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sabato 10 gennaio 2009

UTILIZZO DEL PARCHEGGIO ADIACENTE IL MERCATO DI FRANCO SACCHETTI-PERCHE' NON REALIZZARE UNA PIAZZA PUBBLICA DAVANTI A SAN PONZIANO ?

  • NELLE TRASCORSE FESTE NATALIZIE E' STATA ORGANIZZATA NEL PARCHEGGIO ADIACENTE IL MERCATO FRANCO SACCHETTI UN'INIZIATIVA, "UNA PIAZZA PER CURIOSAR", IN SE INTERESSANTE ED ANCHE ATTIRANTE CITTADINI E VISITATORI. NELL'ORGANIZZARLA NON SI E' TENUTO TUTTAVIA CONTO DEL FATTO CHE IL PARCHEGGIO E' UN INDISPENSABILE PUNTO DI SOSTA PER TUTTI I CITTADINI CHE SI RECANO NON SOLO AL MERCATO FRANCO SACCHETTI, MA ANCHE AI TANTI NEGOZI DI VIA FRANCO SACCHETTI.
  • CHI SCRIVE E' STATO DIRETTO TESTIMONE DEI TANTI PROBLEMI CHE SONO STATI CREATI ALLA CITTADINANZA DALL'INDISPONIBILITA' PROPRIO NEI GIORNI DI NATALE DI UN PARCHEGGIO CHE COSTITUISCE UN INDISPENSABILE RIFERIMENTO PER LA CITTADINANZA STESSA.
  • Di ciò si sono accorti anche i negozianti, sia del mercato, sia di via Franco Sacchetti, che hanno indirizzato al presidente del Municipio IV Cristiano Bonelli la seguente lettera, che pubblichiamo:

  • Al Presidente del Municipio IV IV Cristiano Bonelli
  • Al Presidente della Commissione Commercio del Municipio IV Jessica De Napoli

  • I sottoscritti commercianti di Via Franco Sacchetti intendono manifestare alle SS.VV. ill.me la propria contrarietà all’utilizzo dell’area del parcheggio adiacente il Mercato di Franco Sacchetti per l’iniziativa natalizia dell’Associazione “Una Piazza per Curiosare” e per altre eventuali future iniziative analoghe.
  • La nostra contrarie è dovuta alle seguenti motivazioni:
  • 1. l’area destinata a parcheggio viene occupata dagli stands, precludendo la possibilità di sostare ai clienti dei negozi;
  • 2. si privilegiano iniziative estemporanee ed occasionali anziché cercare di rafforzare il piccolo commercio permanente di zona, che crea occupazione ed è presente sempre e non solo occasionalmente;
  • 3. Negli stands viene posta in vendita merce che viene venduta anche dai negozi creando una forma di concorrenza sleale;

4. C’è un dubbio di fondo che serpeggia tra noi: il commercio occasionale, che è stato patrocinato dal Municipio, offre tutte le garanzie previste dall’ordinamento vigente in materia fiscale e commerciale?

  • Tenendo conto di tutto quanto sopra, vi chiediamo che ci si astenga, per l’avvenire, da analoghe iniziative.

I COMMERCIANTI DI VIA F. SACCHETTI

SEGUONO FIRME DI NUMEROSI COMMERCIANTI DELLA ZONA.

  • Una soluzione c'è : è ora che si cominci a pensare all'acquisizione pubblica dell'ampia area verde antistante la chiesa di S. Ponziano a Via Nicola Festa. Si tratta di un'area che non può più essere lasciata in proprietà privata -è ancora di proprietà del gruppo Mezzaroma. I cittadini del quartiere Talenti devono sapere che, dopo precedenti tentativi uno dei quali fatti addirittura proposto senza riscontro all'Associazione Commercianti di via Franco Sacchetti, in occasione della recente approvazione del nuovo Piano Urbano Parcheggi (PUP), un'altra società del Gruppo Mezzaroma ha addirittura tentato di farvi realizzare -per l'ennesima volta- un parcheggio interrato, la cui realizzazione metterebbe in crisi la vicina chiesa nonché, visti i suoi tempi medio-lunghi, questa intera parte del quartiere Talenti.
  • LA PROPOSTA E' STATA TUTTAVIA E PER FORTUNA RIGETTATA DAL MUNICIPIO IV, COME SI E' DIRETTAMENTE APPRESO DAL PRESIDENTE BONELLI. ORA CARO PRESIDENTE, UNO SFORZO IMPORTANTE PER TALENTI, REALIZZIAMO UNA PIAZZA PUBBLICA DAVANTI ALLA CHIESA DI SAN PONZIANO !!


lunedì 17 novembre 2008

VENERDI 14 NOVEMBRE 2008, ORE 15.30 - COMMOVENTE L'ULTIMO SALUTO DEL QUARTIERE TALENTI AL SUO PARROCO, DON LUIGINO PIZZO

VENERDI' 14 NOVEMBRE 2008, TUTTO IL QUARTIERE TALENTI E' PRESENTE A SAN PONZIANO ALLE ORE 15.30, PER L'ULTIMO SALUTO AL NOSTRO AMATO PARROCO DON LUIGINO PIZZO.
A lui ha dedicato un servizio scritto con il cuore Romasette.it, il giornale on line della diocesi di Roma:
"Il ricordo del parroco di San Ponziano durante le esequie presiedute dal cardinale Vallini. L'ultimo desiderio di don Pizzo: che un giovane della parrocchia prenda il suo posto tra i preti di Roma di Emanuela Micucci«Un sacerdote della vita». Sempre. Fino alla morte. Così il cardinale vicario Agostino Vallini ricorda monsignor Luigino Pizzo concelebrandone la Messa esequiale venerdì pomeriggio a San Ponziano. Ai piedi dell’altare una stola viola ricopre la bara del parroco. Sopra sono stati posti un Vangelo aperto e un fiore. Simboli di «una vita spesa nella contemplazione gioiosa di una fede che è un’esperienza di Dio», sottolinea il cardinale.Una fede viva, forte e incrollabile come roccia, testimoniano i parrocchiani riuniti in preghiera. Centinaia di persone che la chiesa non riesce a contenere: riempiono il corridoio e le attigue stanze parrocchiali, affollano il sagrato. C’è tutto il quartiere di Talenti, dove don Luigino era nato, aveva sentito nascere e maturare la chiamata di donarsi al Signore come sacerdote".
UNA GRANDE FOLLA, PARTECIPE, COMMOSSA, A CUI, CON IL GROPPO ALLA GOLA, ABBIAMO SCATTATO QUESTE SOLE TRE IMMAGINI CHE LA DOCUMENTANO.
«Io son diventato prete per essere un uomo libero e un uomo felice», aveva spiegato don Luigino al cardinale. Ci sono le istituzioni civili del territorio: il presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli, i rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri. Perché «don Luigino era uno del quartiere - ricorda una residente - che girava la zona, conosceva tutti, era sempre disponibile».Ed è tutta la Chiesa di Roma a rendergli l’estremo saluto: i tanti confratelli sacerdoti, i parroci della X Prefettura e il vescovo ausiliare del Settore Nord, monsignor Enzo Dieci. Poi i suoi parrocchiani dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, Santa Maria Consolatrice, Santa Gemma Galgani, Gesù Divin Lavoratore. Si era preoccupato di salutarli tutti don Pizzo, appena saputo della malattia.Lo racconta in una lettera scritta il 19 ottobre per i suoi compagni malati del IX piano dell’ospedale Gemelli, letta dal cardinale Vallini durante l’omelia. Il testo «rivela - osserva il porporato - chi era il sacerdote don Luigino» che quella domenica, nonostante la sofferenza, aveva deciso di celebrare la Messa nel corridoio del reparto oncologico. «Sono un parroco romano - scriveva - malato come voi (…), vi penso continuamente e prego per voi (…) La domenica il prete celebra con il popolo e ora il mio popolo siete voi (..) La gioia più grande che mi ha dato il Signore in questi i giorni è stata quella di preparami a morire (…) Ora posso dire senza presunzione che sono pronto. Qualsiasi momento va bene. Volevo vivere con voi questa gioia e proporvi di ricevere anche voi l’unzione degli infermi. Intendiamoci. L’unzione non è per morire ma per guarire, spiritualmente e, perché no, fisicamente. Ci tiene uniti alla sofferenza di Gesù per ricevere forza e speranza. E vi assicuro che funziona. Certo, per il mio caso e forse per qualcuno di voi, parliamo di guarigione di altro tipo, più soprannaturale, che porta alla salvezza eterna: quella del Paradiso, per capirci. Perché il Paradiso c’è. Ve lo assicuro. Gesù non ci ha ingannato, non ci ha preso in giro. È tutto vero. Io l’ho predicato per 30 anni (…). Ora ho le prove perché ci sto passando. Allora per chi vorrà io domani sarò a disposizione per celebrare i sacramento dell’unzione. Bisogna prepararsi però con una buona confessione (…) Pensateci. Intanto preghiamo insieme. Dio vi benedica».«Il modo in cui si è posto davanti alla morte - spiega il cardinale Vallini - va contemplato. Il prepararsi al passaggio alla vita eterna come momento culminante della festa eterna è un grande insegnamento». Una testimonianza per i fedeli e «un’ossigenazione spirituale per noi sacerdoti». Quindi il porporato confida gli ultimi desideri del parroco. «Mi ha chiesto che vi annunciassi a questa verità di fede. Oggi attraverso la mia voce è ancora lui che guida il suo popolo, che annuncia la Parola di salvezza. Voi avete constatato questa fede che è dono e ricerca», abbandono fiducioso all’amore di Dio. Una fede coraggiosa che non ci fa abbattere, né disperare. Neanche di fronte al dolore e alla malattia. Perché «portiamo nel nostro corpo la morte di Gesù perché si manifesti nel nostro corpo la vita eterna», prosegue il cardinale.Una fede umile che «sa leggere nel cuore di tutti», afferma una parrocchiana dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Una fede da annunciare con semplicità a tutti, iniziando dai bambini. «Don Pizzo scrisse loro una lettera - aggiunge una catechista - per chiedere se almeno uno di loro potesse prendere il suo posto tra i preti di Roma». «Lo chiederò al Signore nel giorno della mia morte», aveva confidato al cardinale Vallini. L’ultimo, grande desiderio di don Luigino. La preghiera che i suoi giovani innalzano a Dio durante la Messa. 17 novembre 2008"
ALLA FINE, LA GENTE ASPETTA SUL SAGRATO ANCHE SE SONO ORMAI PASSATE QUASI TRE ORE, NON SE NE VUOLE ANDARE, ASPETTA PER DARE L'ULTIMO SALUTO AL SUO PARROCO !
Ma Don Luigino partirà per il suo ultimo viaggio solo sabato mattina, e dunque lentamente, piano piano, i tanti parrocchiani e cittadini se ne vanno, senza sorriso.

UN'ULTIMA LETTERA DEL NOSTRO DON LUIGINO DAL POLICLINICO GEMELLI

PUBBLICHIAMO, DAL SITO: http://anticameracervello.splinder.com/post/18799871,
UNA DELLE ULTIME LETTERE SCRITTE DAL NOSTRO AMATO PARROCO DON LUIGINO PIZZO, IL 16 OTTOBRE 2008, QUALCHE GIORNO PRIMADI LASCIARCI.
Il contatto con i malati è veramente qualcosa di straordinario, che ti ricostruisce dentro. Questa è almeno la mia esperienza dopo trent’anni di sacerdozio. (…) Ancor più oggi, che mi trovo anch’io a vivere la malattia in prima persona, dalla parte del malato, sto scoprendo l’azione straordinaria della Grazia di Dio nei momenti di dolore e di prova. Intendiamoci: la sofferenza non ha nulla di poetico o di nobile. È dura e difficile. Per tutti. Non consiglio ai miei confratelli di offrire ai malati profonde meditazioni sul dolore. Meglio tacere o al massimo lasciar parlare brevemente il Vangelo di Gesù. Piuttosto siamo noi a dover imparare da chi soffre. Osservare, ascoltare, capire, condividere, com-patire. (…) La sofferenza è una grande scuola, non di rassegnazione, ma di speranza. Innanzitutto di quella speranza soprannaturale, virtù teologale, che ci spinge a guardare verso il cielo, verso il nostro traguardo ultimo e a misurare le cose di questo mondo in riferimento a quello. Ma poi anche di quella speranza quotidiana e semplice che ci fa scoprire con gioia la solidarietà degli altri, un po’ di umanità, un po’ di attenzione e di rispetto, merci che sembrerebbero tanto rare oggi”. (Mons. Luigino Pizzo, articolo scritto per RomaSette.it, il 21 maggio 2008).
“Il Signore mi ha concesso tutti i doni che gli ho chiesto: poter andare in Bolivia a salutare le mie bambine, poter andare in Terra Santa con il pellegrinaggio parrocchiale. Sono stato benissimo! Non ho più niente da chiedere. Ora posso andare in pace. (…) Perché il mio cuore è in Paradiso! Il mio corpo è spezzato, ma il cuore è in festa e canta! Il Signore non mi ha mai fatto provare gioie così grandi come in questi giorni. Ora c’è tutto: Roma, Bolivia, confratelli sacerdoti, suore, figli spirituali, un mare di amici. Ci siete tutti! (…) Ho capito finalmente perché siamo tutti missionari: perché la missione è solo due cose: annunciare il vangelo di Gesù (anzi, cantarlo!) e dare la vita
”.
(Mons. Luigino Pizzo, Lettera testimonianza per la Veglia Missionaria della Diocesi di Roma, 16 ottobre 2008).

venerdì 14 novembre 2008

IL NOSTRO PARROCO DON LUIGINO NON E' PIU' CON NOI - LUTTO E DOLORE A S. PONZIANO

DOLORE E E LUTTO PROFONDO NELLA COMUNITA' PARROCCHIALE DI S. PONZIANO.
IERI 13 NOVEMBRE 2008, DOPO UN LUNGO PERIODO DI MALATTIA SOPPORTATO CON CORAGGIO E CRISTIANA SOPPORTAZIONE, TENTANDO SINO ALL'ULTIMO DI PORTARE AVANTI LA SUA MISSIONE, CI HA LASCIATO IL NOSTRO PARROCO, DON LUIGINO PIZZO.
SIAMO VICINI ALLA COMUNITA' PARROCCHIALE E A TUTTA LA CITTADINANZA DEL QUARTIERE TALENTI, PER LA DOLOROSA PERDITA.
I funerali saranno oggi pomeriggio nella Sua Parrocchia di S. Ponziano, alle ore 15.30.
SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE.


Sulla scomparsa di Don Luigino vedi:
http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=4031
http://andreagironda.altervista.org/index_file/Page494.htm