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domenica 1 maggio 2011

E VORREBBERO ANCHE SCIPPARCI IL REFERENDUM SULL'ACQUA PUBBLICA, LEGGETE QUI ! E' UNA VERGOGNA, OPPONIAMOCI CON FORZA ! A ROMA , SENZA REFERENDUM, L'ACQUA FINIRA' NELLE MANI DEL GRUPPO CATAGIRONE, CHE CONTROLLA GIA' IL 15% DI ACEA, E LE BOLLETTE FAREBBERO LA FINE DI QUELLE DEL LAZIO MERIDIONALE CON ACQUA LATINA, LIEVITATE ALLE STELLE !

DAL CORRIERE DELLA SERA DEL 21 APRILE 2011 - leggi anche sul Corriere on line, con altre interessanti notizie.
DA LA REPUBBLICA DEL 22 APRILE 2011 - leggi anche su La Repubblica on line, con altre interessanti notizie.
DA IL CORRIERE DELLA SERA DEL 23 APRILE 2011 - leggi anche sul Corriere on line, con altre interessanti notizie.
DA LA REPUBBLICA DEL 22 APRILE 2011 - leggi anche su La Repubblica on line, con altre interessanti notizie.
RIVEDETEVI BENE QUESTO ELOQUENTE VIDEO, DA NOI MONTATO CON IMPORTANTI DOCUMENTI RELATIVI AD AMBITI OVE L'ACQUA ERA STATA GIA' "PRIVATIZZATA" COME GESTIONE, SFRUTTANDO POSSIBILITA' DEL QUADRO NORMATIVPO PRECEDENTE:


E QUINDI AVETE CAPITO PERCHE' IL GRUPPO CALTAGIRONE SI E' COMPRATO IL 15% DI ACEA ? (leggetevi questa intervista all'Amministratore delegato di ACEA, Staderini, fra l'altro lui stesso uomo di Caltagirone, nel Corriere della Sera-Economia del 28 febbraio 2011)
COSA VOGLIAMO ASPETTARE CHE L'ACQUA DI ROMA FINISCA GESTITA DAL GRUPPO CALTAGIRONE ? (leggete qui sotto il Messaggero del 13 aprile 2011)
IMMAGINATE COME POTREBBERO VOLARE LE BOLLETTE ?
COME QUELLE DELL'ACQUA LATINA, LAZIO MERIDIONALE, BEN DESCRITTA NEL VIDEO !
  • La privatizzazione dell'acqua riguarda anche te !
  • Battiamoci perchè non vengano scippati i referendum, ed il 12-13 giugno votiamo un forte SI per l'Acqua Pubblica !
 
 

giovedì 25 novembre 2010

La Giunta Alemanno dice no alla moratoria sulle scadenze del decreto Ronchi.

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DAL COMITATO ROMANO ACQUA PUBBLICA:

COMUNICATO STAMPA

La Giunta Alemanno dice no alla moratoria sulle scadenze del decreto Ronchi.
Ennesima prova di ottusità della maggioranza in Campidoglio

Ieri, 24 novembre, in occasione del consiglio comunale straordinario su Acea i cittadini presenti hanno ricevuto un'ennesima prova dell'ottusità dell'amministrazione capitolina.
In un consiglio comunale poco meno che blindato, al quale i cittadini sono stati ammessi con il contagocce dopo estenuanti trattative, solo dopo quattro ore di attesa è stato possibile incontrare uno dei capigruppo della maggioranza, come era stato richiesto ufficialmente da giorni. Dalla delegazione del coordinamento romano acqua pubblica presente è stata avanzata all'On. Gramazio, capogruppo Pdl, la richiesta di votare a favore della mozione 5, presentata da tutta l'opposizione, contenente il sostegno alla richiesta di moratoria sul decreto Ronchi e sul provvedimento di abolizione degli Aato, e il rispetto della volontà di oltre 1.400.000 di cittadini che chiedono di dire la loro sulla gestione del servizio idrico, esprimendosi attraverso il voto referendario entro il 2011. Un atto in difesa della democrazia quindi, ancor prima che in difesa del diritto all'acqua. La democrazia non è evidentemente una priorità per la maggioranza che sede in Aula Giulio Cesare, che ha votato contro questa semplice richiesta, sostenendo di fidarsi di più “dell'azione” che il Sindaco Alemanno sta intraprendendo nei confronti del governo in merito al Decreto Ronchi. Il coordinamento romano acqua pubblica ha quindi richiesto un incontro con il Sindaco, che possa svelare in cosa consista questa “azione” e in che modo si discosti dalla richiesta di rispetto della democrazia bocciata ieri in Consiglio Comunale.
La pressione esercitata dal movimento per l'acqua pubblica in questi ultimi mesi deve comunque aver sortito un qualche effetto, se il Sindaco Alemanno ha operato una vera e propria retromarcia rispetto all'intenzione, più volte annunciata, di procedere alla vendita di parte delle quote pubbliche di Acea anticipando le scadenze del decreto Ronchi. Il Sindaco ha infatti dichiarato, in apertura del Consiglio, che il Comune di Roma non si affretterà a vendere per “fare cassa” e che non ci sarà nessuna fuga in avanti rispetto alle scadenze previste.
Al movimento per l'acqua non bastano queste dichiarazioni, come non bastano ai lavoratori Acea le rassicurazioni sulla “salvaguardia integrale” dei posti di lavoro; il nostro percorso ha un'orizzonte diverso: l'uscita dei privati e della loro sete di profitto dalla gestione del servizio idrico. La partita è aperta: c'è un referendum in campo che aspetta di essere vinto.
Roma, 25 novembre 2010
--
CRAP - Coordinamento Romano Acqua Pubblica
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06/97615507; Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00
e-mail:
segreteria-centro@acquabenecomune.org
Sito web:
www.acquabenecomune.org

sabato 20 novembre 2010

Il processo di privatizzazione dell’ACEA preannunciato da Alemanno lo scorso gennaio 2010, marcia senza trovare apparentemente ostacoli !! Cosa ne pensano i cittadini di Roma e del Municipio IV della prospettiva futura di doversi ritrovare a dipendere dal Gruppo Caltagirone per l'acqua potabile ??? Pensateci bene.......

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DALLA RETE ROMANA DI MUTUO SOCCORSO:
Il processo di privatizzazione dell’ACEA preannunciato da Alemanno lo scorso gennaio 2010,  marcia senza trovare apparentemente ostacoli  !!
Sul  Corriere della Sera di sabato 13 novembre 2010, a pagina 47 in un articolo di Paolo Foschi si poteva leggere che “….Multiutility Acea, Caltagirone sale ancora. Al 14,1% ROMA — Francesco Gaetano Caltagirone sale ancora in Acéa, la ex municipalizzata controllata al 51% dal Comune e guidata dall'ad Marco Staderini e dal presidente Giancarlo Cremonesi. Secondo la comunicazione resa alla Consob, l'imprenditore ed editore del Messaggero è salito dal 12,9% al 14,12%, consolidando così la posizione di primo azionista privato, davanti a Gaz de France (10,024%). L'operazione, secondo quanto trapela, risponde prima di tutto a logiche finanziarie: i titoli ieri hanno chiuso al 8,45 euro, ben al di sotto ai massimi dell'anno (9,43 euro ad agosto) e lontanissimi dai 17,2 euro toccati mel 2007. Ma rappresenta anche un rafforzamento in vista di una eventuale nuova fase di privatizzazione di Acea, ipotesi già ventilata dal sindaco Gianni Alemanno…”
Qualche giorno prima i maggiori quotidiani della capitale rendevano noto l’allarme dei sindacti confederali per l’intenzione dei vertici aziendali di avviare una pesante sforbiciata al personale: «I vertici societari vogliono dichiarare fra 700 e i 1000 esuberi, su un totale di 5400 dipendenti (ai quali se ne aggiungono altri 1500 delle società partecipate ma che sono fuori dal bilancio consolidati di Acea). Non abbiamo comunicazioni ufficiali, ma sappiamo con certezza che è uno dei progetti sui cui è concentrata l' attenzione del management aziendale».
Tutto questo ci sollecita a raccogliere e rilanciare  con forza il seguente appello arrivato dal Forum romano "Acqua Pubblica". Diffondetelo il più possibile e partecipate con noi a questo a importante appuntamento.

domenica 29 novembre 2009

Trovato sistema rileva perdite d'acqua ma in Italia non interessa - Tg3 Leonardo

Da uno studio del Politecnico di Torino un ingegnere ha ideato un apparecchio elettronico in grado di rilevare e segnalare le perdite nelle reti idriche degli acquedotti, CAPITO BENE ? : RILEVARE LE PERDITE NEGLI ACQUEDOTTI PER SISTEMARLE PIU' FACILMENTE E CON IMPEGNO ECONOMICO MOLTO MINORE !!!
Grande successo all'estero, ma in Italia non interessa a nessuno.
QUI DA NOI C'E' DA PRIVATIZZARE L'ACQUA, ED APRIRE IL GRANDE BUSINESS DEL III MILLENNIO AI PRIVATI !!