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domenica 31 ottobre 2010

LA NUOVA METRO C COSTERA' AI CITTADINI ROMANI ALMENO 3 MILIARDI E MEZZO DI EURO (SE NON ADDIRITTURA 5 !), INSOMA QUASI IL COSTO DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA. ORA L'ENORME CIFRA GIA' SPESA, CON NOTEVOLI AGGIORNAMENTI DI COSTO, NON BASTA, ED ECCO DUNQUE CHE LE IMPRESE (ASTALDI, VIANINI , ANSALDO,LEGA COOPERATIVE) PROPONGONO LE SPONSORIZZAZIONI PER COSTRUIRE LE STAZIONI..MA, IN UNA SITUAZIONE IN CUI ORMAI LA LINEA E 'PRIVA DELLE STAZIONI CENTRALI E DEI PRINCIPALI ALLACCI CON LE DIRETTRICI DEI PENDOLARI, NON C'E' UN'ALTERNATIVA ? VEDETEVI LE OBIEZIONI DELL'ASSOCIAZIONE PROGETTO CELIO

FONTE: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_ottobre_30/metro-stazioni-sponsor-1804060494171.shtml 
"Metro, stazioni con sponsor»  Ci sarà Colosseo- Coca Cola?L'ipotesi per coprire i costi. Una risposta ci sarà a gennaio. 
ROMA - Un «brand» per le future stazioni della linea C. Alla ricerca di finanziamenti per completare il percorso che da Colosseo porta a Clodio, è una delle soluzioni che si sta valutando. Un’ipotesi che guarda ad Oriente, in particolare a Dubai, dove le fermate della metropolitana hanno già il loro sponsor, anche se frequentate molto meno di quelle romane: all’incirca 2000 persone l’ora, contro le circa 200 mila della linea A. Così le aree di sosta del metrò C potrebbero essere molto interessanti ed agognate come vetrina dai grandi brand internazionali, tipo la Nike, la Coca Cola, la Nokia eccetera. E anche se a qualcuno potrebbe far arricciare il naso il fatto che – tanto per fare un esempio – la fermata del Colosseo sia sponsorizzata dalla Coca Cola o che quella di piazza Venezia abbia addetti con le famose scarpe per correre, per i privati che si sono offerti di cofinanziare l’opera e per il Campidoglio potrebbe essere una soluzione e una boccata d’ossigeno. I fondi che se ne potrebbero ricavare non sono di poco conto: sempre guardando ad Oriente si potrebbero avere per ogni stazione fra i cento ed i centoventi milioni di euro per una sponsorizzazione della durata all’incirca di 25 anni. E per di più valutando le fermate della tratta «T2», tutte nella zona centrale, da Colosseo a Clodio, si ha un gruppo di almeno sei stazioni, tutte con un notevole appeal per eventuali sponsor. Forse si potrebbe arrivare addirittura coprire il costo di metà della tratta. I privati poco più di un mese fa si sono fatti avanti, hanno scritto al sindaco, e si sono dichiarati disponibili a cofinanziare il tratto dal Colosseo a piazzale Clodio.

«La linea "C" , il cui costo definitivo dei lavori è poco di più è di circa 3 miliardi e 500 milioni non 5miliardi di euro come erroneamente e polemicamente divulgato nei giorni scorsi da alcuni organi di stampa – spiega l’amministratore delegato di Roma Metropolitane Federico Bortoli - ha un problema di finanziamento nel tratto fra il Colosseo e Clodio-Mazzini. Per questo le imprese che costituiscono il contraente generale (Astaldi, Vianini, Ansaldo e Lega delle Cooperative ) hanno formalmente manifestato la loro disponibilità a cofinanziare l’opera. In questo modo il Contraente generale verrebbe ad assumere non più l’attuale ruolo di costruttore, ma quello di concessionario che quindi si fa carico di gestire anche la linea».
Un fitto scambio di corrispondenza su questo tema è già avvenuto nel mese di settembre, e la risposta del sindaco alla proposta è stata positiva.A che punto siamo? «Noi aspettiamo di ricevere dal Contraente Generale – risponde Federico Bortoli – una proposta articolata tecnicamente e fondata che dovrà essere accompagnata da un piano economico e finanziario nel quale dovranno essere evidenziati nel dettaglio anche quali ricavi le imprese si attendono in cambio della disponibilità di cofinanziare l’opera: per questa tratta, la T2, è previsto un costo di un miliardo e 200 milioni compreso anche il costo di gestione della linea». E in cambio di questo cofinanziamento a cosa potranno aspirare i privati? «Lo sapremo concretamente solo quando il Contraente Generale formalizzerà la sua proposta – conclude Federico Bortoli – e presenterà un piano. Ma i tempi non saranno lunghi: a gennaio contiamo di inviare tutto al Comune e poi sarà il Campidoglio a decidere cosa fare».
Lilli Garrone   -  30 ottobre 2010
VEDETEVI IL VIDEO DI PROGETTO CELIO: 
DAL PROGETTO ATTUALE SONO STATE TOLTE -PER MOTIVI TECNICI E DI INSOPPORTABILE CRESCITA DEI COSTI- TUTTE LE DIRAMAZIONI PERIFERICHE DI COLLEGAMENTO DELLA LINEA CON LE ALTRE PRINCIPALI DIRETTRICI UTILIZZATE DAI PENDOLARI, NONCHE' TUTTE LE STAZIONI NELLA PARTE CENTRALE DELLA CITTA', FRA COLOSSEO E PALAZZACCIO !! 
MA COSI', A COSA SERVE ? E' DIVENTATA SOLO UNA MEGAOPERA SOSTANZIALMENTE INUTILE PER LA CITTA', E DAL COSTO SPROPOSITATO !


Il punto della situazione, nell'interesse di tutti noi cittadini: Sabato 13 novembre alle ore 9.30 presso il Teatro Colosseo in via Capo d'Africa n. 29, incontro "Un'altra Metro C è ancora possibile".
VEDI:  http://www.eur.roma.it/news.php?news=1023

venerdì 1 ottobre 2010

LAVORI PER LE METROPOLITANE C E B1, ARRIVANO I FONDI PRIVATI. MA QUALI SARANNO LE CONSEGUENZE PER LA CITTADINANZA ? QUESTO L'ARTICOLO NON LO DICE...

FONTE: http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/notizie-roma/lavori-metropolitana-linea-c-e-b1-arrivano-i-fondi-privati.html

La metropolitana di Roma viaggerà sui binari di un partenariato pubblico-privato. Il prolungamento della linea B1 da piazzale Jonio alla Bufalotta, approvato nei giorni scorsi, sarà infatti finanziato in concorso di capitale tra Comune e privati. Tecnicamente si parla di project financing, una forma di finanziamento che prevede il coinvolgimento di aziende private nella realizzazione di opere pubbliche. In pratica, a seguito di una gara pubblica, l’azienda aggiudicataria parteciperà alle spese per quattro nuove fermate della B1 in cambio di cubature per l’edilizia residenziale e terreni in concessione. La scelta del project financing, introdotto in Italia dalla legge Merloni nel 1998 e già sperimentato sulla tratta Rebibbia-Casal Monastero, incontra il favore del sindaco Alemanno e del presidente del IV municipio Cristiano Bonelli, per il quale «L’area nord-ovest di Roma è stata per troppi anni priva di un piano della mobilità». Il meccanismo di finanza di progetto potrebbe essere utilizzato anche per il completamento della linea C, che manca di copertura economica. Il Comune sta valutando la disponibilità delle quattro aziende aggiudicatarie del progetto originario (Astaldi, Vianini Lavori, Consorzio Cooperative Costruzioni e Ansaldo) a finanziare la realizzazione di quattro fermate aggiuntive: dal Colosseo a piazzale Clodio. «Non c’è stata ancora una proposta dettagliata», spiegano i tecnici della Vanini, ma è stata firmata una lettera d’intenti che conferma la disponibilità a trattare. In alternativa al project financing, le stesse imprese hanno proposto al Comune di contribuire ai costi in cambio di concessioni per bar e negozi da aprire nelle stazioni del metrò. di Federica Ionta

lunedì 14 giugno 2010

UN INTERESSANTE DOCUMENTO SULLA LINEA METRO C DI ROMA, REDATTO DALL'ASSOCIAZIONE CULTURALE PROGETTO CELIO

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DA RETE ROMANA DI MUTUO SOCCORSO: Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di 
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METROPOLITANA NEL CENTRO STORICO
informazioni ai cittadini
*
solo da San Giovanni al Colosseo
il costo della metro C è di 1 miliardo e 300 milioni di euro e poi (forse) proseguirà fino ad Ottaviano.
A che cosa serve e a chi serve una terza linea metropolitana nel centro storico?
*
La concezione della linea C (Pantano-Ottaviano) e della linea D (linea tuttora in alto mare e da ridefinire) continua ad avere una visione a raggiera verso il centro del trasporto su metropolitana e non tangenziale a rete verso le aree periferiche e di scambio (metro-ferrovia- tram- bus-auto) con ampi parcheggi all’altezza delle stazioni vicino al GRA ed all’Anello Ferroviario e con penetrazioni leggere verso il centro storico.
Alla linea C fu inizialmente attribuito un valore fondamentale non solo per il suo tracciato, ma soprattutto per la funzione di direttrice del trasporto integrato essendo in comunicazione con la maglia di trasporti e diramazioni urbane a grande percorrenza esistenti e previste dagli strumenti di pianificazione.
Inizialmente tutto il percorso della linea C, ivi comprese importanti diramazioni, misurava 42,2 Km con un volume di passeggeri stimato pari a 36.000 passeggeri/ora di punta. Poi si passò a 39 Km ed infine all’attuale sviluppo di 25,5 Km di cui 17,6 in sotterranea e 7,9 in superficie con 30 stazioni ed un volume di passeggeri stimato pari a 24.000 passeggeri/ora di punta.
Nella sua concezione iniziale tutta la linea era divisa in tratte e derivazioni che riportiamo in tabella con la situazione attuale evidenziata nell’ultima colonna. 
Inoltre, nelle pagine centrali potrete fare il confronto tra due tracciati: il primo tracciato originale di 42,2 Km che includeva alcune importanti ed utili diramazioni periferiche concludendosi alla stazione di Tor di Quinto dove c’è anche il nodo di scambio con la ferrovia; ed il secondo tracciato di 25,5 Km che può essere utile fino a San Giovanni nonostante le mutilazioni, ma poi diventa un semplice e costosissimo passante sotto l’area storica più importante e più delicata del mondo.
 
                          Pag.3

Tratte Stazioni Intersezioni e connessioni Situazione attuale
Tratta T1 Tor di Quinto -Vigna Clara-Farnesina-Auditorium- Vignola Connessione con la stazione
ferroviaria di Tor di Quinto, tram 2, collegamenti con il Parco della Musica ed il Nuovo Centro Nazionale delle Arti Contemp.
Accantonata
(Abolita?)
Tratta T2 Clodio-Ottaviano-Risorgimento-
San Pietro-Chiesa Nuova-Argentina
Intersezione metro A, metro D ad Argentina e tram 8 Abolita la stazione Argentina
Tratta T3 Venezia-Colosseo-Amba Aradam   Intersezione metro B e tram 3 Stazioni ai Fori Imperiali ed a Largo Ipponio
Tratta T4 San Giovanni-Lodi-Pigneto Intersezione metro A e tram 3
Tratta T5 Malatesta-Teano-Gardenie-Mirti-Parco di Centocelle
Tratta C1 Teano-Serenissima-Forte Prenestino-Togliatti-Colli Aniene-
Ponte Mammolo
Collegamento con il tram 5, la linea ferroviaria e con la metro B Accantonata (Abolita?)
Tratta T6 Alessandrino-Torre Spaccata-
Giglioli-Giardinetti
Tratta T6A Tor Vergata Università ed
Ospedale
Accantonata (Abolita?)
Tratta T7 Torre Angela-Torre Gaia-Grotte
Celoni-Fontana Candida-
Borghesiana-Bolognetta-Finocchio-Graniti-Pantano

Pag.4
Dunque, che cosa è rimasto della rete? Soprattutto nella tratta centrale poco o nulla. Con la soppressione di stazioni e con le incertezze economiche e di percorso della linea D, le tratte T3 e T2, da San Giovanni ad Ottaviano, costituiscono più dei passanti che delle maglie di scambio e distribuzione.
Per finanziare le costosissime tratte centrali sono state accantonate, ma di fatto abolite, tratte e stazioni di scambio importanti come Argentina-Venezia-Tor di Quinto-Vigna Clara-Auditorium-Farnesina e diramazioni strategiche che consentivano collegamenti a zone popolose e dense di pendolarismo quali Serenissima, Forte Prenestino, Togliatti, Colli Aniene, Ponte Mammolo, Università ed Ospedale di Tor Vergata.
Per quanto riguarda le tratte centrali T2 e T3, gli impatti rilevanti dichiarati da Roma Metropolitane, per le stazioni riguardanti il centro storico, sono: interferenze con servizi tecnologici a rete, stabilità edifici, vegetazione, acustica, archeologia.
Per le stazioni S.Pietro, Colosseo, Chiesa Nuova (se si farà), Argentina (oramai abolita) e S.Giovanni, tra gli impatti si aggiunge la voce “idro-geologia” che è valida anche per i percorsi che toccano 46 palazzi storici ed 11 monumenti posti sotto osservazione nella mappa dei rischi.
D’altra parte, è lo stesso documento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che parla di cedimenti differenziati dei terreni fortemente disomogenei e di rischi idro-geologici, denunciando al contempo l’estrema difficoltà a prevedere e controllare i comportamenti dei terreni.
Geologi di grande esperienza hanno denunciato inoltre il pericolo derivante dalle falde acquifere in occasione della posa in opera di profonde paratie a scatola chiusa per le stazioni ed i pozzi di aerazione ed in particolare hanno messo in evidenza la falda fluviale del Tevere, vero e proprio collegamento di vasi comunicanti fra il livello variabile del fiume e le cantine dei vecchi palazzi intorno a Lungotevere. 
Pag.5
Prima di passare ai costi della linea C, analizziamo alcune situazioni di contorno nel sistema di metropolitane.
Si prevedono i prolungamenti oltre Battistini fino a Torrevecchia della linea A ed oltre Rebibbia fino a Casal Monastero della linea B. Inoltre ci sono le tratte B1 da Jonio alla Bufalotta ed il prolungamento Bologna - Conca d’Oro – Jonio, sempre della B.
La metropolitana leggera Anagnina – Romanina – Torre Angela per 6,5 Km ed un investimento di 450 milioni di euro sarà pronta nel 2014.
La linea D potrebbe essere inserita nella Legge Obiettivo e finanziata al 50% dallo Stato ed al 50% dai privati con la fine prevista per il 2020, con la parte centrale tra Prati Fiscali e Marconi e fermate in centro ed a Trastevere pronta per il 2017.
Passiamo infine ad esaminare i costi della metro C il cui percorso da Pantano a San Giovanni si dovrebbe inaugurare nel dicembre 2013 ed il rimanente tratto fino ad Ottaviano si dovrebbe concludere entro il 2018 con un nuovo tracciato più in profondità per evitare di disturbare l’area archeologica e di creare problemi alla stabilità dei palazzi storici.
L’importo iniziale per l’intera tratta di 25,5 Km, già ampiamente mutilata di derivazioni e collegamenti periferici nonché di stazioni nell’area centrale, era di 4 miliardi e 153 milioni di euro con un costo unitario per Km pari a 163 milioni, al di sotto della media europea di 175 milioni/Km.
Ma nel frattempo i costi sono ancora aumentati: a maggio 2009 il costo complessivo del percorso era salito a 4 miliardi e 465 milioni. Dopo c’è stato l’ulteriore aumento dei costi della tratta T3 da San Giovanni al Colosseo che ha portato quella tratta di 2,5 Km ad un costo dichiarato di 1 miliardo e 300 milioni di euro, ben al di sopra dei 600 milioni previsti.
Il costo totale stimabile ad oggi per tutto il percorso dei 25,5 Km si attesta quindi intorno ai 5 miliardi di euro, senza contare il numero e l’entità degli imprevisti che potrebbero insorgere nel corso degli scavi. Basti pensare che la Sovrintendenza, in situazioni di realizzazione di pozzi e stazioni con paratie profonde che attraversano e deviano le falde acquifere per attestarsi sullo strato del pliocenico, ha imposto lo scavo dall’alto con mezzi manuali e si è riservata la prerogativa di sospendere i lavori o di imporre delle varianti in corso d’opera in caso di ritrovamenti archeologici.
Quindi, nella situazione più ottimistica, il costo unitario per Km per tutta la linea attualmente prevista è pari a 196 milioni/Km ben al di sopra della media europea di 175 milioni/Km. 

Questo è  il quadro per una metropolitana che ha perso in gran parte la sua funzione di distribuzione e di scambio con altre linee ferroviarie e stradali, che sconvolgerà il centro storico per almeno 10 anni, che costituirà un rischio oggettivo per la stabilità di case, palazzi, monumenti storici, che sequestrerà ai cittadini spazi verdi per realizzare provvisoriamente le aree logistiche necessarie al funzionamento dei cantieri.
Inoltre, questa linea C non arriverà mai nella zona dello Stadio Olimpico e di Tor di Quinto, fulcro delle possibili Olimpiadi del 2020.
Questa linea non servirà né alle Olimpiadi né alla città  e costituisce un costo insostenibile che dovrebbe essere a carico del Comune per il 18%, della Regione per il 12% e dello Stato per il 70%.
Per far fronte a queste spese avremo tagli di linee periferiche, annullamento di importanti nodi di scambio, sottrazione di risorse per il Piano della Mobilità Sostenibile del Comune.
Il percorso della linea C, per l’attraversamento di tutta l’area del centro storico, dovrebbe essere pensato opportunamente modificato o addirittura sostituito con altro percorso.
Pag.9 

LE METROPOLITANE SONO UTILI SE….. LA METROPOLITANA C
INVECE……………………
…il loro tracciato riesce a convogliare le decine di migliaia di pendolari che dalla periferia si dirigono verso altre zone della città e non solo del centro storico. …… ha tagliato diramazioni che consentivano collegamenti a zone popolose e dense di pendolarismo: Serenissima, Forte Prenestino, Togliatti, Colli Aniene, Ponte Mammolo, Tor Vergata.
….. il loro tracciato interseca altre linee di metropolitane, tram, bus, treni…. …..per finanziare le costosissime tratte centrali ha accantonato, ma di fatto abolito, tratte e stazioni di scambio importanti come Argentina-Venezia-Tor di Quinto-Vigna Clara-Auditorium-Farnesina.
…..se ognuna riesce a trasportare almeno 20.000 passeggeri/ora nel massimo fabbisogno. ….fa registrare i seguenti dati revisionali: a partire dallo scambio con la linea A a San Giovanni il flusso dei passeggeri/ora nel massimo fabbisogno comincia a decrescere: si passa da un picco di 21500 passeggeri/ora prima dello scambio di San Giovanni a 17500 passeggeri/ora a valle dello scambio con un saldo negativo di circa 4000 passeggeri/ora. Dopo l’ulteriore scambio con la linea B alla stazione Colosseo si registra una diminuzione di 1500 passeggeri/ora.
Alla stazione Venezia il carico scende bruscamente a 11500 passeggeri/ora. Andando avanti il carico scende ancora a 8000 passeggeri/ora.
 
DICIAMO NO ALLE TRATTE CENTRALI DELLA METRO C COSTOSE, DANNOSE ED ORAMAI INUTILI
Bisogna assolutamente ripensare il percorso centrale della metro C. Nel Centro Storico occorrono linee leggere come tram e metropolitane di superficie capaci di collegare con l’area centrale le reti di metropolitane delle periferie.
Le metropolitane non debbono passare sotto il centro storico perché possono procurare gravi danni agli edifici storici ed ai monumenti antichi. Tutti gli edifici storici ed i monumenti architettonici sottopassati dalla metro C sono segnati a rischio: Mura Aureliane a Porta Metronia, S.Stefano Rotondo, Acquedotto Celimontano, Colosseo, Basilica di Massenzio, Foro di Cesare, Vittoriano, Palazzo Venezia, Palazzo Pamphili, Palazzo della Cancelleria, Palazzo Vidoni, Palazzo Altieri, Sant’Andrea della Valle, l’Oratorio dei Filippini, la Chiesa Nuova.
Inoltre, la gran parte dell’edilizia abitativa ottocentesca, come nel caso del rione Celio, è in muratura portante realizzata con materiali di risulta ricavati da altre demolizioni, da sassi di tufo, da pezzi di mattoni e da travertini provenienti anche dal Colosseo. Il tutto impastato con malte povere e inzeppato qua e là anche con pezzi di legno.
Per di più  molte fondazioni hanno subito cedimenti a causa di situazioni sotterranee cavernose o di passaggi di corsi d’acqua. Ricordiamo che l’edilizia del Celio realizzata in massima parte dopo la proclamazione di Roma Capitale nel 1870 fu destinata a lavoratori e fu costruita con mezzi modesti e da maestranze poco professionali in un periodo in cui la febbre edilizia che accompagnava il primo sacco di Roma della speculazione fondiaria ed edilizia non andava certo a preoccuparsi di un’edilizia povera che doveva essere destinata ad un’utenza operaia calata nella Capitale a servizio della borghesia piemontese.  

ALCUNE TABELLE ERANO FUORI CAMPO - TROVATE L'INTERO DOCUMENTO QUI:
Opuscolo.docOpuscolo.doc
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REDATTO DA:
ASSOCIAZIONE CULTURALE  PROGETTO CELIO
Via Claudia 24   00184 Roma   e-mail: progettocelio@libero.it

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questa immagine.Via dei Gracchi 187  00192 Roma     e-mail: romacentrostorico@libero.it

lunedì 1 febbraio 2010

IL COMITATO REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI BLOCCA IL PROGETTO DEL TRATTO S.GIOVANNI-COLOSSEO DELLA LINEA METRO C, ARRIVATA ALL'INCREDIBILE COSTO DI 400 MILIONI DI EURO A KM

Dal Corriere della Sera -edizione Roma del  febbraio 2010, articolo di I. sacchettoni.   CLAMOROSO:
"S. Giovanni - Colosseo: metro C, nuovo stop della Regione Lazio"

Il Corriere si occupa dello stop da parte del Comitato Regionale per i Lavori Pubblici al progetto del tratto S. Giovanni-Colosseo della linea C, i cui costi sono lievitati alla incredibile somma di 400 milioni di euro a chilometro !
Come segnala Antonio Tamburrino di Italia Nostra, che ha seguito il progetto, il problema è a monte, non nella metropolitana, indispensabile alla città, ma nel metodo: "è la legge-obiettivo che mostra i suoi limiti. Si finanzia un progetto approssimativo, e quando si è passati alla fase operativa, le cose cambiano completamente".
ED E' ESATTAMENTE QUELLO CHE STA AD ESEMPIO ACCADENDO PER LA PROGETTAZIONE PRELIMINARE E L'ATTIVAZIONE DELLA GARA PER UNA TRATTA DELLA METROPOLITANA CHE RIGUARDA DA VICINO IL QUARTIERE TALENTI, LA LINEA D, CHE IL COMUNE DI ROMA SI E' IMPEGNATO AD ESPLETARE ENTRO IL 2010 !

A questi costi, con questi limiti, è forse l'intera questione del trasporto su rotaia e della realizzazione delle nuove linee metro a Roma che va ripensata, magari partendo dalle ragionevoli proposte del programma alternativo per la viabilità della città redatto dallo stesso Antonio Tamburrino !
TROVALO E STUDIATELO AL SEGUENTE LINK:
http://tg-talenti.blogspot.com/2009/12/proposito-del-piano-strategico-della.html