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lunedì 11 ottobre 2010

Altra Economia e liberismo urbanistico: nella politica urbanistica di Alemanno proseguono rafforzati gli errori del centrosinistra di Rutelli e Veltroni.

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DA MARCELLO PAOLOZZA:
Dal sito http://eddyburg.it/article/articleview/15966/0/39/  e pubblicato su Il manifesto del 10 ottobre 2010 ecco, per chi non avesse avuto l'opportunità di leggerlo questa riflessione dell'urbansista  Paolo Berdini
 Altra Economia e liberismo urbanistico
Nella politica urbanistica di Alemanno proseguono rafforzati gli errori del centrosinistra di Rutelli e Veltroni.
Poco più di dieci anni fa, nel 1998, da parte di Risorse per Roma - braccio operativo del comune di Roma potenziato nel periodo in cui era sindaco Francesco Rutelli al fine di perseguire ogni spregiudicata avventura immobiliare - fu reso pubblico un documento sul futuro del Mattatoio che aveva al primo posto la «valorizzazione immobiliare» tanto cara ai giorni nostri a Tremonti e Berlusconi.
Si ipotizzò di vendere quello straordinario compendio urbanistico per fare cassa. La Camera del lavoro della Cgil del centro storico aveva per segretario Antonio Castronovi e fu grazie alla mobilitazione del sindacato che fu in primo luogo scongiurata la vendita e poi, intorno al presidio della terza Università di Roma, riprese vigore una visione pubblica dello sviluppo dell'area che portò anche alla apertura della Città dell'Altra Economia, e cioè alla preziosa esperienza di sperimentazione di un nuovo modello di sviluppo economico e urbano.
Oggi questa esperienza è a rischio di cancellazione da parte del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, insofferente che potesse perdurare una voce fuori dal coro. Forse dietro questo accanimento ci sono le stesse pressioni speculative di dieci anni fa, rese ancor più fameliche dall'aprirsi della stagione della grande svendita del patrimonio immobiliare pubblico. Ma l'atto scellerato del sindaco di non rinnovare il contratto al consorzio che gestisce l'area non sarebbe potuto avvenire se ci fosse stata intorno all'esperienza di Testaccio una rete forte e convinta di esperienze urbane.
Ha dunque profondamente ragione Giulio Marcon (il manifesto del 2 ottobre) a riportare la ricerca delle cause di questa ancora evitabile sconfitta all'interno della nostra cultura e tentare così di superare timidezze e reticenze che non hanno permesso all'esperienza dell'Altra Economia di mettere radici ancora più profonde e collocarsi irreversibilmente nel panorama economico e sociale della città. Alla base delle debolezze c'è sicuramente una esasperata frammentazione delle esperienze e la loro scarsa attitudine a divenire rete. Marcon ci sollecita però di andare oltre a queste motivazioni soggettive e tentare di costruire una politica comune sui temi dello sviluppo economico e urbano senza la quale assisteremo a sconfitta dopo sconfitta.
Ritorno sul tema delle città. Quando nel 1998 fu sconfitta la logica speculativa della valorizzazione dei beni pubblici in favore di un uso sociale degli spazi pubblici, non si continuò coerentemente su quella strada maestra. Dubbi e incertezze conquistarono la sinistra tradizionale, ma coinvolsero i gruppi dirigenti della sinistra senza aggettivi allora al governo regionale e comunale. Da lì a pochi anni fu approvato il piano regolatore di Walter Veltroni che prevedeva 70 milioni di metri cubi di cemento (il più grande sacco urbanistico della capitale!) per una città che non cresce più demograficamente. Era evidente la contraddizione: si tentava di avviare l'esperienza del Mattatoio nel quadro di una acritica accettazione del liberismo urbanistico. Ci si illudeva dunque di stabilire pratiche alternative accettando in toto una cultura che non ci appartiene.
Ma di questo strabismo non si riuscì a parlare. Pur di garantirci preziosi spazi istituzionali abbiamo anche evitato di dare spazio a chi dissentiva. È solo tagliando il nodo di questi ritardi culturali nel campo del governo delle città e delle tematiche più generali relative al modello economico della decrescita che esperienze come la città dell'Altra Economia di Testaccio non solo non saranno più messe a rischio, ma si riprodurranno anche in altri luoghi di Roma e in molte altre città. Se continuiamo in un estenuante gioco di difesa, rischiamo davvero di non essere attori credibili in questo momento in cui si sta decidendo il futuro delle città e del paese.

domenica 26 settembre 2010

(S)valorizzazione immobiliare «Se non si taglia il dominio della rendita immobiliare il nostro declino economico e civile non si interromperà».

RICEVIAMO E VOLEENTIERI PUBBLICHIAMO DA MARCELLO PAOLOZZA UN ARTICOLO DI PAOLO BERDINI CON CONSIDERAZIONI VERAMENTE FONDAMENTALI PER IL FUTURO DEL NOSTRO PAESE !
VI INVITIAMO A LEGGERLO CON PARTICOLARE ATTENZIONE !


Tratto dal sito di Eddyburg (URL http://eddyburg.it/article/articleview/15885/0/372/) vi propongo l'articolo di Paolo Berdini,  da  Il Fatto quotidiano online del 25 settembre 2010 
«Se non si taglia il dominio della rendita immobiliare il nostro declino economico e civile non si interromperà».
La denuncia sulle pagine del Fatto quotidiano di martedì scorso di Ferruccio Sansa e Salvatore Cannavò sulla riconversione immobiliare della Fincantieri ha la forza di aprire gli occhi all’opinione pubblica e, speriamo, anche se non conviene farsi molte illusioni a quella sparuta parte della politica che non è ancora sul libro paga dei potenti immobiliaristi sull’irreversibile declino che rischia il sistema Italia se non viene tagliato di netto il dominio della rendita fondiaria.
Hanno ragione infatti i due giornalisti: quale imprenditore può ancora avere la voglia di rischiare investimenti in un qualsiasi settore produttivo se di fronte alla speculazione immobiliare è stata aperta con benedizione bipartisan un’immensa autostrada? Sono venti anni che colpo dopo colpo sono state smantellate tutte le regole di governo del territorio e della tutela dell’ambiente. I piani regolatori che, con tutti i limiti che ben conosciamo, tentavano di delineare un futuro condiviso alle nostre città sono stati sostituiti concetti come la “valorizzazione immobiliare” e “l’accordo di programma” per superare ogni previsione urbanistica.
Ad esempio, a Sestri Ponente il piano urbanistico destina l’area della Fincantieri come zona industriale. Non sarebbe dunque possibile realizzare villette, ipermercati e ogni altra sorta di speculazione. Lo stato liberale, che pure aveva a cuore l’iniziativa economica privata, aveva trovato nell’urbanistica un efficace punto di equilibrio tra interessi della collettività e interessi della proprietà, limitandone lo strapotere e imponendo vincoli.
Oggi siamo in un’altra prospettiva sociale e culturale. I liberisti forsennati alla Tremonti (è a lui che si devono infatti buona parte delle leggi sulla “valorizzazione immobiliare”) non tollerano più neppure questo dignitoso compromesso di interessi. Con i piani casa che tutte le regioni hanno approvato gli edifici industriali possono cambiare destinazione e avere anche un gigantesco premio di cubatura. Così la collettività deve rassegnarsi a subire sempre e comunque il dominio della proprietà immobiliare anche se questa è pubblica o dichiaratamente speculativa.
Gli esempi sono ormai infiniti. La Fintecna, società pubblica, sta portando a termine la valorizzazione degli uffici del ministero della Finanze all’Eur: al loro posto case di lusso con vista sul laghetto. Le regole urbanistiche hanno vincolato l’intero quartiere dell’Eur come area storica, ma con l’accordo di programma si supera tutto. Intanto gli uffici sono oggi in affitto in immobili privati e tutti noi paghiamo un fiume di soldi alla rendita immobiliare: e poi ci continuano a dire che non ci sono soldi! A Torino per risanare la casse del San Paolo si decide di costruire un grattacielo in spregio di ogni norma urbanistica. La vicenda delle aree dell’ex fiera di Milano sono un caso da antologia: per far cassa si vuol costruire una mostruosa quantità di cemento calpestando ogni regola di buon senso e urbanistica. A Salerno un ex sindaco di centrosinistra ammalato di manie di grandezza vuole seppellire il lungomare sotto un valanga di cemento, tanto con le deroghe si può fare. E l’elenco riguarda tutta l’Italia, come è dimostrato dal recente volume La colata (edizioni Chiarelettere 2010) curato da Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo e Ferruccio Sansa.
Con il caso Fincantieri tocchiamo con mano che se non si taglia il dominio della rendita immobiliare, che -è bene precisarlo- non esiste negli altri paesi della civile Europa, il nostro declino economico e civile non si interromperà. Il problema non è Berlusconi: il vero nodo che stringe alla gola l’Italia è quello di un’opposizione politica incapace di avere un’idea di sviluppo lungimirante in grado di favorire gli investimenti produttivi veri. 
A solo titolo di esempio si può citare la folle corsa al cemento favorita dai quindici ininterrotti anni delle amministrazioni di centro sinistra di Francesco Rutelli e Valter Veltroni a Roma. Settanta milioni di metri cubi (sic!) regalati alla speculazione immobiliare in una città che non cresce più da vent’anni e che anzi ogni anni espelle migliaia di famiglie che non possono più permettersi di sostenere i folli prezzi delle abitazioni.
Il ripristino delle regole del governo delle città e del territorio è il primo elemento per poter rilanciare lo sviluppo produttivo del nostro paese. Chiudere la fase del sacco urbanistico dell’Italia è l’unica occasione che ci resta per favorire reali investimenti produttivi.

sabato 19 settembre 2009

ROMA, SENZATETTO, CASE VUOTE E TRACOLLO DELLA CITTA'. SE NE RENDONO CONTO I NOSTRI AMMINISTRATORI ?

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DA M. PAOLOZZA:
Nel N. 36 di LEFT apparso in edicola l'11 settembre 2009 si trova questo articolo che vi invito a leggere.

Roma, senzatetto e case vuote.

In questi giorni a Roma è stato sgomberato l’edificio dell’ex ospedale Regina Elena, occupato da tempo da oltre cinquecento persone, in gran parte immigrati. Il terreno per l’intervento è stato preparato da una campagna di stampa orchestrata dal quotidiano Il Messaggero (proprietà Francesco Gaetano Caltagirone): tema della campagna “il ripristino dell’ordine in città” invocato a gran voce anche dal rettore dell’Università la Sapienza, Luigi Frati. L

a nobile campagna sulla legalità poteva iniziare dal degrado dell’Ospedale Policlinico di Roma: il prof. Frati è stato preside della facoltà di medicina, da cui dipende il Policlinico, per sedici anni a partire dal 1990. Non è passato anno che non scoppi uno scandalo: dalle condizioni igieniche, alla fatiscenza delle strutture.

Ma invece di affrontare il tema dell’uso delle risorse pubbliche, si è preferito scagliarsi contro chi non ha una casa. Tanto nessuna grande forza politica li difenderà.

Se lo facessero dovrebbero spiegare il mistero di tanta gente senza casa in una città dove negli scorsi anni è stato realizzato il più violento sacco urbanistico della storia.

Dovrebbero in altri termini prendere atto che le tante abitazioni costruite costano troppo per le fasce sociali deboli.

In Italia in questi anni la percentuale delle case pubbliche realizzate è dello 0,7 % sul totale. A Roma è addirittura più modesta. Nell’Europa civile supera il 30% con punte ancora più alte.

Per rispondere a questo fenomeno, un vasto mondo di associazioni che si battono per il diritto alla casa insieme a molti comitati di quartiere, ha redatto una legge di iniziativa popolare “sul diritto alla città e all’abitare”. Il diritto all’abitare si risolve costruendo 100 mila alloggi pubblici in sei anni. Soltanto le amministrazioni pubbliche possono risolvere l’emergenza abitativa.

Ma risolvere il problema casa non basta più.

Roma, infatti, si è spopolata e nei quartieri centrali chiudono i servizi per mancanza di popolazione.

In quindici anni sono stati espulsi trecento mila romani e sono stati costretti a trasferirsi lontano da Roma, in zone di “campagna urbanizzata”, dove non esiste la città, non ci sono infatti servizi sociali e scuole.

Ed ogni giorno, decine di migliaia di lavoratori sprecano altre due ore di pendolarismo per raggiungere la capitale. I

nsomma, il mercato senza regole ha aumentato i senza tetto e aggravato le condizioni di vita di decine di migliaia di famiglie.

La legge prevede dunque anche il “diritto alla città”. Reintroducendo residenza pubblica nella città esistenti ed incrementando le azioni di recupero del patrimonio pubblico dismesso o sotto utilizzato. In secondo luogo portando i servizi nelle desolate periferie metropolitane.

La legge prevede che venga redatto un piano di realizzazione di servizi pubblici al fine di fornire, per quanto possibile, a tutti i cittadini pari opportunità di accesso. I cittadini del Lazio hanno il diritto a vivere in città civili, con servizi, verde e luoghi di incontro.

Per raggiungere questo obiettivo c’è da chiudere per sempre la fase dell’espansione urbana: più si allargano i confini della città, più aumenta il disagio e la carenza di servizi.

La proposta punta a recuperare prioritariamente il tanto costruito inutilizzato all’interno delle città così da non costringere molte famiglie a vivere in case senza città.

Il diritto all’abitare si completa in tal senso con il diritto alla mobilità sostenibile. Le centinaia di migliaia di pendolari raggiungono il centro di Roma per motivi di lavoro impiegano tre ore al giorno per gli spostamenti.

Anche in questo caso è venuto il momento di far entrare l’Italia in Europa: nessun quartiere deve essere costruito se non esistono già linee di trasporto su ferro. Basta con i quartieri che nascono in ogni angolo della campagna e obbligano all’uso dell’automobile.

Di fronte al fallimento della deregulation del mercato edilizio che è sotto gli occhi di tutti, c’è bisogno di un deciso cambio di rotta. Per sostenere la proposta di legge (che è leggibile sul sito della Rete del mutuo soccorso) inizia in questi giorni la raccolta delle firme per portarla all’ordine del giorno del Consiglio regionale del Lazio.

Paolo Berdini

domenica 1 febbraio 2009

PER UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO URBANO CHE GARANTISCA LA VIVIBILITA' NELLE NOSTRE CITTA', ATTRAVERSO "UN NUOVO PERCORSO DELLA POLITICA"

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DALLA RETE NUOVO MUNICIPIO IV
A seguito dell'incontro avvenuto questa mattina presso la sede della Città dell'altra Economia, si invia a tutti voi il seguente Comunicato stampa invitandovi a diffonderlo, a scaricare dal sito e leggere il documento che vi viene proposto – Per un nuovo percorso della politica – e la Lettera alla città che lo accompagna.

Comunicato Stampa

Il Documento che viene proposto – Per un nuovo percorso della politica – e la Lettera alla città che lo accompagna, nascono da un “incontro politico” tra il gruppo “Modello Roma” e il gruppo “Non tacere”. L’incontro è avvenuto spontaneamente lungo un diverso ma comune percorso di critica delle condizioni di governo della città e di degrado della politica. Da qui è partito il crollo etico che ha contagiato tutti gli aspetti della vita del paese, dai comportamenti istituzionali a quelli personali.

Ripristinare la solidità del tessuto sociale, riportarlo a misurarsi e a crescere intorno ai grandi valori della convivenza è opera tanto ardua e corale quanto urgente.

Nessuno di noi è militante attivo in un partito tradizionale. Tutti sentiamo che i luoghi della politica si sono ormai ridotti a luoghi dove pochi addetti ai lavori pretendono di parlare a nome e per conto dei tanti con un linguaggio diventato totalitario e chiuso o di semplificazione mediatica.

La Lettera alla città non si limita a svolgere un atteggiamento critico, ma indica anche un possibile progetto di uscita per restituire alla politica un senso e contenuti di speranza, di giustizia sociale, di solidarietà, di rettitudine, di ascolto delle fasce più fragili della società, e di accoglienza delle diversità di ogni tipo che subiscono l’esclusione.

Con questa “lettera” noi chiediamo alla città, ai suoi abitanti, ai movimento di base, alle associazioni, e ai tanti gruppi sparsi in molte città italiane, che cercano uno spazio di confronto e di coesione e che sono i depositari più sensibili della sovranità e dei bisogni, di contribuire alla nascita di un grande laboratorio politico (di riflessione, di studio e anche di azione) a Roma.

La Lettera alla città è stata presentata in un incontro con i cittadini, le associazioni, la stampa, le Radio e le TV il 31 gennaio 2009 presso la sede della Città dell'Altra Economia al Testaccio. In seguito a questo evento è stato attivato questo sito web http://www.farecitta.it/ da cui si può scaricare il documento e un indirizzo di posta elettronica cui far pervenire osservazioni, suggerimenti, adesioni e richieste di incontri per l’ulteriore discussione e sviluppo della lettera e del documento, avviando così un percorso di riflessione e di elaborazione collettiva.

Il gruppo Modello Roma:

B. Amoroso, P. Berdini, A. Castagnola, A. Castronovi, G. Caudo, C. Cellamare, G. Ricoveri, B. Rossi Doria, V. Sartogo, E. Scandurra, G. Schettini, R. Troisi.

Il gruppo Non Tacere:

C. Antonicelli, A. Bozzoli, L. Celidonio, G. Napoletano, R. Sardelli.

lunedì 24 novembre 2008

GIOVEDI' 4 DICEMBRE 2008 ORE 18 - LIBRERIA FELTRINELLI, VIALE LIBIA 186: PRESENTAZIONE VOLUME "AVANTI C'E' POSTO DI TOCCI, INSOLERA MORANDI

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO:
L’Associazione Rete Nuovo Municipio IV.
Comitato Strade Verdi e Donzelli Editore

invitano alla presentazione del libro
AVANTI C’È POSTO
Storie e progetti del trasporto pubblico a Roma
di Walter Tocci, Italo Insolera. e Domitilla Morandi

introduce e coordina: Marcello Paolozza; Intervengono
Paolo Berdini, Anna Donati, Alessandro Perugia
Roma – giovedì 4 dicembre 2008 – ore 18,00
La Feltrinelli libri e Musica - viale Libia, 186

SETTIMANA DAL 24 AL 30 NOVEMBRE -EVENTI CHE SI SEGNALANO ALL'ATTENZIONE DEI LETTORI

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO:
Dal sito www.spaziopubblico.it si segnalano i seguenti appuntamenti nella settimana che sta per iniziare dal 24 al 30 novembre p.v.:

30 Novembre 2008 ore 18.30 Roma - Via della Primavera 319/b
“QUINIELA “ in “El Viaje” Laboratorio Sociale Autogestito 100 Celle Spettacolo presentato da CASERIO FLAMENCO Informazioni e prenotazione tel.3392715451 (dalle h.17.00) E-mail: info@Isa100celle.org

Venerdi 28 novembre ore 18.00 piazza Ateneo Salesiano 77
Roma - Assemblea Pubblica in IV Municipio organizzata dall’Associazione la Casa del Quartiere Per il nostro territorio migliorare insieme servizi pubblici, viabilità e decoro urbano. . Un incontro tra cittadini e amministratori del Municipio.

Venerdì 28 novembre ore 18 via Baccina 79 (via dei Serpenti) - Roma -
Presentazione del libro Fare città. Pratiche urbane e storie di luoghi di Carlo Cellamare Edizioni Empirìa

Giovedì 27 novembre 2008 -Nuovo Cinema Aquila - via L'Aquila 68 (Pigneto) Roma - Inizio dei lavori 9,30
Paesaggi dell'esclusione a Roma Politiche degli spazi, nuovi razzismi e altre malattie del territorio - Giornata di studi interdisciplinare organizzata dall'Osservatorio sul razzismo e le diversità “M. G. Favara” dell'Università Roma Tre.

Mercoledì 26 novembre ore 17,30 - Sala rossa’’ del X Municipio Piazza Cinecittà 11 Roma -
Discutiamo insieme all’autore Paolo Berdini il libro La città in vendita Edizione Donzelli I Iniziativa promossa dalla Comunità territoriale del X Municipio

Per ulteriori informazioni gli interessati sono invitati a visitare il sito http://stage.spaziopubblico.it/wiki/Appuntamenti_/_Eventi

domenica 19 ottobre 2008

E' IN EDICOLA IN MENSILE " LA QUARTA" - RICHIEDETELO ALLA VOSTRA EDICOLA, E GRATUITO !


DA IERI SABATO 18 OTTOBRE 2008 TROVATE NELLA VOSTRA EDICOLA IL MENSILE GRATUITO "LA QUARTA", MENSILE DEL MUNICIPIO IV.
CHIEDETELO ALLA VOSTRA EDICOLA.
Nel numero di ottobre attulmente in distribuzione trovate numerosi interessanti articoli, che questo mese fra l'altro si occupano di:
-Piazzale Ionio: il mistero della metropolitana B1;
-Stazione Nomentana: lavori di riqualificazione;
-Situazione della Stazione Val d'Ala lungo la ferrovia;
-Intervista a Paolo Berdini sull'urbanistica romana degli ultimi anni;
-Incontro dei comitati di quartiere Casale Nei e Porta di Roma con la Commissione Speciale Roma Capitale.
TG-Roma Talenti