lunedì 2 dicembre 2019

I devastanti danni del PRG del 2008 di Walter Veltroni e Roberto Morassut, alle origini di tanti drammatici problemi della città attuale: un articolo di Lucio Dammicco dalla testata on line IL TASCABILE da non perdere, se volete comprendere perchè ci ritroviamo nella situazione attuale

LINK: https://www.carteinregola.it/index.php/il-declino-di-roma-e-cominciato-molto-tempo-fa/

Spesso, quando critico e critichiamo  il  vigente Piano Regolatore Generale di Roma della Giunta Veltroni (*), chi non è mai incappato – come cittadino o come addetto ai lavori – nelle scelte urbanistiche del  periodo del  “Modello Roma”, che ricorda soprattutto  per le notti bianche e la Festa del Cinema, ci guarda con  sospetto, come “i soliti ambientalisti a cui non va mai bene niente”.
Ora, a parte che il Modello Roma ha funzionato assai poco, se alla fine le periferie romane non hanno premiato  il passaggio di testimone da Veltroni a Rutelli e hanno votato compatte per la destra di Alemanno, va detto che, senza nulla togliere alle tante iniziative positive promosse da quella Amministrazione, il PRG resta una delle pagine più  controverse, dato che ha posto le basi per la maggior parte delle criticità i cui effetti subiamo ancora oggi.
E se si tratta di un discorso assai difficile da spiegare a chi, soprattutto se vive nei quartieri dei due Municipi centrali, non ha mai toccato con mano  dove e come vivono moltissimi romani – in molti  casi grazie alle scelte dei fautori del “Modello Roma” -, questo articolo di Luca Dammicco, pubblicato dalla testata online IlTascabile, offre  una documentata e nello stesso assai accessibile ricostruzione di  quello che è successo. Documento prezioso, in un momento in cui i disagi e i disastri dell’amministrazione pentastellata odierna spingono molti a guardarsi indietro con nostalgia, e i    protagonisti di allora, come l’assessore all’urbanistica Morassut, a pensare (**) di resuscitare  una stagione finita per sempre. Finita due volte. La prima,  con i saluti romani al neo sindaco Alemanno sulla scalinata del Campidoglio. La seconda, con la totale mancanza di autocritica sulle ragioni della sconfitta di un’intera classe politica (***), unico presupposto di una reale  volontà di cambiamento del rapporto della Amministrazione e del Partito con la città. Cambiamento che infatti non c’è mai stato. E le firme dal notaio per obbligare alle dimissioni il Sindaco Marino ne sono state la conferma.

Anna Maria Bianchi  Missaglia

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