccaioni
«Blocco dell’espansione urbana, salvaguardia di quel che resta della campagna romana e nuove regole per recuperare gli abitanti perduti».   
La domanda che vogliamo fare hai lettori è: chi l’ha detto? 
Sicuramente no il Francesco Rutelli, sindaco del ‘planning by doing’ (pianificazione facendo), che aprì le porte alla trasformazione dell'urbanistica romana, preludio al successivo e discusso Piano regolatore generale del 2008
Di certo nemmeno Walter Veltroni, che nei suoi mandati da sindaco, in compagnia dell’allora assessore all´Urbanista Roberto Morassut, fu fautore di quel modello consumistico della città che prese il nome di ‘Modello Roma’, che si basava principalmente su 18 Centralità urbane. Quelle che invece di migliorare la qualità della vita dei cittadini, servirono a far ricoprire l’Agro romano, da altri 70 milioni di metri cubi di cemento.
Cementificazione territorio
Quella «Cementificazione selvaggia della città che ha creato solo aggregazioni suburbane disomogenee al restante tessuto sociale cittadino», come denunciarono associazioni e comitati di quartiere, intervistati nella trasmissione di Rai 3, ‘Report’ del 4-5-2008, dal titolo I_Re_di_Roma.  
Ma, riferendosi all’iniziale domanda fatta, nemmeno Gianni Alemanno potrebbe averla detta quella frase, visto che Legambiente denunciò a dicembre 2012: «Con Alemanno rischio nuovo cemento fino a 100 milioni di metri cubi».
 Se la richiesta che veniva dai cittadini, era quella di cambiare il modo di vedere e vivere la città, oggi precipitata all’88° posto nella classifica delle qualità della vita su 104 città italiane (dati della ricerca de La Sapienza per ItaliaOggi), il programma del Movimento 5 stelle per la scelta del nuovo sindaco di Roma, prometteva bene. Pieno di buone intenzioni era intitolato ‘11 passi per portare a Roma il cambiamento di cui ha bisogno’ (vedi_Programma). Proprio al punto ‘11’ (Dalle periferie al centro), si parlava chiaramente di «Blocco dell’espansione urbana, salvaguardia di quel che resta della campagna romana e nuove regole per recuperare gli abitanti perduti».  
Ma oggi, anche se in molti l’hanno pensato e qualcuno lo ha detto, a vedere i fatti pare confermato che l’attesa discontinuità col ‘Modello Roma’ di veltroniana memoria, sia rimasta solo un’idea sulla carta. Perché, come scriveva il buon Karl Marx, «La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni».Come si potrebbe definire questo mancato rispetto delle promesse fatte in campagna elettorale: incoerenza? Ebbene sì, proprio di questo si sta parlando, a cominciare dal mancato rispetto del programma sull'urbanistica presentato dal M5s nelle passate elezioni.  
L’allora candidata sindaco, Virginia Raggi, che oggi scende a compromesso sul controverso progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle, quando stava all’opposizione in Aula Giulio Cesare, con il professionale supporto dell’allora consigliere Daniele Frongia, oggi assessore allo Sport, denunciava la speculazione edilizia che si sarebbe perpetuata dopo l’approvazione della Delibera del Consiglio comunale n. 132 del 22 dicembre 2014.  
Una delibera approvata in camera caritatis, che sanciva la molto dubbia “pubblica utilità delle opere previste nel ‘Progetto dello stadio’, con quel milione di metri cubi di cemento da realizzare sui circa 354 mila metri quadri di superficie lorda del terreno di Tor di Valle.
Raggi-Frongia Sky tg 24La Raggi e Frongia (foto Sky Tg 24) sapevano bene e avevano argomentato e documentato sapientemente, quale era il vero obiettivo dei “proponenti”, dato che l’impianto sportivo avrebbe riguardato solo il 14% del progetto e il restante 86% il ‘Business Park’ (tre torri direzionali alte fino a 230 metri, residenze, uffici, centro commerciale e multisala), che a dirla tutta, aveva poco a che vedere con l’articolo 1, comma 304, lettera a, della cosiddetta “Legge sugli stadi”.
 
Una discesa in campo pro “Tor di Valle”, contro la volontà di molti elettori romani del Movimento 5 Stelle e di parte dei suoi consiglieri capitolini.  E anche se per ora il caso non è esploso nelle piazze, come una pentola in ebollizione, simpatizzanti, elettori e cittadini che si aspettavano un reale taglio col passato, lanciano sui vari blog il loro dissenso, perché non sono bastate le parole della Raggi: «Lo stadio della Roma può essere invece una grande opportunità di crescita per la città, a patto che rispetti i principi di legge di fronte ai quali il M5s non transige». Ma si sa, leggi e principi sono da interpretare. A seconda del momento storico politico e degli interessi in campo.  
Adesso vallo a spiegare alla gente che li ha votati, che «Per lo stadio a Tor di Valle, si sta procedendo nella direzione giusta», come ha affermato il neo assessore all'urbanistica Luca Montuori dopo l’incontro del 21 marzo tra Comune ed Eurnova srl, la ‘società proponente’, partecipata dal Gruppo Parnasi e dalla Stadio Tdv spa, del presidente dell’As Roma James Pallotta.Sarà l’ennesima colata di cemento in una delle poche aree suburbane ancora non devastate dall’espansione urbanistica incontrollata. Quella che nel suo programma, la sindaca Virginia Raggi aveva ampiamente dichiarato di combattere. 
Come chiamerebbe il “garante” Beppe Grillo, questo cambio di rotta di 180 gradi, a distanza di un anno: cattiva interpretazione delle parole?  
O forse no, dato che nel 2014 lui stesso bocciò decisamente questa proposta, mentre oggi ammonisce la “ribelle” Roberta Lombardi, sempre contraria al progetto a Tor di Valle.Parliamo dello stesso Beppe Grillo che all’uscita dall’incontro con i consiglieri M5s in Campidoglio il 22 febbraio, aveva detto davanti alle telecamere: «Diciamo di sì allo stadio, ma da qualche parte che non sia quella». Dove per ‘Quella’, intendeva proprio Tor di Valle.Area Tor di Valle-Stadio-02 
Che hanno da dire oggi Daniele Frongia e gli altri consiglieri del M5s, che il 3 dicembre 2014 inviarono un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, definendo il progetto come: «Enorme speculazione immobiliare avente lo scopo fraudolento di assicurare enormi vantaggi economici a società private a scapito degli enti pubblici coinvolti e a discapito dei cittadini»?  
Già, perché da tempo era a conoscenza dei molti dei protagonisti della vicenda “Stadio”, che a Roma c’erano molte aree disponibili più idonee, per realizzare quell’opera di pubblica utilità e non solo.
Era parso chiaro dalle carte presentate da Italia Nostra, in una conferenza stampa di qualche settimana fa; ma si rimane basiti a rivedere i risultati della “ricerca del sito ideale”, commissionata alla Cushman & Wakefield nel 2012 proprio dal presidente dell’As Roma, James Pallotta

Tra le aree da loro individuate per la costruzione del nuovo stadio di proprietà della Roma, quella di Tor di Valle era la meno adatta tra quelle selezionate.
Così, mentre lo stadio della Fiorentina si farà Novoli, un sobborgo occidentale di Firenze da sempre a vocazione industriale ma inserito in un tessuto urbano vivo (con zero consumo di territorio), dopo gli incontri finiti a “tarallucci e vino” che hanno portato a una riduzione delle cubature di progetto e di opere a scomputo di pubblica utilità, rimane sempre quella domanda: perché proprio lì, nonostante le molte negatività
sotto gli occhi di tutti, a cominciare dai pendolari che da Ostia vanno a Roma, con una metro leggera carente e vetusta, e via del Mare e Ostiense, intasate quotidianamente?

L’accusa palese è quella di mera speculazione fondiaria/edilizia, mascherata da opera di pubblica utilità, alla faccia di ingenui tifosi, e amministratori mandati in Campidoglio per dare il promesso taglio netto col passato.  
Perché servono a poco le strette di mano e i sorrisetti dell’amministrazione capitolina con gli emissari di Parnasi e Pallotta, per sanare la frattura che c’è in gran parte della base elettorale pentastellata per queste e altre scelte urbanistiche. 
Decisioni che, è bene ricordarlo, hanno portato alle dimissioni di un assessore all’Urbanistica e Infrastrutture come Paolo Berdini, da sempre fautore di una politica di recupero e sviluppo sociale delle periferie, punto di forza del programma elettorale del Movimento a Roma. Quelle periferie, specie verso est, che avrebbero sicuramente avuto molto da questa opera. 
Ci si aspettava una svolta decisa del governo della città, quello scoperchiamento con l’apriscatole, dell’apparato burocratico comunale.
Invece calma piatta e tutti allineati verso l’ennesima sceneggiata orchestrata dai signori del mattone, dopo essersi “convertiti” sulla via del Mare, passando dal No secco al progetto quando stavano all’opposizione, a un “Ni” e poi a un “Si”, senza sé e senza ma. 
La storia non si è però conclusa nemmeno il 3 marzo scorso, dopo il ‘No’ alla proroga richiesta alla Conferenza dei servizi dai proponenti (contraria Regione e favorevole lo Stato), perché uscendo dall’incontro, il project manager di Eurnova spa, Simone Contasta, aveva detto ai giornalisti presenti «La Regione avrà tempo fino al 5 aprile per decidere come andare avanti». Regione che per bocca del suo presidente, Nicola Zingaretti, attende «Il nuovo progetto e la delibera di giunta». 
Se per il presidente James Pallotta l’incontro del 21 marzo è stato definito «Un giorno storico, non solo per la Roma, ma anche per la città. È un progetto ambizioso. ‘The next chapter begins’». (Comincia il prossimo capitolo, ndr), associazioni e comitati si organizzano e per metà aprile è prevista un’assemblea pubblica sullo Stadio della Roma.
(QUELL'ASSEMBLEA -AGGIUNGIAMO NOI- CHE AVREBBERO DOVUTO ESSERE IL SINDACO RAGGI E LA GIUNTA M5S AD ORGANIZZARE, PRIMA DI DECIDERE SE APPROVARE IL CONTROVERSO PROGETTO !!!)


Maurizio Ceccaioni

E COSI' SI CONSENTE OGGI -AGGIUNGIAMO NOI- AD UNO STORICO FREQUENTATORE DEI PALAZZINARI DELL'AMBIENTE DI WALTER VELTRONI, L'EX ASSESSORE ALL'URBANISTICA DELLE SUE GIUNTE, ROBERTO MORASSUT, IL "PAPA'" DEL DEVASTANTE PIANO REGALATORE DEL 2008 DA 70 MILIONI DI METRI CUBI DI ALTRO CEMENTO, DI  POTER TORNARE DA 'PROTAGONISTA AL CONVEGNO, TENUTOSI QUALCHE GIORNO FA AL MAXI, SU "TOR DI VALLE VS FLAMINIO" !!!
 

Ricordate su quale programma urbanistico avevate eletto Virginia Raggi ?


Una documentata riflessione, sulla base di documentazione inoppugnabile, sull'enorme ondata di migranti che sta arrivando in Italia, all'enorme costo per l'Italia di miliardi di euro, sottratti dolorosamente alle esigenze della nazione ! Favorendo nella sostanza con le varie operazioni FRONTEX etc etc in realtà l'enorme business del TRAFFICO INTERNAZIONALE di uomini, con una esplosione -fra l'altro- degli stessi poveri morti in Mediterraneo !! Mentre, con una regolamentazione corretta dell'immigrazione, sarebbe possibile contemperare una corretta gestione della situazione, un VERO contrasto al traffico d'uomini, ed una vera attenzione alla salvezza di tanti uomini come noi !!