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martedì 11 maggio 2010

FRANCESCO-GAETANO CALTAGIRONE RILASCIA UN'INTERVISTA AL "SUO" MESSAGGERO, IN CUI PARLA DI ACEA, "VA GESTITA CON CRITERI DA AZIENDA PRIVATA", CON TONI ORMAI QUASI DA FUTURO GESTORE. ROMANI, CORRETE A FIRMARE IL REFERENDUM PER RIPORTARE IN MANO PUBBLICA LA GESTIONE DELL'ACQUA !

Dal Messaggero -edizione nazionale del 29 aprile 2010:
articolo dal titolo "Caltagirone: Acea ha bisogno di rigore, va gestita con criteri da azienda privata"
lLEGGETE QUESTA INTERVISTA DI  FRANCESCO-GAETANO CALTAGIRONE  AL "SUO" MESSAGGERO, RILEVATE NELLE PAROLE IN CUI PARLA DI ACEA, "VA GESTITA CON CRITERI DA AZIENDA PRIVATA", UN TONO ORMAI QUASI DA FUTURO GESTORE ! 
 Romani, il Gruppo Caltagirone lo conosciamo bene in  tante sue realizzazioni edilizie nelle nostre periferie, negli incredibili ritardi delle opere d'obbligo, nei disagi di decine di migliaia di persone....
Romani, letto questo articolo, correte a firmare anche voi il referendum per ricondurre sotto il controllo pubblico la gestione della NOSTRA acqua !
DOVE FIRMARE LO POTETE TROVARE QUI:
http://tg-talenti.blogspot.com/2010/05/raccolta-di-firme-per-la-difesa.html
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/
MATERIALI PROMOZIONALI SUL REFERENDUM PER L'ABROGAZIONE DEL DECRETO RONCHI:
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=95&Itemid=93
SE VOLETE ISCRIVERVI ALLA MAILING LIST DEL SITO WWW.ACQUABENECOMUNE.ORG:
hyperlink-subscribe@lists.riseup.net

domenica 25 aprile 2010

DA QUESTO FINESETTIMANA SI RACCOLGONO LE FIRME PER I TRE REFERENDUM CONTRO LA LEGGE DI PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA APPENA APPROVATA DAL PARLAMENTO: FIRMATE PER SALVARE L'ACQUA PUBBLICA ED EVITARE AUMENTI SELVAGGI DELLE NOSTRE BOLLETTE !


Contro la privatizzazione dell'acqua pubblica, qualcosa di fondamentale per la nostra vita che non può diventare occasione di profitto per i grandi gruppi econnomici, FIRMATE I TRE REFERENDUM CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.
  • CONSIDERATO QUANTO E' GIA' ACCADUTO IN MOLTE PARTI D'ITALIA, AD AREZZO, NEL LAZIO MEDIDIONA, IN SICILIA, CON GRANDI GRUPPI ECONOMICI E FINANCHE BANCHE (!) A SFRUTTARE QUESTA PREZIOSA RISORSA INDISPENSABILE PER LA VITA, AUMENTANDO A DISMISURA LE BOLLETTE, RIDUCENDO ALL'OSSO LAVORI E MANUTENZIONI,  DOVETE ASSOLUTAMENTE FIRMARE ANCHE VOI !!
  • A ROMA C'E' DI PIU', IN QUANTO BISOGNA ASSOLUTAMENTE EVITARE CHE SIA IL GRUPPO CALTAGIRONE, CHE GIA' CONTROLLA  IL 10% DI ACEA, A METTERE LE MANI SULLA GESTIONE DELLA NOSTRA ACQUA !
  • CONSIDERATO QUANTO HA COMBINATO CALTAGIRONE NELLE NOSTRE PERIFERIE, CON I GRANDI ACCORDI URBANISTICI FAVORITI DA RUTELLI E VELTRONI, VI IMMAGINATE COSA POTREBBE COMBINARE E COME POTREBBE COMPORTARSI NELLA GESTIONE DELL'ACQUA ???
  • VOI VI FIDATE ? NOI ASSOLUTAMENTE NO !!!
  • AGGHIACCIANTE ! 
  • COME MINIMO BOLLETTE ALLE STELLE !
FONTE: TG3 24 aprile 2010

martedì 9 febbraio 2010

NON E' TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA: A PROPOSITO DI ACEA E DI UNO SPECIALE SUL GRUPPO CALTAGIRONE DEL CORRIERE DELLA SERA-ECONOMIA DI IERI 8 FEBBRAIO 2010

DAL CORRIERE DELLA SERA -ECONOMIA
DELL'8 FEBBRAIO 2010

Dedica un intera pagina al gruppo Caltagirone, di Stefano Righi, da titolo:
"Da Roma a Trieste. Il Vicepresidente del Montepaschi ('centra forse qualcosa con il fatto che Massimo Mezzaroma s'è comprato il Siena Calcio ?) governa una rete di società e partecipazioni, dal mattone ai giornali. La mappa dell' impero", noi metteremmo "impero". "Caltagirone, La primavera di Francesco-Gaetano".

L'articolo è evidentemente "abbinato" all'altro articolo su ACEA che abbiamo pubblicato qui sotto in un precedente post, e serve probabilmente ad "appoggiarlo" !
ALDILA' DEL TONO, VAGAMENTE CELEBRATIVO, SE NE DESUMONO TUTTAVIA ALCUNI ELEMENTI INTERESSANTI:
  • riconosce anzitutto che "gli effetti della crisi hanno colpito anche l'impero del mattne, il gruppo Catagirone nell'ultimo anno ha visto diminuire giro d'affari e margini delle cinque quotate";
  • "la cassaforte di famiglia, la Fgc, non quotata (!), ha evidenziato fin dal bilancio 2008 i segni di una pesantezza diffusa: 9 milioni di perdita rispetto ai 13 di utile registrati nel 2007 (non gran cosa !). Una difficoltà acuita dalla voglia di shopping (voglia, o necessità ? !!): per sostenere gli acquisti di azioni ACEA e Generali Caltagirone ha dovuto prestare di tasca propria alla holding di famiglia 352 milioni di euro;
  • "la posizione finanziaria consolidata è poi passata tra il 2007 e il 2008 DA 128 A 694 MILIONI DI DEBITO (!!!), ciò non toglie che sfiori il miliardo di euro la liquidtà conservata in Fgc ed accumulata nel corso degli anni". 
Ci sarà pure questa "liquidità di un miliardo di euro in Fgc", ma per 694 milioni di euro corrisponde ad un debito, presumibilmente con le banche, e  se ad essa aggiungiamo il "prestito di tsca propria" degli ulteriori 352 milioni di euro da parte dello stesso Caltagirone alla sua holding, ecco che al miliardo di liquidità siamo belli che arrivati !
  • INSOMMA E' ACEA AD AVER BISOGNO DI CALTAGIRONE, COME SEMBREREBBE RITENERE FORSE IL SINDACO ALEMANNO ?
  • OPPURE E' CALTAGIRONE AD AVER INVECE BISOGNO DI ACEA ?
Leggi questo articolo direttamente sul Corriere della Sera, con altre interesanti notizie:
http://www.corriere.it/edicola/economia.jsp?path=TUTTI_GLI_ARTICOLI&doc=APRE

lunedì 8 febbraio 2010

ANCORA A PROPOSITO DI ACEA: UN CONTRIBUTO DI CORRIERE DELLA SERA-ECONOMIA IN ATTESA DEL CONSIGLIO COMUNALE DELL'11 FEBBRAIO 2010

DAL CORRIERE DELLA SERA-ECONOMIA DEL 7 FEBBRAIO 2010:
"Acea al crocevia fra Roma e Parigi". Gli scenari dopo l'annuncio (poi corretto) di Alemanno sulla privatizzazione dell'utility romana".
Dopo l'intervista di una quindicina di giorni fa in cui Alemanno annunciava la privatizzazione dell'acqua di Roma si sono susseguiti giorni di confronto, indiscrezioni, e forte dibattito, anche perchè era trapelata una ipotesi per noi francamente agghiacciante, ossia che, come riferisce qesto articolo, si verificasse una sorta  di "scambio, il comune di Roma e il colosso francese Suez fuori da ACEA, lasciando campo libero a Caltagirone sulla multiutility romana, un colosso di livello regionale che nel 2008 fatturava 3.1 miliardi di euro, e un profitto  netto di 186 milioni, seppur gravato da oltre 2 miliardi di debiti"
ATTENDIAMO CON GRANDE INTERESSE, ANZI CON ANSIA, IL CONSIGLIO COMUNALE DI GIOVEDI 11 FEBBRAIO, CHE FORSE AVREBBE DOVUTO PRECEDERE LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO ALEMANNO.
Leggi questo articolo sul Corriere della Sera on line, con altre interesanti notizie:
http://www.corriere.it/edicola/economia.jsp?path=TUTTI_GLI_ARTICOLI&doc=SOTTO

domenica 7 febbraio 2010

ACEA-ELECTRABEL: FATE MOLTA ATTENZIONE A LETTERE DELLA SOCIETA' IN CUI VI SEGNALANO IL PASSAGGIO AL "REGIME LIBERO" PER UTENZE DI ELETTRICITA' E GAS. CI SONO IN GIRO FALSI E FALSIFICAZIONI, E POI LI PAGHERETE IN BOLLETTA !

 Dal Corriere della Sera - edizione Roma, di sabato 6 febbraio 2010, una lettera di un lettore arrabbiato, molto arrabbiato con ACEA-ELECTRABEL  
che l'ha fatto passare al "regione libero" per le utenze di elettricità e gas, senza che l'utente l'avesse in alcun modo richiesto !
ACEA-ELECTRABEL: FATE MOLTA ATTENZIONE A LETTERE DELLA SOCIETA' IN CUI VI SEGNALANO IL PASSAGGIO AL "REGIME LIBERO" PER UTENZE DI ELETTRICITA' E GAS. CI SONO IN GIRO FALSI E FALSIFICAZIONI, E POI LI PAGHERETE IN BOLLETTA !
Tali lettere vanno contestate immediatamente !

ANCORA A PROPOSITO DELLA PRIVATIZZAZIONE DI ACEA: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 5 FEBBRAIO RINVIA L,E DECISIONI PIU' DELICATE A VENERDI' PROSSIMO 12, DOPO IL CONSIGLIO COMUNALE DELL'11

DA REPUBBLICA DEL 6 FEBBRAIO 2010, articolo di Luca Iezzi, dal titolo:
"E' scontro sulla privatizzazione di ACEA. Alemanno: il comune resterà socio di riferimento. Polverini: L'acqua è bene pubblico".
DAL QUARTIERE TALENTI DI ROMA NOTIAMO COME L'ARTICOLO RIPORTI IL CELEBRE SERBATOIO D'ACQUA DI VIA BUFALOTTA, UN OPERA D'ARTE MODERNA ASSURTA QUASI A SIMBOLO DEL NOSTRO QUARTIERE.
Renata Polverini dichiara che "inseriremo una proposta nel programma", la attendiamo !
Critiche anche da Emma Bonino.

sabato 6 febbraio 2010

IERI REPUBBLICA SEGNALAVA PER IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI ACEA "UNO SCHIAFFO AL MERCATO": OGGI ALEMANNO REPLICA

IERI ABBIAMO PUBBLICATO UN BREVE ARTICOLOEDITO SU REPUBBLICA (lo ripresentiamo anche qui), 
IN CUI MASSIMO GIANNINI, RIPRENDENDO UN COMUNICATO DEI PICCOLI AZIONISTI ACEA, SEGNALAVA CHE LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 5 FEBBRAIO 2010, PER COME CONVOCATA E PER COME PUBBLICIZZATA (ossia NON pubblicizzata) COSTITUIVA "UNO SCHIAFFO AL MERCATO.
VEDI:
http://tg-talenti.blogspot.com/2010/02/si-e-svolto-oggi-un-importante.html

OGGI RISPONDE IL SINDACO GIANNI ALEMANNO, CON UNA LETTERA SU REPUBBLICA CHE QUI PUBBLICHIAMO, con acclusa risposta di Massimo Giannini.

Per quanto attiene alle problematiche principali tratte nelle due lettere segnaliamo che:
  • risulta evidente che Alemanno ha cambiato parere, a suo tempo era contrario alla privatizzazione dell'acqua, mentre oggi l'appoggia, per cui procederà "governando il processo di privatizzazione con grande attenzione al pluralismo e all'equilibrio delle partecipazioni azionarie", nonostante il largo schieramento di opinione pubblica che continua ad opporsi a tale passo;
  • per quanto riguarda queste "partecipazioni azionarie" NULLA il sindaco Alemanno dice iin merito al fatto se il "prestito obbligazionario di importo pari a 20 miliardi di yen da convertirsi contestualmente in corrispondenti euro (circa 150 milioni) della durata di quindici anni, da collocarsi interamente presso un Investitore privato", deliberato nella riunione del consiglio di amministrazione di ACEA di ieri, SIA DESTINATO O MENO A FRANCESCO-GAETANO CALTAGIRONE ! Fatto che preoccupa e MOLTO tanta gente qui a Roma, che ha già provato sulla sua pelle, nelle periferie della città, i metodi con cui Caltagirone manda avanti i suoi affari !
  • Alemanno rinvia infine  al Consiglio Comunale di giovedì prossimo, che dichiara "ottenuto dall'opposizione di centro-sinistra", mentre a nostro avviso AVREBBE DOVUTO ESSERE LUI, DA SUBITO,  a sentire la necessità di dare una ampia informazione alla cittadinanza su un tema così delicato e sentito, i cui sviluppi potrebbero probabilmente tradursi in futuro in NOTEVOLISSIMI AGGRAVI di costi per i cittadini di Roma !

Domenica 7 febbraio 2010 Ore 21.30 Raitre,“PRESADIRETTA” , di Riccardo Iacona, ACQUARUBATA


Domenica 7 febbraio 2010 Ore 21.30 Raitre

 “PRESADIRETTA”  di Riccardo Iacona e di Francesca Barbini Domenico Iannacone

SECONDA PUNTATA “ACQUARUBATA”

Il parlamento tre mesi fa ha accelerato il processo di privatizzazione della gestione dell’acqua e ha imposto agli enti locali di mettere questo servizio a gara. 
Da quel momento metà Italia è in fibrillazione.

Regioni come la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l’Alto Adige e centinaia di comuni e province oggi gestiscono direttamente il sevizio idrico e forniscono un ottimo servizio ai cittadini. 
Milioni di italiani rischiano di non poter godere più di un servizio efficiente ad un prezzo equo.

In alcune regioni e province, società private hanno già da anni mano libera per la gestione degli acquedotti e decine di comitati dei cittadini contestano dati alla mano la loro gestione. “Presadiretta” ha toccato alcuni punti dolenti:

ad Agrigento, con le tariffe più costose di Italia, l’acqua arriva a singhiozzo appena qualche ora ogni settimana;

ad Arezzo, le bollette sono molto salate (terze in Italia) e gli investimenti dell’azienda che distribuisce l’acqua sono sotto la media nazionale;

ad Aprilia il consiglio di stato ha dato ragione al comitato dei cittadini e al movimento dei sindaci che si battono per riprendersi la gestione dell’acqua.

E mentre in Italia si spinge sulla privatizzazione, in Francia si sta andando nella direzione opposta:

con ACQUARUBATA siamo andati a vedere perché il comune di Parigi ha deciso, a 25 anni dalla privatizzazione, di riprendersi la gestione dell’acqua.

ACQUARUBATA affronta anche l’annosa questione delle “acque minerali”: un’acqua letteralmente “regalata”: le società che producono e imbottigliano acqua minerale pagano alle regioni canoni ridicoli per l’utilizzo delle sorgenti.

ACQUARUBATA è un viaggio nel mondo dell’ “acqua pubblica” e dell’ “acqua privata” e cerca di rispondere a questa domanda: 
è giusto e sensato che a decidere la gestione e l’utilizzo dell’acqua, un bene essenziale per la sopravvivenza, sia una società che ha l’obbligo di guadagnarci sopra?
(NO !!!!! Aggiungiamo noi.....)

lunedì 25 gennaio 2010

ALEMANNO L'ACEA DEVE RESTARE PUBBLICA !


RIPUBBLICHIAMO ANCHE QUESTO PRIMO VIDEO SUL PROBLEMA DELL'ACQUA A ROMA.
INTERESSATEVENE, CITTADINI, non disinteressatevene !
Altrimenti dovrete interessarvene quando le vostre bollette dell'acqua andranno alle stelle, come già successo con i nuovi gestori privati a Firenze e nel Lazio Meridionale con Acqua Latina !
!!

SALVIAMO L'ACQUA DI ROMA


Sul Corriere della Sera di domenica 24 gennaio 2010 compare una notizia inquietante per il futuro dell'acqua a Roma, ossia il fatto che il sindaco Gianni Alemanno, con una correzione di rotta di 180° rispetto ad una sua posizione precedente (VEDI: http://tg-talenti.blogspot.com/2009/10/acea-il-comune-non-vuole-scendere-sotto.html), decide di avviare entro il 2010 la cessione di un 20% dell'azionariato di ACEA, la società comunale che si occupa dell'acqua, con il fondato rischio che se ne possa impadronire Francesco-Gaetano Caltagirone, che si troverebbe così in pool position per aspirare alla gestione dell'acqua a Roma (VEDI: http://tg-talenti.blogspot.com/2010/01/una-lucida-analisi-del-corriere-della.html).
Visto quanto successo nelle periferie di Roma, nell'ambito dei grandi accordi urbanistici ivi attuati dal gruppo Caltagirone, è una prospettiva per noi francamente AGGHIACCIANTE !
Pertanto un appello a tutti i Romani, cittadini, comitati, associazioni. SALVIAMO L'ACQUA DI ROMA DA UNA "PRIVATIZZAZIONE" DEL GENERE !

domenica 24 gennaio 2010

SU COSA PUO' SUCCEDERE CON L'ACQUA PRIVATIZZATA, AD ESEMPIO A ROMA CON L'INGRESSO DI CALTAGIRONE NELLA GESTIONE DI ACEA, VEDETEVI QUESTO BELL'ESEMPIO DA APRILIA!


Il Giudice di Pace dichiara illegittime le cartelle esattoriali di Gerit-Equitalia



Comitato Cittadino Acqua Pubblica Aprilia

Comunicato stampa del 10 Settembre 2009

ACQUALATINA SI CONVERTA SULLA VIA di DAMASCO
A quasi un anno dalle prime cartelle esattoriali emesse da Gerit-Equitalia per riscuotere le bollette di Acqualatina, ben 5 giudici differenti[1] hanno dichiarato illegittima tale procedura dando ragione a centinaia di utenti che avevano fatto ricorso, condannando il gestore a risarcire le spese di giudizio.

Tutti hanno sospeso/annullato le cartelle ritenendo che “…  la Società creditrice ha emesso e reso esecutivo il ruolo, azionato con la cartella esattoriale e con il concorso del responsabile di Equitalia Gerit S.p.A., solamente sulla base delle fatture emesse che non rappresentano titolo avente efficacia esecutiva o un’ingiunzione emessa, vidimata e resa esecutiva conforme all’art. 2 comma 1 del R. D. n.639/1910”.

Smetta Acqualatina di utilizzare metodi vessatori sperando di intimorire quanti non si arrendono alle arroganze messe in atto e si affidano alle tutele di legge. Rispettino le regole del gioco senza sperare sempre nelle cattive condizioni del campo da gioco e di qualche svista dell’arbitro.

Non credano i vertici della società di riuscire sempre a farla franca con la tutela politica ed amministrativa di quanti si occupano delle sorti del servizio idrico per tornaconto politico e personale. Certe tutele non sono una garanzia all’infinito e prima o poi mostrano il rovescio della medaglia.

Acqualatina, come San Paolo fulminato sulla via di Damasco, si converta e non utilizzi metodi coercitivi nei confronti dei salassati.

La giustificazione della società che dice di agire nell’interesse di quanti pagano “regolarmente”, stride con le aberranti pratiche degli “appalti in casa” (senza gara né ribassi concessi per anni a società del gruppo Veolia), con le “assunzioni di famiglia”, con quelle di natura politica, con i lauti compensi percepiti da amministratori privati e politici, con il fuoristrada da 1700 euro al mese concesso all’ex amministratore delegato, etc, etc. Non basta un soggetto capace addetto alla comunicazione a “depurare” la storia di Acqualatina. I fatti per ora parlano più di mille buone intenzioni.

Considerando invece le determinazioni convergenti di tanti giudici, ci chiediamo se non sia il caso che la Procura di Latina accerti se le cartelle esattoriali senza titolo configurino un grave abuso d’ufficio, come già  formalmente denunciato lo scorso febbraio dal giudice Fedele. Non è giustificabile lasciar trascorrere tanto tempo per arginare un eventuale abuso che colpirebbe migliaia di cittadini. Speriamo che il recente trasferimento della Dott.ssa Spinelli, a cui era stato affidato il caso, non causi ulteriori ritardi.

Allo stato attuale delle due l’una: o la Procura smentisce l’illegittimità della procedura ravvisata da ben 5 giudici, oppure agisca in modo sollecito per interrompere l’abuso.
Non vorremmo che dopo le note vicende che hanno portato all’archiviazione della maxi-inchiesta su Acqualatina, la procura avverta una sindrome da insuccesso e l’eccesso di cautela dilati troppo i tempi d’intervento.

Desta triste sorpresa, su tale vicenda, il silenzio assordante delle associazioni dei consumatori che compongono l’OTUC. Forse sono più interessate a partecipare, dietro compenso, alle singole conciliazioni utente-gestore, che arginare a monte i metodi diffusamente vessatori subiti dagli utenti.

Per non parlare poi di taluni sindaci (Terracina, Castelforte, Fondi, Sermoneta, Anzio) che nell’ultima assemblea societaria, invece di analizzare le cause e le responsabilità della perdita di bilancio di oltre 4 milioni di euro, si sono preoccupati di chiedere più rigore verso i presunti concittadini morosi, senza  preoccuparsi se vengono lesi i loro diritti.

Fa sorridere anche lo scarico di responsabilità della Equitalia Gerit, che in una nota inviata alla stampa, si dice obbligata ad emettere la cartella sulla semplice richiesta di Acqualatina. La EQUITALIA è stata sempre chiamata in causa nei ricorsi, ed è ormai consapevole dell’indebita procedura d’iscrizione a ruolo operata da Acqualatina spa, pertanto è sicuramente corresponsabile nel caso si accerti l’abuso.



Non è attendibile neanche l’ipocrita parere che il gestore dice di aver acquisito dall’Agenzia delle Entrate, che avrebbe confermato la legittimità e la correttezza del procedimento di riscossione adottato. Non va dimenticato che l’agenzia delle entrate nella vicenda vive una sorte di “conflitto d’interessi”, detenendo essa stessa il 51% del capitale della Equitalia Gerit spa !


Per ora parlano le sentenze dei giudici, e sono queste che Acqualatina dovrà ribaltare ... nel rispetto della legge! Il resto sono chiacchiere per prendere tempo e sperare che arrivi la manna dal cielo delle solite tutele politiche.
 Comitato cittadino acqua pubblica Aprilia





[1] Giudice di Pace di Terracina Eugenio Fedele, Giudice di Pace di Terracina Lorenzo Morelli, Giudice di Pace di Latina Filippo D’Urso, Giudice di Pace di Latina Giovanni Centola, Giudice Tribunale di Latina Vittoria Amirante

UNA LUCIDA ANALISI DEL CORRIERE DELLA SERA: L'ACQUA A ROMA DEVE RESTARE PUBBLICA !

 SOLO NELL'OTTOBRE SCORSO IL SINDACO ALEMANNO AVEVA RIBADITO LA NECESSITA' DI NON SCENDERE ALDISOTTO DEL 50% NEL CONTROLLO DELL'ACEA, PER EVITARE L'INIZIO DI UNA SOSTANZIALE PRIVATIZZAZIONE STRISCIANTE DELL'ACQUA A ROMA !
Anzi aveva attivato in parlamento il suo assessore al Bilancio Maurizio De Leo, per opporsi a questa scelta; vedi in proposito l'articolo del Corriere della Sera - edizione Roma del 5 ottobre 2009, ed un nostro post a questo link:

http://tg-talenti.blogspot.com/2009/10/acea-il-comune-non-vuole-scendere-sotto.html

Ma ecco che ora, del tutto inaspettatamente il sindaco Alemanno assume decisioni diverse, ed avvia un percorso diverso, annunciando in un'intervista al Sole 24 ore l'intenzione di cedere entro l'anno il 20% dell'ACEA, modificando a 180° la posizione precedentemente assunta, e decidendo di andare a questa "privatizzazione strisciante" entro la fine del 2010, quando la legge gli lascerebbe comunque tempo sino al 2015 ! 
Leggi l'articolo del Sole 24 ore, qui a sinistra.
SI RENDE CONTO IL SINDACO CHE IN QUESTO MOMENTO, CON IL TITOLO ACEA AI MINIMI STORICI, UNA TALE DECISIONE :
  • provocherebbe un gravissimo danno economico al comune di Roma;
  • consentirebbe a qualche imprenditore privato, magari Francesco-Gaetano Caltagirone, di andare ad assumere una posizione fortissima nel controllo dell'acqua di noi Romani ?
IL CORRIERE DELLA SERA  - EDIZIONE ROMA DI DOMENICA 24 GENNAIO 2010 PROPONE UNA INTELLIGENTE ANALISI SUL COMPORTAMENTO TENUTO DAL COMUNE DI ROMA, SEGNALANDONE LE CONTRADDIZIONI.

In tempo di elezioni, cari amministratori, su una questione così delicata come il controllo dell'acqua a Roma e nel Lazio gli elettori attendono dal PDL e dal suo sindaco  Alemanno parole chiare e prese di posizione trasparenti ! 

Su una possibile preoccupante scalata di Francesco-Gaetano Caltagirone alla nostra acqua pubblica di Roma vedi questo articolo di Claudio Cerasa, autore del libro "La Presa di Roma", nel "Il Foglio", in genere molto bene informato:
http://www.ilfoglio.it/cerazade/442
17 novembre 2009 - ore 19:35

Alemanno, Caltagirone, D'Alema e l'acqua di Roma

A Roma la notizia che il comune sarà sostanzialmente costretto a diluire la sua partecipazione nell’azionariato di Acea, scendendo dunque al di sotto del 51 per cento con cui attualmente controlla l’azienda che porta acqua e luce nelle case dei romani, significa un paio di cose. La prima è che Alemanno riuscirà ad incassare presto un po’ di soldi per ripianare il bilancio del comune, ma di questo in fondo importa poco. La seconda è che visto il movimento registrato in questi tempi sul fronte della Mediobanca di Roma, sarà molto difficile impedire che il più vivace tra gli azionisti di maggioranza dell’Acea (un’azienda che ha un fatturato inferiore solo a quelli di colossi come l’Eni) continui la sua scalata nell’azienda. Ai tempi di Walter Veltroni, l’ex amministratore delegato (Mangoni) aveva stretto un patto con gli azionisti francesi di Gaz De France affinché fossero loro a rafforzare la propria presenza in Acea. Poi Mangoni è stato mandato via e ora al suo posto c’è Marco Staderini, uomo di fiducia di Pier Ferdinando Casini e del suocero Francesco Gaetano Caltagirone. In coincidenza con la cacciata di Mangoni e con l’arrivo di Alemanno, proprio Caltagirone ha rafforzato la sua presenza in Acea. E’ arrivato al 5, poi al 6, poi al 7 e ora quasi all’8. Si accettano scommesse su chi andrà ora l’appetitoso 20 per cento di Acea.
By the way, molto immodestamente, nel mio libro credo di spiegare bene tutta questa storia (in cui c’entra anche D’Alema)

sabato 28 novembre 2009

CON L'APPROVAZIONE DEL DECRETO RONCHI VIENE PRIVATIZZATA LA GESTIONE DELL'ACQUA: ATTEBDIAMOCI DA PRESTO FORTI AUMENTI DEL COSTO !

FONTE: Voce del Municipio, numero del 27 novembre 2009, articolo di Maurizio Ceccaioni - SCARICATEVI L'INTERO NUMERO AL SEGUENTE LINK:
http://www.lavocedelmunicipio.it/

CON L'APPROVAZIONE DEL DECRETO RONCHI VIENE PRIVATIZZATA LA GESTIONE DELL'ACQUA: ATTEBDIAMOCI DA PRESTO FORTI AUMENTI DEL COSTO !

Gli aumenti, con drammatico crollo della qualità del servizio, si sono verificato OVUNQUE si sia già dato corso a queste forme di privatizzazione della gestione, e a Roma E' GIA' PRESENTE nell'azionariato di ACEA Francesco Gaetano Caltagirone, che potrà avvalersi delle norme del nuovo decreto per far crescere la sua presenza in ACEA.
Con quali risultati secondo voi ?? Ve lo potete immaginare ??
E SE NON RIUSCITE AD IMMAGINARVELO IL SEGUENTE VIDEO PUO' DARVENE UN'IDEA:
http://www.youtube.com/watch?v=bW96ddvot4g