domenica 4 maggio 2014

E' proseguita anche in queste ultime tre settimane l'offerta in rete da parte di privati di appartamenti a Rione Rinascimento 3° - via Dario Niccodemi, ma anche nel comprensorio le Rose a viale Ezra Pound.... La gente tenta di vendere.....

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ATTENZIONE-ALTRO CEMENTO ABBATTE IL VALORE DELLA TUA CASA !!! Prosegue anche questa settimana l'abbondante offerta in vendita sulla rete di appartamenti nella parte storica del quartiere Talenti. Spesso, quando i nostri cari anziani se ne vanno, i figli tentano di vendere... Ma la sorpresa e la delusione sono presto pesanti ! La devastante ondata di nuovo cemento residenziale consentita ai soliti palazzinari da parte delle giunte Rutelli, Veltroni, ed Alemanno, ha gravemente minato il valore dei nostri appartamenti, in cui sono spesso investiti i sudati risparmi di vite di lavoro !!! Dite BASTA ad altro cemento !!! NON votate nè appoggiate più forze politiche che continuano a consentire ai palazzinari di fare il loro comodo nei nostri quartieri !!

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A Rione Rinascimento 3° i privati NON riescono proprio a vendere, ed allora che si fa ? Si cerca di affittare..... Un interessante primo caso dal settore degli annunci immobiliari in rete.

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Domani lunedì 5 maggio 2014 ore 17.30 - Aula Magna I.T.C.G.S. Carlo Matteucci - via delle Vigne Nuove 262: incontro con assessore alla Trasformazione Urbana comune di Roma Giovanni Caudo. Saranno illustrati i principali problemi che riguardano il Municipio III, gli interventi previsti dal PRG del 2008, e "le possibili opportunità di sviluppo e rrigenerazione urbana".... Un interessante commento del CDQ Salviamo Talenti

UN COMMENTO DEL CDQ SALVIAMO TALENTI:


Nonostante la gravissima crisi del Mercato immobiliare, testimoniata solo nei nostri quartieri da decine di migliaia di appartamenti nuovi ed invenduti,  in questi ultimi mesi si è assistito ancora nel Municipio III, già letteralmente martoriato negli anni scorsi da milioni di metri cubi di nuova edilizia residenziale (Porta di Roma, Parco Talenti, Bufalotta, etc.),  all'avvio o al tentato avvio e nel quartiere Talenti di altri nuovi progetti immobiliari, primo fra tutti quello previsto dalla delibera di Giunta Comunale n. 127/2013, stoppata dall’ordine del giorno presentato dal Movimento 5Stelle ed approvato all’uninanimità nel consiglio del Municipio III, e poi dall’ordine del giorno che chiede alla Giunta la revoca della delibera (definita la Nuova Delibera Bufalotta, in ricordo della delibera di G.C. 218/2007), approvato in data 8 ottobre 2013 da parte del Consiglio Comunale.
Ma a parte questo ricordiamo anche:
  • il devastante progetto noto come Le Case dell'Aereonautica dentro il Parco delle Sabine;
  • ed ancora la famigerata Bufalottina;
  • ed ancora impianti sportivi nel verde del Parco delle Sabine, per iniziativa del solito Ing. Toti, già Toti-Lamaro, più volte beneficato da parte della Giunta Veltroni a Porta di Roma (Delibera-Memoria di Giunta Comunale n. 354 del 21.12.2012);
  • la realizzazione che prosegue dei due mega-interventi immobiliari di Rione Rinascimento 3° e Rione Rinascimento 4°-via Giacosa a Talenti, a ridosso stettissimo dell’edilizia esistente;
Il tutto mentre rischia di abbattersi sulle periferie di Roma l'ulteriore ondata di cemento sciaguratamente prevista dal PIANO CASA della Regione Lazio del PDL - Polverini-Ciocchetti-Carlino !!! Che viola addirittura la carta costituzionale, in quanto prevede cemento per ogni in deroga ai PRG vigenti saltando addirittura il controllo democratico dei vari consigli comunali !!!
A fronte di tutto questo le giunte Veltroni e poi Alemanno hanno sistematicamente violato nella sostanza, e sovente anche nella forma il regolamento per la partecipazione della cittadinanza alla trasformazione urbana approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 57/2006.
All’obbligatorio procedimento partecipativo NON sono stati sottoposti NE’ il mega insediamento residenziale di Riona Rinascimento 3° (Delibere di C.C. 83/2000, 44/2003), approvato con accordo di programma fra comune di Roma e Regione Lazio nel 2010, NE’ l’altro devastante e vero e proprio ECOMOSTRO di Rione Rinascimento 4°, che sta erigendo un muro di cemento lungo oltre 100 metri ed alto 10 piani davanti a fabbricati esistenti da oltre 60 anni a cui vengono precluse luce ed aria !
Ad una richiesta di accesso agli atti da parte della cittadinanza, in data giugno 2013, il Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica NON ha dato a tutt’oggi riscontro !
Quando poi il procedimento partecipativo è stato condotto, nonostante il parere unanimanente contrario del consiglio municipale, e la ferma opposizione della cittadinanza, la giunta Alemanno, ha tentato comunque di far approvare in consiglio comunale la contestata proposta, fermata solo dalla battaglia condotta dalle opposizioni e dai CDQ contro l’ultima ondata di delibere urbanistiche della giunta Alemanno. Insomma, il territorio è stato lasciato in piena balia dei palazzinari !!!
Il tutto senza apprezzabili prospettive di rilancio dell’economia ! Anzi….
Ma solo di temporanei ristori per posizioni debitorie nei confronti delle banche ormai quasi senza possibilità di rientro…
Drammatica in proposito la situazione di due ambito territoriali prossimi a Roma, Marche ed Abruzzo, ove, essendo andate avanti a finanziare ancora il settore dell’edilizia residenziale nuova fra 2010 e 2012, sono in gravissima crisi e sono state ormai commissariate da Banca d'Italia due pilastri del credito in quelle aree, ossia Banca Marche, controllata dalle Fondazioni Casse di Risparmo di Iesi-Pesaro-Macerata,  e TERCAS -Cassa di Risparmio di Teramo !
Drammatica la situazione della TERCAS, esposta sul fronte dell'ormai celebre fallimento DI MARIO, quello del DIMA-Bufalotta, per una somma che pare ormai superiore ai 300 milioni di euro….ma che ancora non trapela !
In una intervista a La Repubblica-Cronaca di Roma del 20 settembre scorso l’assessore all’Urbanistica del comune di Roma Giovanni Caudo, a fronte del drammatico dato su 900 permessi di costruire NON ritirati ad oggi, ha dichiarato che per sbloccare la situazione, a fronte di colloqui intercorsi con le banche, la soluzione sarebbe che “le banche sarebbero disposte ad aumentare la loro disponibilità al credito verso le imprese a cfonte di una maggiore presenza di garanzie del sistema regionale”.
MA questo nelle Marche E’ AVVENUTO, il sistema regionale ha continuato a premere perché Banca Marche continuasse ad erogare finanziamento ancora fra 2010 e 2012, ed ora STA FALLENDO Banca Marche !
A fronte dell’enorme invenduto di nuova edilizia residenziale, a fronte della drammatica crisi economica attuale, è assolutamente irrealistico che si possa pensare ad una riduzione dell’invenduto nuovo in tempi ragionevoli, tanto che l’obiettivo dichiarato dallo stesso assessore Caudo di “ridurre del 20% le giacenze (di invenduto) entro l’anno”, come dichiara nella suddetta intervista, appare solo una pia speranza, del tutto avulsa da quelle che sono le reali prospettive del mercato !
Intanto in Spagna lo Stato, che è subentrato a tante banche ormai fallite, come rischia di accadere anche da noi, STA AVVIANDO LE DEMOLIZIONI DEL NUOVO INVENDUTO, sovente di scarsa qualità costruttiva, in quanto non conviene farne la manutenzione (Fatto Quotidiano, 4 novembre 2013) !!!
Esattamente come sta succedendo anche negli Stati Uniti, dove demolire le case nuove invendute COSTA MENO che farne manutenzione !
      Bisogna avere il coraggio di guardare il faccia la realtà: NON si rilancia l’economa continuando ad aiutare aziende costruttrici decotte, e continuando ad autorizzare nuovi interventi edilizi in quartieri periferici ormai al collasso di viabilità e vivibilità, dove NON ci sono neanche soldi per realizzare viabilità e servizi !
La condizione debitoria del comune di Roma è infatti drammatica, con il debito consolidato di oltre 12 miliardi di euro della sinora troppo opaca gestione commissariale, gli 867 milioni di ulteriore debito che la Giunta Marino ha ereditato da Alemanno, una tassazione locale fra le più alte d’Italia, con una addizionale IRPEF comunale dello 0,5%, a cui se ne somma un’altra per il debito commissariato dello 0,4%, con il che Roma è diventata l’unico comune italiano a sfondare il tetto dello 0,8% previsto per legge, non dimenticando l’addizionale regionale dell’1,73%, la quale –in assenza di differenti risorse- rischia di crescere di un ulteriore 0,6% nel 2014 e di un ulteriore 1 % nel 2015, portando la tassazione dell’area di Roma a livelli veramente insopportabili.
Va ricordato che negli Stati Uniti, a fronte di una crescita dei livelli di imposizione del genere, e del crollo della qualità dei servizi, si sono avviati generalizzati ed imponenti fenomeni di esodo dalle città (ec. Detroit, etc.).
Bisogna in proposito avere il coraggio di riconoscere che, se il Dipartimento Urbanistica del comune di Roma continuerà a rilasciar autorizzazioni a costruire sulla base di un PRG assolutamente sovradimensionato e di ulteriori previsioni del Piano Casa della Regione Lazio del tutto incostituzionale, che operano addirittura in deroga ad esso, i relativi servizi e collegamenti, in considerazione dell’entità oggi francamente ridicola degli oneri concessori, dovranno essere pagati con una ulteriore imposizione fiscale sui tutti cittadini, che NON possono più continuare a sostenere regali ormai insopportabili del genere ai soliti palazzinari !
Per tutti questi motivi la Giunta Marino deve avere il coraggio di avviare l’iter per una variante al vigente PRG, che imponga un blocco a nuova edilizia residenziale in assenza di collegamenti e servizi, obbligando così anche i costruttori ad orientare gli interventi residui esclusivamente nel recupero di qualità dell’edilizia esistente, ed eliminando dalle NTd’A il famigerato articolo sulle altrove inesistenti “compensazioni immobiliari”, parto della fervida fantasia delle giunte Rutelli e Veltroni a favore dei soliti noti, come finalmente l’assessore Caudo ha dichiarato di voler fare.
CDQ Salviamo Talenti 
 

Grazie ad AMA arriva nel quartiere Talenti e nel Municipio III il PROFUMO DELLA PRIMAVERA....... Grazie, AMA ! Ogni strada del nostro quartiere paga all'anno decine di migliaia di euro per il loro servizio, e QUESTO continua ad essere il risultato....




venerdì 2 maggio 2014

Talenti: via Niccodemi e il degrado persistente

Una segnalazione giunta oggi al nostro Blog: Questo è lo stato di degrado e di abbandono in cui riversa da tempo via Niccodemi. Oltre al dissesto dei marciapiedi continua a NON funzionare il "nuovo" modello di raccolta differenziata. Ecco la condizione attuale di una delle tante strade dimenticate dall'AMA.
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giovedì 1 maggio 2014

Porta di Roma: 150° Anniversario I Convenzione di Ginevra - Settimana della Croce Rossa 4-11 maggio 2014

Dal 4 all’11 maggio 2014, in occasione del "150° Anniversario della I Convenzione di Ginevra", avrà luogo presso il Centro Commerciale "Porta di Roma" la Settimana della Croce Rossa. L’evento è organizzato dal Consorzio Centro Commerciale Porta di Roma S.c.a.r.l. con il coordinamento del Comitato Regionale della Croce Rossa italiana.

Saranno allestite numerose aree all’interno e all’esterno della Galleria Commerciale, dove i Volontari della Croce Rossa effettueranno attività dimostrative e informative di diverso genere, a partire dal "Motoraduno della Solidarietà", che prevede la donazione del sangue da parte di oltre 200 motociclisti, fino alle mostre fotografiche, alla promozione del volontariato, ed alle attività per i bambini.

fonte: http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW632523&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

martedì 29 aprile 2014

Una interessante intervista all'assessore alla Trasformazione Urbana del comune di Roma Giovanni Caudo, non dimenticando QUALI sono stati gli impegni del sindaco Ignazio Marino e della sua maggioranza al momento delle elezioni comunali del 2013

RICEVIAMO E VOLE TIERI PUBBLICHIAMO:
LINK: http://www.eddyburg.it/2014/04/roma-rigenerazione-urbana-vs-partito.html

QUESTI GLI IMPEGNI ASSUNTI DAL SINDACO MARINO E DALLA SUA MAGGIORANZA:

Roma: rigenerazione urbana vs partito del cemento

di Milena Farina   25 Aprile 2014
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Intervista  di Milena Farina all'assessore comunale alla Trasformazione urbana Giovanni Caudo: una persona scomoda per i partigiani della città della rendita. Il Giornale dell'architettura online, 25 aprile 2014

ROMA. Continua il braccio di ferro, soprattutto intorno alle destinazioni d'uso, alle nuove volumetrie e alle modalità di realizzazione della centralità Romanina prevista dal PRG, tra l'assessore alla Trasformazione urbana Giovanni Caudo e i cosiddetti poteri forti rappresentati dagli immobiliaristi della capitale (cfr.www.abitarearoma.net). Cogliamo l'occasione per pubblicare la versione integrale dell'intervista comparsa sul numero 117 (primavera 2014) dell'edizione cartacea del nostro Giornale, attualmente in distribuzione, al neoassessore della giunta Marino dopo oltre 8 mesi dal suo varo. L'intervista, insieme ad altri due articoli, intende inoltre fare il punto sullo stato d'avanzamento delle grandi opere incompiute, sulle politiche avviate in tema di mobilità e sulle varie scelte urbanistiche. Architetto e professore associato di Urbanistica presso l’Università di «Roma Tre», Caudo (Fiumefreddo di Sicilia, 1964) si è interessato in particolare alle questioni abitative nella città contemporanea.

Assessore Caudo, la decisione di cambiare nome all’assessorato è stato uno dei primi segnali del nuovo corso dell’amministrazione. Perché il termine urbanistica vi è sembrato inadeguato?
Il nuovo nome deriva dalla constatazione che siamo passati dall’urbanistica dell’espansione tipica del ‘900 a un nuovo ciclo in cui si ritorna alle origini della disciplina, che alla fine dell’800 si occupava del risanamento della città esistente. La scelta ha quindi un duplice significato, culturale e operativo.

Quali sono le azioni più significative in tal senso, dopo la revoca della Delibera della giunta Alemanno sui nuovi ambiti di riserva nell’agro romano?
La delibera, oltre a evitare un’ulteriore urbanizzazione su 2.365 ettari di agro romano (161 nuove aree edificabili), è il primo segnale della volontà di riportare l’azione all’interno delle previsioni del PRG e in particolare in quelle aree individuate come parte della città da riqualificare, pari a 9.500 ettari: abbiamo avviato 5 PRINT che sono tra gli strumenti previsti dal PRG per intervenire in queste aree; poi c’è l’attenzione alla trasformazione delle aree dismesse o dismettibili, come il patrimonio del demanio e in particolare le caserme del Ministero della Difesa.

Il primo intervento di trasformazione urbana annunciato è la Città della Scienza in via Guido Reni, di fronte al MAXXI. Sarà l’occasione per sperimentare una nuova modalità di gestione delle trasformazioni complesse?
La trasformazione dello stabilimento militare materiali elettrici di precisione è l’operazione più importante avviata sul patrimonio demaniale, che interessa un vero e proprio pezzo di città. Qui abbiamo cercato di determinare una linea di azione per gli interventi di rigenerazione articolata in tre strategie: si rende accessibile l’area, attraverso la costruzione di un’armatura di spazio pubblico che permetta di reinserirla nel tessuto urbano, in continuità con la piazza del MAXXI; s’inseriscono funzioni pubbliche, delle quali la Città della Scienza è l’elemento principale; si favorisce la messa a valore dell’area in modo da produrre le risorse necessarie per sostenere l’intervento pubblico (residenze e funzioni commerciali). Abbiamo appena predisposto la variante urbanistica, che fissa i nuovi parametri e le invarianti dell’intervento pubblico; ora sta partendo la fase di consultazione con la formazione di un’assemblea partecipata degli abitanti, dalla quale usciranno gli elementi che saranno posti a base di un Documento di progettazione preliminare; poi organizzeremo un concorso internazionale per il masterplan di tutta l’area, con 5-6 gruppi selezionati su curricula che parteciperanno a una serie di incontri intermedi per la discussione di temi specifici (spazio pubblico, risparmio energetico, tipologie insediative). Per la città della Scienza si organizzerà anche un concorso di progettazione, una volta messo a punto il progetto scientifico che, oltre alla parte espositiva, prevede laboratori di ricerca e aree per l’innovazione scientifica e culturale.

La strategia della trasformazione sembra molto più complessa da gestire rispetto a quella dell’espansione, poiché ci si scontra con interessi consolidati. Quale sarà il ruolo della partecipazione, visto il dissenso che ormai sembra accompagnare ogni proposta di cambiamento?
Il dialogo con la città si è interrotto negli anni passati e insieme è cresciuta la sfiducia nei confronti dell’amministrazione comunale. Per ricostruire questo rapporto è necessario parlare con trasparenza e costruire momenti di partecipazione, a partire da situazioni concrete. Nel caso di via Guido Reni, stiamo avviando la partecipazione sulla base di una variante urbanistica già approvata, nella quale sono state individuate le quantità necessarie a garantire la sostenibilità economica dell’intervento per i soggetti coinvolti: il demanio dello Stato che vende l’area, l’operatore privato che realizza la valorizzazione immobiliare (Cassa Depositi e Prestiti Investimenti SGR), l’Amministrazione che acquisisce metà dell’area (27.000 mq di SUL) per funzioni pubbliche e il contributo straordinario. Sarà aperto un tavolo con le associazioni, il Municipio e un gruppo tecnico dell’assessorato che potrà esprimere indicazioni sulle funzioni pubbliche più adatte e sulla collocazione delle funzioni private.

Il vostro programma s’inserisce nel PRG, quindi viene confermata l’idea di città policentrica? Intendete rilanciare il tema delle centralità, visto che uno dei limiti del piano è la loro scarsa caratterizzazione funzionale nonché debole capacità aggregativa?
La struttura policentrica del piano è stata in gran parte realizzata già negli anni precedenti, anche se non è percepita dalla città: il 70% delle centralità erano già attuate quando è stato approvato il piano e altre sono state realizzate nel frattempo. Ora stiamo lavorando sulle loro connessioni con il sistema di trasporto pubblico: a dicembre abbiamo approvato in giunta la delibera per la realizzazione della stazione ferroviaria a Ponte di Nona, una delle centralità più discusse per l’assenza di collegamenti con la rete su ferro oltre che per la pessima qualità dell’intervento; tra le centralità da realizzare, a Romanina abbiamo previsto il prolungamento di 2 fermate della metro A e a Massimina si realizzerà una nuova stazione sulla linea FR1. Lavoreremo inoltre in variante al piano per collocare nuove concentrazioni di funzioni intorno alle stazioni delle linee ferroviarie già esistenti all’interno del GRA (Ponte Mammolo, Grotta Rossa, Ipogeo degli Ottavi, Anagnina), che potrebbero avere un effetto di riequilibrio del sistema dei flussi spostando i pesi nella zona intermedia tra la città consolidata e l’esterno. Non si rinuncia a un’ulteriore cura del ferro, ma in attesa delle nuove linee Metropolitane portiamo le funzioni dove il ferro c’è già o è sottoutilizzato.

Quale sarà l’impatto delle compensazioni previste dal PRG? È possibile individuare strumenti per disinnescare questo meccanismo che già ha fatto «atterrare» grosse cubature su Roma?
Per buona parte delle compensazioni erano già state individuate 84 aree di «atterraggio», con un meccanismo, quello dell’equivalenza di valore, che ha trasformato i 4 milioni di mc in 6,4 milioni di mc per via della loro collocazione più periferica. L’Assemblea capitolina ha già approvato negli anni scorsi le delibere relative a 61 aree, che sono dunque già operative, mentre noi stiamo lavorando sulle altre 23. Gli anni non sono passati invano, come si vede. Anche se promuovessimo una moratoria urbanistica, questi atti andrebbero comunque avanti. Stiamo lavorando affinché le nuove collocazioni siano coerenti con il piano ma anche con il nostro programma, ovvero rilocalizzando la cubatura in aree già urbanizzate; seguiremo la stessa logica nella localizzazione degli ulteriori 3,5 milioni di mc che restano da compensare, portandoli in aree più centrali in modo da ridurli. Dunque la nostra azione prevede la chiusura delle compensazioni ancora in itinere e, come obiettivo di fine mandato, la cancellazione dell’articolo del piano che le prevede perché è un principio sbagliato e di difficile gestione.

A proposito di strumenti difficili da gestire, che impatto avrà nei prossimi anni l’attuazione del Piano Casa? Cosa può fare l’amministrazione per evitare che tali interventi sconvolgano gli equilibri di tanti quartieri e rendano superflue le previsioni del PRG?
Dal punto di vista dei principi il Piano Casa non è sbagliato. È sbagliata la Legge Regionale che ha esteso le maglie della normativa oltre l’intervento edilizio arrivando alla dimensione urbanistica. In questo modo invece di semplificare si complica, perché gli interventi che hanno un impatto urbanistico devono passare al vaglio dell’Assemblea capitolina, quindi hanno un iter più complesso. Intanto abbiamo concordato con la Regione di modificare la legge, in particolare il comma 3 dell’articolo 3-ter che è il più devastante in termini di pesi insediativi in quanto prevede nelle aree non edificate una premialità del 10% calcolato sull’intera cubatura prevista da un piano attuativo. Nella nuova proposta di legge regionale questa possibilità viene ridotta. Si poteva fare di più, l’accordo Stato Regioni su cui si fonda il cosiddetto Piano Casa, infatti, non prevede l’applicazione a volumi non esistenti. Così di fatto il Piano Casa si applica anche alla nuova edificazione e non solo all’esistente, è l’unica Regione che consente questa fattispecie.

Attraverso quali strumenti l’amministrazione si sta facendo carico della questione abitativa?
Vista la carenza di risorse pubbliche, ci stiamo muovendo su due binari: limitando il nostro intervento alle situazioni di estrema emergenza ovvero trovando una soluzione abitativa per le famiglie – circa 3.000 – che sono in graduatoria per la casa popolare con il massimo di punteggio; proponendo ai costruttori che oggi hanno il problema dell’invenduto di mettere sul mercato alloggi a prezzi convenzionati, in cambio della riduzione degli oneri. Stiamo infine concludendo le procedure del 2° PEEP che prevede 14 nuovi interventi di edilizia agevolata, per circa 3.000 alloggi.

Che idea avete del centro storico? Il progetto di pedonalizzazione del tridente non rischia di trasformare ulteriormente questa parte di città in una sorta di parco turistico, dal quale i romani si sentono esclusi?
Nel tridente stiamo completando la ripavimentazione delle strade: è una predisposizione alla pedonalizzazione che sarà attuata dopo aver individuato un sistema di parcheggi per attutire i disagi ai residenti e lasciare l’auto fuori dal centro storico. Per contrastare la progressiva commercializzazione, abbiamo messo in campo due interventi strategici: la sistemazione intorno al Mausoleo di Augusto, dove si costruirà una nuova piazza laddove ora c’è uno slargo; il piano di recupero di via Crispi con l’ampliamento della Galleria d’arte moderna. Stiamo inoltre individuando gli immobili sottoutilizzati e dismessi per introdurre nuovi usi pubblici, con destinazioni solitamente escluse dal mercato.

Quali sono le difficoltà nel governare dinamiche metropolitane che vanno oltre i confini della stessa provincia con strumenti limitati alla dimensione territoriale comunale? Che caratteristiche dovrebbe avere l’architettura istituzionale di Roma Capitale?
È necessario aprire un dibattito su questo tema. I finanziamenti per Roma Capitale dovrebbero essere stabiliti con una Legge Speciale in relazione a obiettivi legati al suo ruolo, visto che in ogni caso lo Stato si trova periodicamente a ripianarne i debiti. Noi come assessorato la dimensione metropolitana l’abbiamo già assunta: nella macrostruttura abbiamo costituito un’apposita unità operativa che dialoga su un doppio livello, con i Municipi e con i Comuni contermini, anticipando lagovernance che sarà tipica della città metropolitana.

Come si immagina Roma alla fine del mandato?
La città si sta preparando anche con le scelte urbanistiche a due importanti appuntamenti: il 150° anniversario di Roma Capitale nel 2020 e il Giubileo nel 2025. Traguardando l’orizzonte di medio periodo, m’immagino una città più ordinata che si è riappropriata delle regole come strumento per costruirsi il proprio futuro; una città che guarda alla sua dimensione metropolitana in cui le periferie sono luoghi che si riposizionano rispetto a un nuovo concetto di centralità; una città che ha ricostruito un appeal internazionale oggi completamente perso. Una città in cui le scelte urbanistiche devono essere a sostegno dei percorsi di sviluppo sociale ed economico e non essere fine a se stesse.

(di Milena Farina, edizione online, 15 aprile 2014)
GIOVANNI CAUDO, UN ASSESSORE DA DIFENDERE A TUTTI I COSTI  !!!
CONTRO L'INQUALIFICABILE PARTITO DEL CEMENTO....
DI CUI, NELL'ATTUALE MAGGIORANZA, FA PARTE A PIENO E VERGOGNOSO TITOLO IL PD, IRRIDENTE NEI CONFRONTI DEGLI IMPEGNI PRESI NEI CONFRONTI DEGLI ELETTORI NEL 2013....