lunedì 17 novembre 2008

VENERDI 14 NOVEMBRE 2008, ORE 15.30 - COMMOVENTE L'ULTIMO SALUTO DEL QUARTIERE TALENTI AL SUO PARROCO, DON LUIGINO PIZZO

VENERDI' 14 NOVEMBRE 2008, TUTTO IL QUARTIERE TALENTI E' PRESENTE A SAN PONZIANO ALLE ORE 15.30, PER L'ULTIMO SALUTO AL NOSTRO AMATO PARROCO DON LUIGINO PIZZO.
A lui ha dedicato un servizio scritto con il cuore Romasette.it, il giornale on line della diocesi di Roma:
"Il ricordo del parroco di San Ponziano durante le esequie presiedute dal cardinale Vallini. L'ultimo desiderio di don Pizzo: che un giovane della parrocchia prenda il suo posto tra i preti di Roma di Emanuela Micucci«Un sacerdote della vita». Sempre. Fino alla morte. Così il cardinale vicario Agostino Vallini ricorda monsignor Luigino Pizzo concelebrandone la Messa esequiale venerdì pomeriggio a San Ponziano. Ai piedi dell’altare una stola viola ricopre la bara del parroco. Sopra sono stati posti un Vangelo aperto e un fiore. Simboli di «una vita spesa nella contemplazione gioiosa di una fede che è un’esperienza di Dio», sottolinea il cardinale.Una fede viva, forte e incrollabile come roccia, testimoniano i parrocchiani riuniti in preghiera. Centinaia di persone che la chiesa non riesce a contenere: riempiono il corridoio e le attigue stanze parrocchiali, affollano il sagrato. C’è tutto il quartiere di Talenti, dove don Luigino era nato, aveva sentito nascere e maturare la chiamata di donarsi al Signore come sacerdote".
UNA GRANDE FOLLA, PARTECIPE, COMMOSSA, A CUI, CON IL GROPPO ALLA GOLA, ABBIAMO SCATTATO QUESTE SOLE TRE IMMAGINI CHE LA DOCUMENTANO.
«Io son diventato prete per essere un uomo libero e un uomo felice», aveva spiegato don Luigino al cardinale. Ci sono le istituzioni civili del territorio: il presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli, i rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri. Perché «don Luigino era uno del quartiere - ricorda una residente - che girava la zona, conosceva tutti, era sempre disponibile».Ed è tutta la Chiesa di Roma a rendergli l’estremo saluto: i tanti confratelli sacerdoti, i parroci della X Prefettura e il vescovo ausiliare del Settore Nord, monsignor Enzo Dieci. Poi i suoi parrocchiani dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, Santa Maria Consolatrice, Santa Gemma Galgani, Gesù Divin Lavoratore. Si era preoccupato di salutarli tutti don Pizzo, appena saputo della malattia.Lo racconta in una lettera scritta il 19 ottobre per i suoi compagni malati del IX piano dell’ospedale Gemelli, letta dal cardinale Vallini durante l’omelia. Il testo «rivela - osserva il porporato - chi era il sacerdote don Luigino» che quella domenica, nonostante la sofferenza, aveva deciso di celebrare la Messa nel corridoio del reparto oncologico. «Sono un parroco romano - scriveva - malato come voi (…), vi penso continuamente e prego per voi (…) La domenica il prete celebra con il popolo e ora il mio popolo siete voi (..) La gioia più grande che mi ha dato il Signore in questi i giorni è stata quella di preparami a morire (…) Ora posso dire senza presunzione che sono pronto. Qualsiasi momento va bene. Volevo vivere con voi questa gioia e proporvi di ricevere anche voi l’unzione degli infermi. Intendiamoci. L’unzione non è per morire ma per guarire, spiritualmente e, perché no, fisicamente. Ci tiene uniti alla sofferenza di Gesù per ricevere forza e speranza. E vi assicuro che funziona. Certo, per il mio caso e forse per qualcuno di voi, parliamo di guarigione di altro tipo, più soprannaturale, che porta alla salvezza eterna: quella del Paradiso, per capirci. Perché il Paradiso c’è. Ve lo assicuro. Gesù non ci ha ingannato, non ci ha preso in giro. È tutto vero. Io l’ho predicato per 30 anni (…). Ora ho le prove perché ci sto passando. Allora per chi vorrà io domani sarò a disposizione per celebrare i sacramento dell’unzione. Bisogna prepararsi però con una buona confessione (…) Pensateci. Intanto preghiamo insieme. Dio vi benedica».«Il modo in cui si è posto davanti alla morte - spiega il cardinale Vallini - va contemplato. Il prepararsi al passaggio alla vita eterna come momento culminante della festa eterna è un grande insegnamento». Una testimonianza per i fedeli e «un’ossigenazione spirituale per noi sacerdoti». Quindi il porporato confida gli ultimi desideri del parroco. «Mi ha chiesto che vi annunciassi a questa verità di fede. Oggi attraverso la mia voce è ancora lui che guida il suo popolo, che annuncia la Parola di salvezza. Voi avete constatato questa fede che è dono e ricerca», abbandono fiducioso all’amore di Dio. Una fede coraggiosa che non ci fa abbattere, né disperare. Neanche di fronte al dolore e alla malattia. Perché «portiamo nel nostro corpo la morte di Gesù perché si manifesti nel nostro corpo la vita eterna», prosegue il cardinale.Una fede umile che «sa leggere nel cuore di tutti», afferma una parrocchiana dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Una fede da annunciare con semplicità a tutti, iniziando dai bambini. «Don Pizzo scrisse loro una lettera - aggiunge una catechista - per chiedere se almeno uno di loro potesse prendere il suo posto tra i preti di Roma». «Lo chiederò al Signore nel giorno della mia morte», aveva confidato al cardinale Vallini. L’ultimo, grande desiderio di don Luigino. La preghiera che i suoi giovani innalzano a Dio durante la Messa. 17 novembre 2008"
ALLA FINE, LA GENTE ASPETTA SUL SAGRATO ANCHE SE SONO ORMAI PASSATE QUASI TRE ORE, NON SE NE VUOLE ANDARE, ASPETTA PER DARE L'ULTIMO SALUTO AL SUO PARROCO !
Ma Don Luigino partirà per il suo ultimo viaggio solo sabato mattina, e dunque lentamente, piano piano, i tanti parrocchiani e cittadini se ne vanno, senza sorriso.