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venerdì 1 luglio 2011

DA VELTRONI AD ALEMANNO: MA PERCHE' SI FA DI TUTTO PER NASCONDERE ALLA CITTADINANZA DI ROMA LA REALE ENTITA' E DRAMMATICITA' DEL DEBITO DI ROMA ? IL DEBITO AMMONTA AD OLTRE 12 MILIARDI, DI CUI QUASI 7 NEI FAMIGERATI CONTRATTI DERIVATI, ED IL SINDACO ALEMANNO HA APPENA ATTIVATO CON BANCHE E C.D.P. DUE NUOVE LINEE DI CREDITO PER ULTERIORI 4 MILIARDI !




Dalla seria e documentata conferenza-stampa di denuncia da parte della Federconsumatori e dell’Associazione Nazionale Antigene in data 17 maggio 2010 dell’azione in corso per ottenere la documentazione esistente presso il comune di Roma sui contratti-derivati accesi all’epoca del sindaco Walter Veltroni, montata a raffronto con una conferenza stampa di Veltroni e Causi del 25 luglio 2010 e con altre dichiarazioni del sindaco Gianni Alemanno, emerge finalmente con forte e chiara evidenza il drammatico problema del debito del comune di Romaò

Si tratta di un problema  reso ancora più drammatico da un consolidamento effettuato da Veltroni e Causi con contratti derivati, mediante strumenti di diritto anglosassone (!) e banche prevalentemente estere, che nel giro di soli 2 anni (2008/2010) ha fatto crescere la rata annuale degli interessi da 467 milioni di euro (2008) a ben 689 (2010), mentre per il 2011 ancora non sappiamo…., un debito spostato come onere addirittura sino al 2047, tanto che lo pagheranno anche i nostri figli e nipoti.
Qual’e’ stata la risposta del sindaco Alemanno al gravissimo problema ed alla richiesta di trasparenza da parte delle suddette associazioni e dell cittadinanza ?
  • Anzitutto un inatteso e sconcertante silenzio, ancora più incredibile perché Alemanno avrebbe dovuto aver buon gioco a scaricare la responsabilità del debito e degli attuali pesantissimi tagli al bilancio del comune ed aggravi della tassazione sul suo precedecessore…
  • Poi il sostanziale ostruzionismo messo in atto nei confronti delle due associazioni sopra ricordate, la cui azione non andata a buon fine per l’ostruzionisimo mess in campo da parte del comune di Roma, il cui Dipartimento competente risultava addirittura incredibilmente non essere in possesso della relativa documentazione….. (!!!)
Infine Alemanno, che non aveva fatto chiarezza in merito alla drammatica situazione nei confronti della cittadinanza che lo aveva eletto, e che, in occasione della presentazione del bilancio 2010 si era lamentato del fatto che Roma “purtroppo da tantissimi anni, da decenni,  è cresciuta sul debito”, che fa ?
Apre un nuovo enorme fronte di debito da ben 4 miliardi di euro con un gruppo di banche, capofila  BancaIntesa, Uncredit e BNL, e con il supporto anche della Casa Depositi e Prestiti, articolato addirittura in due linee di credito, una da 1, 5 miliardi di euro con finanziamento a breve termine (3 anni) erogato dagli istituti di credito privati, l’altra da 2,5 miliardi a lungo termine finanziata dalla Cassa.
Ma i debiti si sa, sono debiti, e prima o poi dovremmo restituirli ! Ancora una volta, invece di fare i conti con i drammatici costi del comune di Roma (1 miliardo all’anno), e le sue inefficienze, si decide di ampliare ancora enormente il debito.
Di tutto questo la gente di Roma ha appreso da qualche articoletto di giornale e notizia su siti informativi, mentre, su una situazione debitoria di questa drammaticità, che si sta traducendo in drammatici tagli a servizi ed opere varie di interesse dei cittadini, oltre che in drastico aumento di tasse e tariffe, è del tutto mancata ogni forma di seria ed articolata comunicazione nei confronti della cittadinanza da parte del sindaco Alemanno!!!

mercoledì 15 giugno 2011

Una volta i comuni si indebitavano per finanziare opere e infrastrutture.Oggi siamo all'indebitamento del comune di Roma -per l'incredibile importo di 4 MILIARDI di euro, per finanziare l'indebitamento, ossia contratti derivati di veltroniana provenienza e altro, il cui ammontare rimane sempre un'incognita, negando alla cittadinanza l'informazione su un dato fondamentale ! Un comune, pardon una capitale, Roma in stato avanzato di dissesto e decozione, che continua ad aumentare tariffe e tasse, a tagliare servizi, e a nascondere ai suoi cittadini la reale condizione finanziaria dell'amministrazione comunale !. E nessuno che dica A ! Ma vi pare normale ?

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DA RETE ROMANA DI MUTUO SOCCORSO:

Questo è il commento che riceviamo, condividiamo ed inviamo a tutti dall'amico Fabio Prasca, impegnato nella Comunità Territoriale del X Municipio, in riferimento all'articolo apparso sul  Sole 24Ore il 10/06/2011 a firma di Isabella Bufacchi http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-06-10/prestito-miliardi-banche-debito-064059.shtml?uuid=AaYItZeD.
Leggetelo
 Prestito di 4 miliardi (4 ? Si 4 !!!) dalle banche per il debito di Roma 
Un prestito da 4 miliardi di euro in due tranche a tre e trent'anni, rinnovabile e quindi potenzialmente elevabile a 8 miliardi, è stato messo a disposizione ieri da un pool formato da Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo come capofila, Unicredit e Bnl (a breve termine) e Cassa depositi e prestiti (a lungo termine), nella forma di «contratto di finanziamento» del debito pregresso del comune di Roma: un maxi-debito accumulato dagli anni '60 e che si attesta ad oggi a 12,3 miliardi circa sotto la gestione del commissario straordinario Massimo Varazzani. La cerimonia di firma si è tenuta ieri in Campidoglio.
L'operazione consentirà di velocizzare i pagamenti ai fornitori, «partendo dai più piccoli» ha assicurato Varazzani. Ma anche di «sostenere l'economia reale liberando risorse», come ha rimarcato il sindaco Alemanno, e non da ultimo «di risparmiare 40 milioni di euro di interessi passivi l'anno per contenere il debito pubblico e di iniettare liquidità sul territorio», come ha sottolineato Mario Ciaccia, ad di BIIS.
La partecipazione della Cdp ha consentito al finanziamento - una forma di anticipazione bancaria dei 500 milioni annui garantiti dallo Stato per risanare il debito pregresso capitolino - di estendersi fino a 30 anni: «la novità è che la Cassa e le grandi banche operano insieme in un'operazione di mercato e di sistema, lavorando in modo integrato e tenendo conto delle rispettive competenze sul breve e lungo termine», ha messo in evidenza Giovanni Gorno Tempini ad della Cdp, riaffermando l'impegno della Cassa «nei confronti degli enti locali, che rimane il fulcro» dell'attività di via Goito. Presenti alla firma anche Marco Taccione, responsabile per Roma di Unicredit corporate investment banking e Paolo de Angelis, responsabile divisione corporate e p.a. di Bnl gruppo Bnp Paribas.
Il finanziamento per complessivi 4 miliardi è stato diviso in due: 
  • una tranche da 1,5 miliardi a tre anni con tasso di interesse pari all'Euribor a sei mesi e spread di 105 centesimi di punto percentuale è stata erogata da BIIS, Unicredit e Bnl; una tranche fino a 30 anni per 2,5 miliardi con tasso equivalente all'Euribor a sei mesi maggiorato di 157 centesimi erogata da Cdp. Un tasso, quest'ultimo, particolarmente vantaggioso, a condizioni di mercato, in virtù del basso costo di raccolta della Cassa e del rischio-Stato del debitore, garantito dai 500 milioni a carico dello Stato.
«Il contratto triennale può essere rinnovato di triennio in triennio, previo assenso delle banche», ha fatto sapere Varazzani che il prossimo martedì otterrà in tempi record una prima erogazione da 600 milioni: 300 milioni serviranno alla restituzione delle rimanenti anticipazioni di cassa che Roma capitale ha corrisposto alla gestione commissariale (altri 300 milioni erano stati già saldati); verranno pagate le rate di ammortamento dei debiti finanziari pregressi e saranno avviati altri pagamenti ai fornitori - per primi i crediti fino a 250.000 euro - dei mandati 2011 ancora inevasi (circa 50 milioni).
INSOMMA IL COMUNE DI ROMA -SENZA DIRCI IN REALTA' COME STIANO LE COSE- STA CARICANDO IL DEBITO DI ROMA SULLE SPALLE DEI NOSTRI FIGLI, GIA' GRAVATE DA CARENZA DI LAVORI, LAVORI COMUNUE PRECARI, INSOMMA GRANDE PRECARIETA' DI VITA !
Questo era quanto era uscito sulla grande stampa, in particolare il Corriere della Sera:

 

sabato 5 febbraio 2011

COMUNE DI ROMA QUASI AL DEFAULT, OSSIA AL DISSESTO: SE IL GOVERNO NON STANZIA 50 MILIONI DI EURO NEL DECRETO LEGGE MILLEPROROGHE ROMA E' AL DISSESTO, E NON SARA' POSSIBILE APPROVARE ALCUN BILANCIO

DAL CORRIERE DELLA SERA-EDIZIONE ROMA:
Nella situazione attuale l'articolo riferisce che "ieri è andato all'attacco Walter Veltroni: "Noi non abbiamo lasciato nessun buco di bilancio. Ma, se così fosse (AVETE CAPITO BENE ? "SE COSI' FOSSE.....", "perchè la giunta Alemanno ha assunto migliaia di persone nelle municipalizzate ?"
Su questo Veltroni ha ragione, ma quello su cui non può rivendicare nessuna raggione è l'aver negato per oltre 2 anni la realtà dei fatti, ossia la voragine di debito -circa 12 miliardi di cui circa 6 in contratti derivati con rate di interessi pesanti e progressivamente crescenti !)
Abbiamo in proposito pubblicato più volte la conferenza stampa di denuncia sull'entita del debito del comunedi Roma da parte di Federconsumatori ed Antigene, rivedetevela anche qui di seguito:
DA UN'INDISCREZIONE DELL'EX ASSESSORE CROPPI SULLA REPUBBLICA-EDIZIONE ROMA DI OGGI APPRENDIAMO INFINE CHE -IN ASSENZA DI UNO STANZIAMENTO DI 50 MILIONI DI EURO NEL DECRETO LEGGE MILLEPROROGHE- IL COMUNE DI ROMA SAREBBE AL DISSESTO !

martedì 28 dicembre 2010

ESPLODE IL CASO DEI CONTRATTI-DERIVATI IN REGIONE LAZIO: LA REGIONE CHIEDE QUASI 83 MILIONI DI EURO DI RISARCIMENTI A 11 GRANDI BANCHE PER ILLECITI PROFITTI PER ONERI OCCULTI. COSA ASPETTA IL SINDACO ALEMANNO A FARE FINALMENTE CHIAREZZA SULLA VORAGINE IN CONTRATTI-DERIVATI LASCIATA AL COMUNE DI ROMA DALLA GIUNTA VELTRONI, QUASI 7 MILIARDI, E A FARE ALTRETTANTO ?

DAL CORRIERE DELLA SERA -ECONOMIA DEL 28 DICEMBRE 2010:
DAL CORRIERE DELLA SERA -EDIZIONE ROMA DEL 28 DICEMBRE 2010:
DA LA REPUBBLICA - EDIZIONE ROMA DEL 28 DICEMBRE 2010:
IL COMUNE DI ROMA HA RIPRESO LA NOTIZIA PER LUI DELICATA NELLA SUA RASSEGNA STAMPA DI OGGI.
Ci chiediamo, considerato che il comune di Roma risulta gravato da quasi 7 miliardi di contratti-derivati :

  • cosa aspetta a mandare avanti una seria indagine interna su quanto successo, come ha fatto il governatore Polverini e senza guardar in faccia a responsabilità di nessuno nell'alta dirigenza capitolina-  ?
  • cosa aspetta il sindaco Alemanno ad avviare un'ampia e trasparente operazione di informazione sulla voragine di debito in contratti-derivati lasciata dalla giunta Veltroni, nei confronti dei cittadini che stanno subendo tagli selvaggi nei servizi da parte del comune di Roma senza saperne esattamente i motivi ??
  • cosa aspetta ad avviare un'analoga richiesta di danni, che vi saranno senz'altro, considerato che banche ed attori protagonisti della vicenda sono stati probabilmente almeno in parte gli stessi ???
RIVEDETEVI IN UNA NOSTRA PLAYLIST LA DRAMMATICA SITUAZIONE DEL DEBITO IN CONTRATTI-DERIVATI DENUNCIATA DA FEDERCONSUMATORI ED ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIGENE:  

domenica 10 ottobre 2010

IL SINDACO ALEMANNO E LA SUA GIUNTA CONTINUANO A TACERE AI ROMANI IL GRAVISSIMO STATO DI CRISI ECONOMICA DEL COMUNE, ORMAI QUASI AL DISSESTO, A CAUSA DELL'ENORME INDEBITAMENTO CRESCIUTO CON RUTELLI E GIUNTO A LIVELLI INIMMAGINABILI CON LA VORAGINE DEI CONTRATTI DERIVATI APERTA DA VELTRONI. MA INTANTO , CHE LA SITUAZIONE ECONOMICA SIA DRAMMATICA, VIENE CONFERMATO DAL FATTO CHE SI CERCANO INCREDIBILMENTE SPONSORS PRIVATI ADDIRITTURA PER SALVARE IL CALL CENTER DEI ROMANI (060606), E FINANCHE PER ATAC ED AMA. PROSPETTIVE ? INTERVENTO DEI PRIVATI E FORTE AUMENTO DELLE TARIFFE ! MA NON BISOGNEREBBE INFORMARE DI TUTTO CIO' I ROMANI ???

 Una dura realta' con cui dovremo ben presto fare i conti:
IL SINDACO ALEMANNO E LA SUA GIUNTA CONTINUANO A TACERE AI ROMANI IL GRAVISSIMO STATO DI CRISI ECONOMICA DEL COMUNE, ORMAI QUASI AL DISSESTO, A CAUSA DELL'ENORME INDEBITAMENTO CRESCIUTO CON RUTELLI E GIUNTO A LIVELLI INIMMAGINABILI CON LA VORAGINE DEI CONTRATTI DERIVATI APERTA DA VELTRONI. 
LA CONGIURA DEL SILENZIO E' CONDIVISA DAL PD, CHE TACE PERCHE' ALTRIMENTI DOVREBBE CONFERMARE QUELLO CHE AVEVA SEMPRE NEGATO, OSSIA CHE VELTRONI, CAUSI E GHISELLINI (QUEST'ULTIMO, OLTRE CHE ADVISORS DI VARI DERIVATI, NOMINATO ANCHE DIRIGENTE A TERMINE DEL COMUNE DI ROMA PER SEGUIRLI !) HANNO LASCIATO DIETRO DI LORO UNA VORAGINE !!!
MA INTANTO , CHE LA SITUAZIONE ECONOMICA SIA DRAMMATICA, VIENE CONFERMATO DAL FATTO CHE SI CERCANO INCREDIBILMENTE SPONSORS PRIVATI ADDIRITTURA PER SALVARE IL CALL CENTER DEI ROMANI (060606), E  FINANCHE PER ATAC ED AMA. PROSPETTIVE ? INTERVENTO DEI PRIVATI E FORTE AUMENTO DELLE TARIFFE ! MA NON BISOGNEREBBE INFORMARE DI TUTTO CIO' I ROMANI ???
Leggetevi l'articolo sul Corriere della Sera -edizione Roma di sabato 9 ottobre 2010: 

sabato 25 settembre 2010

ANCORA SULLA VORAGINE DEI DEBITO IN DERIVATI DEL COMUNE DI ROMA: UN APPROFONDIMENTO DI M. CECCAIONI SUL QUOTIDIANO 5 GIORNI DEL 24 E 25 SETTEMBRE 2010

DAL QUOTIDIANO CINQUE-GIORNI DEL 24 SETTEMBRE 2010: ARTICOLO DI MAURICIO CECCAIONI, DAL TITOLO:
"Urgono provvedimenti immediati per alleviare l'enorme debito accumulato dalla casse comunali. I conti in rosso anche per i derivati".
DAL QUOTIDIANO CINQUE-GIORNI DEL 25 SETTEMBRE 2010: ARTICOLO DI MAURICIO CECCAIONI, DAL TITOLO:
"I derivati che potrebbero strozzare". 

mercoledì 22 settembre 2010

ANCHE VELTRONI SI RIMBOCCA NUOVAMENTE LE MANICHE....MA PERCHE' IL PD FA QUESTO, SI CHIEDE LA GENTE ? PERCHE' GLI PIACE PERDERE FACILE, RIBATTE ELLEKAPPA !

Dal Corriere della Sera di domenica 19 settembre 2010, impagabile vignetta di Vincino:


Dalla Repubblica del 18 settembre 2010: altra impagabile vignetta di Ellekappa:

Dal Corriere della Sera del 22 maggio 2010: ultima splendida vignetta sempre di Vincino....
CON UNA DOMANDA: MA DAVVERO UOLTER POTEVA PENSARE, DOPO QUANTO SUCCESSO A ROMA, CON LE PERIFERIE IN RIVOLTA, DOPO QUANTO SUCCESSO IN ITALIA CON IL "TIRO MANCINO" DA LUI GIOCATO A PRODI CHE QUALCUNO POTESSE SERIAMENTE PENSARE DI RICANDIDARLO PER IL 2013 ?
Perchè non ascolta finalmente Matteo Renzi e se ne va in Africa, come aveva promesso di fare a suo tempo ?


Come vedi -caro Uolter- non te lo chiede di restare tutto il PD, non te lo chiede, anzi a quanto pare sono ben pochi a chiedertelo !

venerdì 3 settembre 2010

INCHIESTA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA SULLA VORAGINE IN CONTRATTI DERIVATI APERTA ALL'EPOCA DELLA GUNTA VELTRONI: COMUNICATO STAMPA DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIGENE

RICEVIAMO E MOLTO VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DALLA RETE ROMANA DI MUTUO SOCCORSO IL COMUNICATO STAMPA DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIGENE, CHE PER PRIMA CON FEDERCONSUMATORI AVEVA LANCIATO L'ALLARME SULLA VORAGINE DI CONTRATTI DERIVATI APERTA PRESSO IL COMUNE DI ROMA DALLA GIUNTA VELTRONI, SULLA'INDAGINE FINALMENTE AVVIATA DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA.

Ci siamo:la  Procura della Repubblica  indaga  sui derivati stipulati dal Comune . L’ipotesi di reato è quella  di truffa aggravata.
la notizia  sull’indagine  presso la Procura della Repubblica  in merito ai derivati  stipulati dal Comune di Roma, non può farci che  esprimere la nostra fiducia negli esiti dei necessari accertamenti.
L’ esposto presentato in tal senso da Antigene e Radicali Roma, evidentemente ha trovato un fertile terreno nell’allerta già scattato in Procura. D’altra parte  i   derivati stipulati   dal Comune di Roma erano stati fatti oggetto di rilievi fortemente critici da parte della Corte dei Conti e , quest’ultima circostanza non poteva di certo sfuggire al vaglio del Gip. Infatti trapela che le indagini vertano sulle modalità di contratti e di rinegoziazioni  rilevate dalla Corte  dei Conti e dal nostro esposto e delle quali già abbiamo dato ampiamente notizia si questo sito.
Non possiamo però nascondere che un tale sviluppo della vicenda ci lascia l’amaro in bocca rendendo ancora più insopportabili tre  brutte  vicende ad essa connesse:
1. il rifiuto pervicace del Comune di Roma  sull’accesso agli atti dei contratti derivati opposto a noi e ad altre due rilevanti Associazioni Nazionali di Consumatori , come se si trattasse di un fastidioso voler ficcare il naso in faccende altrui. E c’è da rilevare che nelle questioni riguardanti gli strumenti di finanza rilevata, il diritto di consultazione  delle Associazioni dei Consumatori è riconosciuto da specifiche direttive europee, nonché da qualsiasi criterio di sana amministrazione della cosa pubblica;
2. le bocche cucite degli amministratori, dei consiglieri  comunali  e di tutte le forze politiche ( esclusi  i radicali di Roma),  sul  nostro  sforzo di ristabilire quella trasparenza tanto più  necessaria  in quanto investe  gli aspetti fondamentali  dell’amministrazione comunale  e gli interessi  dei  suoi  cittadini contribuenti e dei  dipendenti;
3. il  silenzio assordante  della stampa locale, malgrado le conferenze stampa organizzate da Antigene, Federconsumatori, Adusbef , radicali Roma sui tanti aspetti oscuri di questa faccenda e su tutte le iniziative da noi intraprese. 
Abbiamo visto in questi mesi la pubblicazione di articoli su questioni assolutamente irrilevanti, senza che nessun giornale abbia messo a disposizione una riga per  dar conto alla cittadinanza di tutto questo.   
 A maggior ragione, ci auguriamo che l’iniziativa assunta dalla Magistratura concorra a creare un nuovo clima di fattiva e solidale collaborazione di tutte le forze interessate alla partecipazione informata dei cittadini e delle loro associazioni , condizione fondamentale per disincagliare l’amministrazione comunale da pratiche  appartate e quindi pericolose. Antigene continuerà a spendersi per questo risultato.
 TG ROMA TALENTI è stata lieta di partecipare a  questa battaglia per la libera informazione a favore di tutti i cittadini di Roma, pubblicando sul connesso canale web-TV -unico sito o blog ad averlo fatto- l'intera conferenza stampa di denuncia congiunta da parte di Antigene e Federconsumatori !!!
Rivedetevi tutta la conferenza stampa sul nostro canale:

CONTRATTI DERIVATI DEL COMUNE DI ROMA PERIODO 2003-2007, UN AMPIO ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE DEL 1 SETTEMBRE 2010: FINALMENTE SI STA STRACCIANDO IL VELO DI SILENZIO, ED EMERGE L'IPOTESI DI REATO NELL'AMBITO DELLA QUALE STA OPERANDO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA, QUELLA MOLTO GRAVE DI TRUFFA AI DANNI DEL COMUNE DI ROMA

Un ampio articolo del Sole 24 Ore del 1 Settembre 2010 sull'inchiesta della Procura della Repubblica di Roma sulla voragine dei contratti derivati aperta all'epoca della giunta Veltroni, registi lo stesso sindaco e l'assessore Caus.
E FINALMENTE NUMEROSE LE RIPRESE DELLA NOTIZIA SULL'INCHIESTA IN MERITO ALLA NOTIZIA, SULLA STAMPA ED IN RETE:
Inchiesta sui ~ derivati a Roma
Inchiesta sui ~ derivati a Roma. La procura ipotizza il reato di truffa ai danni del comune nel 2003-2007. Il sospetto. Le banche potrebbero aver ...
www.corteconti.it/export/sites/.../2010090116529896.pdf
IFEL
Inchiesta sui derivati a Roma Conti pubblici LA FINANZA LOCALE La procura ipotizza il reato di truffa ai danni del comune nel 2003-2007 I PM AL LAVORO ...
portale.webifel.it/articoli.do?metodo=dettaglioArticolo...
Tassi Mutui » Inchiesta sui derivati a Roma – Il Sole 24 Ore
Inchiesta sui derivati a RomaIl Sole 24 OreAnche un debito a tasso fisso in uno scenario di tassi in calo incorpora un mark-to-market negativo, ...

CONTRATTI DERIVATI DEL COMUNE DI ROMA ATTIVATI DALLA GIUNTA VELTRONI: SONO ORA AL VAGLIO DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA

Chi ci segue sa che in questi ultimi mesi ci siamo impegnati a fianco della Rete Romana di Mutuo Soccorso e dell'Associazione Nazionale Antigene perchè si facesse chiarezza sulla voraggine di debito in contratti-derivati del comune di Roma aperta dalla giunta Veltroni.
VEDETEVI LA NOSTRA PLAYLIST, CON LA CONFERENZA STAMPA DELL'ASSOCIAZIONE ANTIGENE:
http://www.youtube.com/user/iltalentuoso#grid/user/7DD130DAAE44E909

Ebbene ora si apprende, dal SOLE 24 ORE, che è stata aperta in proposito un'inchiesta della Procura della Repubblica di Roma:


ROMA
I contratti su derivati stipulati dal Comune di Roma tra il 2003 e il 2007 sono al vaglio della Procura della capitale che indaga, per ora contro ignoti, per l'ipotesi di reato di truffa aggravata. L'inchiesta, come apprende il Sole 24 Ore, è partita un anno fa e si sta concentrando sui contratti stipulati dal Campidoglio con sette istituti di credito: Ubs, Deutsche Bank, JP Morgan, Morgan Stanley, Dexia, Banca Opi e Barclays. Nei mesi scorsi le indagini, affidate al procuratore aggiunto Paolo Ielo, hanno subito un'accelerazione. In Procura sono stati sentiti come testimoni non solo i funzionari del Comune (all'epoca amministrato da Walter Veltroni) e i manager delle banche che si occuparono della stipula dei contratti, ma anche alcuni componenti della giunta guidata da Gianni Alemanno, per capire le motivazioni dello smantellamento della struttura incaricata di occuparsi dei derivati creata dalla precedente amministrazione. Nel frattempo gli uomini della Guardia di Finanza hanno acquisito tutta la documentazione in possesso del Comune. Adesso tutto il materiale è al vaglio degli inquirenti. Il sospetto, rivelano fonti vicine all'inchiesta, è che si siano verificate irregolarità e che le banche possano avere lucrato ingenti commissioni occulte, in analogia con quanto si ipotizza nell'inchiesta sui derivati del Comune di Milano.
Tra il 2003 e il 2007 il Campidoglio ha stipulato contratti su derivati per un valore di svariati miliardi di euro. Nel 2003 il Comune lancia un primo prestito obbligazionario da 1,4 miliardi, al tasso fisso con cedola annua pari al 5,375%, articolandolo in tre tranche successive, una da 600 milioni e due da 400. A fronte dell'emissione di tipo bullet, il Comune stipula operazioni in derivati per ricreare un piano di ammortamento del nozionale. A tal fine il Campidoglio si avvale di due strumenti: un amortising swap, e un sinking fund, vale a dire un fondo di ammortamento del debito. Attraverso l'amortising swap il Comune riceve annualmente un flusso prefissato necessario al pagamento della cedola in cambio di una quota di ammortamento del debito e di una quota di interesse passivo. Le quote di capitale versato sono depositate su un sinking fund di proprietà della banca sul quale il Comune vanta un pegno di diritto reale, che immunizza il rischio legato alla controparte bancaria, ma lascia esposti al rischio di credito degli investimenti del fondo, scelti dalla Banca. La struttura di amortising viene creata con tre operazioni su derivati: il 12 dicembre 2003 viene stipulato uno swap con Ubs per un nozionale di 600 milioni; il 7 dicembre 2004 viene negoziato con Jp Morgan uno swap "fisso contro fisso step up" per un nozionale di 200 milioni e il 17 dicembre un analogo contratto con controparte Deutsche Bank (poi sostituita dopo pochi mesi con Jp Morgan); uno swap "fisso contro variabile" da 400 milioni con Ubs il 23 novembre 2005. Il 28 dicembre 2007 l'emissione obbligazionaria viene modificata, prolungando la scadenza di oltre 15 anni, fino al 27 gennaio 2048, il tasso annuo è ridotto al 5,345%. Per questo motivo il 22 febbraio 2008 le operazioni in derivati vengono rinegoziate. Il comune stipula quattro swap "fisso contro fisso step up": uno da 200 milioni con Dexia e tre da 400 milioni l'uno con Barclays, JP Morgan e Ubs. Al vaglio della Procura ci sono anche i contratti relativi a i mutui. Al 31 dicembre 2008 risultava inoltre in capo al Comune un portafoglio di swap su mutui per un nozionale complessivo di 1,5 miliardi stipulati con Morgan Stanley (tre contratti), Banca OPI, Dexia-Crediop e Ubs. Nell'ultima relazione, risalente al 12 maggio scorso, la Sezione di controllo per il Lazio della Corte dei conti ha rilevato che «il valore di mercato (mark to market) delle operazioni stipulate dal Comune di Roma inserite nel piano di rientro ammontava complessivamente, come già indicato, a un valore negativo per 147 milioni; lo stesso valore aggiornato al mese di settembre 2009 ammonterebbe a -73,8 milioni». La Corte rileva poi che «per il Comune di Roma, si nota una forte concentrazione su un singolo intermediario: la distribuzione del capitale residuo dei derivati vede un 45,5% del totale in capo a Ubs, mentre gli altri intermediari (Dexia Crediop JP Morgan, Barclays) rappresentano ciascuno quote oscillanti tra il 12-13% (Morgan Stanley 3%)». 

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venerdì 30 luglio 2010

A PROPOSITO DEI QUASI 7 MILIARDI DI DERIVATI A SUO TEMPO ACCESI DA W. VELTRONI E M.Ö CAUSI: Tagli ai servizi locali? Sacrifici per la crisi? e per i derivati chi paga?

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DALLA RETE ROMANA DI MUTUO SOCCORSO:
ndebitamento da Derivati: un problema del Comune di Roma ma non solo, un male oscuro destinato a condizionare e cambiare la qualità della vita di centinaia di migliaia di cittadini ed il loro rapporto con i beni comuni offerti in garanzia alle banche ed alle multinazionali della finanza.
Riportiamo qui di seguito cosa scrive al riguardo Claudio Lombardi su www.civicolab.it. Vi invitamo a leggerlo ed a sostenere con noi l’iniziativa dell’Associazione Antigene per chiedere alle istituzioni che sia fatta finalmente chiarezza sulla reale origine e attuale situazione dell’indebitamento da Derivati del Comune di Roma e che coloro che hanno posto la città in questa situazione negli anni trascorsi siano chiamati a rispondere del loro operato.
Tagli ai servizi locali? Sacrifici per la crisi? e per i derivati chi paga?
Il male oscuro dei derivati si aggira negli scenari della vita e delle attività degli enti locali e delle regioni dei prossimi anni. O decenni, addirittura. Eh sì perché nel gran parlare che si fa di federalismo fiscale, di costi standard, di tagli alle finanze degli enti locali e delle regioni e di assoluta necessità di frenare la deriva del debito pubblico poco ci si ricorda di due linee di ragionamento: la prima è quella che non accetta di vivere alla giornata e, quindi, di stupirsi se i conti dello Stato vanno male perché non è cosa che si è verificata dall’oggi al domani e i responsabili delle scelte sbagliate del passato, recente e remoto, dovrebbero almeno dirlo che si sono sbagliati; la seconda è che, fra le scelte sbagliate, ci sono anche quelle di stipulare i contratti derivati con le banche. Simili a scommesse questi contratti consistono in uno scambio di ipotesi di tassi di interessi fra banca e acquirente che dovrebbe produrre, apparentemente, una situazione di equilibrio fra le due parti e di rischi condivisi. In realtà, come molti analisti si sono preoccupati di dimostrare, questo equilibrio non c’è mai e la banca o intermediario che stipula il contratto riesce a riservare per sé un rischio molto minore di quello che si accolla l’altra parte, di solito un privato che vuole coprirsi dal rischio dell’aumento dei tassi o un ente pubblico che ha bisogno subito di denaro e che non vuole pagare alti tassi di interesse.
Che la cosa sia una mina vagante lo attesta adesso la Banca d’Italia che in una valutazione sulla situazione dei contratti derivati stipulati da privati e da enti pubblici italiani ha evidenziato che il valore del debito potenziale è salito dai circa 48 miliardi di euro dell’ultimo trimestre 2009 agli oltre 57 miliardi del primo trimestre 2010. In pratica chi volesse o dovesse disfarsi di questo contratto oggi pagherebbe una cifra molto più elevata di quella che avrebbe dovuto pagare nel 2009. Senza aver ricevuto nulla in cambio, ovviamente, soltanto per aver perso quella specie di scommessa che sono i derivati.
Banca d’Italia stima che la perdita potenziale per le amministrazioni pubbliche ammonti a 2,5 miliardi di euro, ma resta il dubbio, richiamato dagli analisti, che la perdita effettiva sia ben maggiore con la copertura di gestioni fuori bilancio o di altri meccanismi che occulterebbero un aggravio per i bilanci pubblici nettamente superiore. Anche se fossero “solo” 2,5 miliardi, però, già sarebbero troppi per le finanze locali.
Il fatto è che sembra che i derivati stipulati con le banche non risentano della discesa dei tassi di interesse e che il recupero delle perdite sia sempre molto più lento delle perdite stesse. Gli analisti parlano dell’effetto delle commissioni occulte caricate su questi contratti e di altri meccanismi che gravano sempre sugli stipulanti e non sulle banche. Ma che strano!
Che dire? È banale chiedere che sia fatta piena luce sulle disastrose scelte di centinaia di amministrazioni locali che adesso e per gli anni a venire saranno pagate a caro prezzo dai cittadini in termini di tasse e di tagli ai servizi? I responsabili potrebbero almeno avere la decenza di ammettere di aver sbagliato o la cosa rientra fra i segreti inconfessabili che troppi politici non vogliono rivelare?
A Roma, per esempio, c’è una richiesta di accesso agli atti ad opera di un’associazione di cittadini che vorrebbe conoscere il contenuto esatto dei contratti derivati nei quali è impegnato il comune. Purtroppo la richiesta non ha avuto esito positivo e l’associazione “Antigene” ha presentato un’esposto alla Procura della Repubblica ipotizzando il reato di truffa. E per questo è bastata la lettura della Relazione della Sezione Regionale per il Lazio della  Corte dei Conti    sul “ Controllo sulla gestione finanziaria del Comune di Roma per gli esercizi 2004 – 2007, con proiezione all’esercizio 2008 “- Parte  IV Contratti Derivati.
Tutto si basa, infatti, sulle informazioni contenute nella relazione della Corte dei Conti nella quale emerge la valutazione di rischi di esposizione per il Comune sul pagamento di flussi finanziari crescenti e senza alcun limite su “vere e proprie scommesse  allestite  sui bilanci pubblici”. Alla  Corte Dei Conti, in sintesi, “non pare che la complessa gestione delle operazioni di finanza derivata poste in essere dal Comune abbia rispettato gli obiettivi fissati dalla legge di riduzione del costo finale del debito e di riduzione dell’esposizione ai rischi di mercato”.
In pratica poco si sa sui vincoli contrattuali che tengono legato il Comune fino al 2050 e che potrebbero esporlo al pagamento di interessi altissimi mentre sembra mancare una specifica iniziativa  delle forze politiche di maggioranza e di opposizione in consiglio comunale per far luce su una simile situazione.
Che si tratti di una situazione piena di rischi sulla vita dei romani è evidente perché sicuramente i debiti e le perdite ricadranno sui bilanci comunali e qualcuno dovrà pagare il conto. E chi sarà? Ovviamente i contribuenti ignari della spericolatezza dei propri amministratori che tra, l’altro, possono cambiare ad ogni elezione. Ma i debiti restano. Per ora sembra che solo l’associazione Antigene e la Rete Romana del Mutuo Soccorso abbiano preso a cuore la cosa e si stiano adoperando per far luce, ma è auspicabile che altri si uniscano a questo sforzo.
Sarebbe bello se i bilanci pubblici fossero trasparenti e se le scelte dei politici che dirigono gli enti locali fossero assunte alla luce del sole e spiegate ai cittadini. Perché se non possono essere spiegate e sono tenute nascoste è già un indizio di pericolosità che deve allarmare.
Ecco la lezione da trarre da questa vicenda: i politici non siano ipocriti e dicano la verità sui loro errori e sui motivi per i quali si fanno certe scelte e non altre. E non ci vengano a fare la predica per farci digerire scelte che non sono mai oggettive, ma, appunto, scelte fra opzioni differenti.
E poi, qualche volta, siano chiamati a rispondere per le responsabilità che si sono assunti.

lunedì 19 luglio 2010

VORAGINI DEI CONTRATTI DERIVATI DEL COMUNE DI ROMA, APERTA DA WALTER VELTRONI E MARCO CAUSI: ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIGENE E RADICALI PRESENTANO UNA DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA.SCARICATEVI E LEGGETEVI L'INTERESSANTE ANALISI INDIPENDENTE SULLA VORAGINE DERIVATI

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DALLA RETE ROMANA DI MUTUO SOCCORSO IL COMUNICATO DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIGENE:

La Rete Romana di Mutuo Soccorso riceve ed invia a tutti il Comunicato stampa dell'Associazione ANTIGENE(Associazione  Nazionale dei dipendenti ed utenti delle Autonomie Locali  e Regioni ) e RADICALI ROMA.
Vi chiediamo di leggere attentamente la “Analisi Sintetica dei derivati   stipulati dal Comune di Roma"  prodotta per l’Associazione Antigene dagli analisti finanziari indipendenti della LS  Advisor,  Lucio Sgarabotto e Giovanni Montani, allegata allo stesso comunicato stampa e che a nostra volta alleghiamo alla presente.
Ad eccezione del quotidiano E-Polis, ci risulta che nessuna altro organo di stampa abbia diffuso il Comunicato stampa in questione e dato notizia dell'analisi prodotta nel documento ad esso allegato. 
Per contribuire a rompere questo preoccupante e gravissimo "silenzio stampa" su una questione di vitale importanza per il presente ed il futuro della città e che condizionerà la vita di ogni singolo cittadino di Roma nei prossimi 40 anni, vi invitiamo pertanto a dare la massima diffusione ai documenti che vi abbiamo inviato non solo per posta elettronica presso i vostri associati ed amici, ma anche stampandoli e distribuendoli in formato cartaceo il più capillarmente possibile.
COMUNICATO STAMPA
ANTIGENE(Associazione  Nazionale dei dipendenti ed utenti delle Autonomie Locali  e Regioni ) e RADICALI ROMA:
DEPOSITATO ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE    DI ROMA  per accertare se i contratti in derivati stipulati dal Comune di Roma, sulla base di quanto contenuto   nella          Relazione della Sezione Regionale per il Lazio della  Corte dei Conti    sul “ Controllo sulla gestione finanziaria del Comune di Roma per gli esercizi 2004 – 2007, con proiezione all’esercizio 2008 “- Parte  IV Contratti Derivati -  possano  configurare il reato di truffa.

Dichiarazione di Lidia Mazzola, presidente di Antigene, e Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma

L'associazione Antigene e l'associazione Radicali Roma, assistiti dall'avv. Alessandro Gerardi, hanno depositato un esposto alla procura di Roma perchè si faccia luce sulla vicenda dei contratti derivati stipulati dal comune di Roma.
La richiesta di indagine si basa specificamente sulle gravi informazioni contenute nella relazione della Corte dei Conti.  Dalla  citata Relazione ,  a seguito dell’analisi dettagliata delle clausole  contrattuali negoziate con le banche  controparti, emerge infatti  la valutazione  di rischi di esposizione per il Comune sul “pagamento di flussi finanziari crescenti, senza alcun limite”; su “ vere e proprie scommesse”  allestite  sui bilanci pubblici ; su “sbilanciamenti a favore delle banche” alle quali sembrano corrispondere “commissioni implicite”. Alla  Corte Dei Conti, in sintesi ,  “non pare, pertanto, che la complessa gestione delle operazioni di finanza derivata poste in essere dal Comune abbia rispettato gli obiettivi fissati dalla legge di riduzione del costo finale del debito e di riduzione dell’esposizione ai rischi di mercato”.
Alla stessa conclusione giunge l’ “Analisi Sintetica dei derivati   stipulati dal Comune di Roma prodotta per l’Associazione Antigene dagli analisti finanziari indipendenti della LS  Advisor,  Lucio Sgarabotto e Giovanni Montani  che si allega in copia.
Le negazione di ogni diritto di informazione dei cittadini romani su una questione che vincola il Comune a contratti che fino al 2050 potrebbero esporlo al pagamento di interessi altissimi  fa da eco alla mancanza di qualsiasi iniziativa  delle forze politiche di maggioranza e di opposizione in consiglio comunale per far luce su una simile situazione.
La vicenda si inserisce  nel quadro più ampio della gestione del bilancio  dell'ente, caratterizzato dalla totale assenza di trasparenza e da una serie deroghe ai principi fondamentali di contabilità degli enti locali, di cui all’art 162 del Testo Unico degli enti locali, relativi all'obbligo di unità, annualità, veridicità,  attendibilità e pubblicità dei bilanci, nonché alle clausole poste dall’art. 119 della Costituzione in materia di vincoli sull’indebitamento e di clausole in materia di   garanzia  dello Stato sui prestiti contratti dagli Enti Locali.
Il Comune di Roma ha rigettato più volte la richiesta di accesso agli atti sui contratti derivati inoltrata  da Antigene, Federconsumatori e Adusbef  e senza la Relazione della Corte dei Conti non se ne saprebbe ancora nulla. Malgrado ciò , non un consigliere comunale, di maggioranza o di opposizione, ha risposto al nostro appello  per ripristinare  il ruolo di controllo  istituzionale che spetta al Consiglio su una situazione così pericolosamente oscura rispetto ai destini della città e dei suoi abitanti.
Basti dire che,  malgrado il lungo commissariamento affidato al  sindaco Alemanno,  non si conosce ancora l’ammontare  certo del debito, dei suoi interessi e dei suoi costi impliciti, e tutto, continua a navigare su minacce di rivelazioni  o intese  bipartisan, non meglio esplicitate,  a fronte di un  disavanzo finanziario ormai evidente anche se non formalmente dichiarato.
Roma, li 13 luglio 2010

Lidia Mazzola –
Presidente  Associazione Antigene – 3396904136 –  www.info.antigene@libero.it

Riccardo Magi
Segretario Radicali Roma
3338042937
www.radicaliroma.com

Derivati Comune Roma.pdfDerivati Comune Roma.pdf
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sabato 29 maggio 2010

COMUNE DI ROMA: DAL GOVERNO "AMICO", INVECE DI ARRIVARE UN SERIO AIUTO AD USCIRE DALLA VORAGINE LASCIATA DA VELTRONI, ARRIVANO SOLO 300 MILIONI DI EURO (DEI 500 PROMESSI), E SOPRATTUTTO UNA RAFFICA DI NUOVI ONERI, FRA CUI ADDIRITTURA LA MESSA A PEDAGGIO DEL GRANDE RACCORDO ANULARE...

DAL MESSAGGERO DEL 26 MAGGIO 2010 - 
ARTICOLO:  "Roma. tassa di 10 euro per i turisti, arriva il contributo di soggiorno. La manovra: strumenti finanziari dovuti alla "situazione di eccezionale squilibirio del comune"
DAL GOVERNO "AMICO", INVECE DI ARRIVARE UN SERIO AIUTO AD USCIRE DALLA VORAGINE LASCIATA DA VELTRONI, ARRIVANO SOLO 300 MILIONI  DI EURO (DEI 500 PROMESSI), CHE NON BASTANO A COPRIRE NEANCHE META' DELLA RATA 2010 DEI CONTRATTI-DERIVATI LASCIATI DA VELTRONI E CAUSI (698 MILIONI DI EURO !!!), E SOPRATTUTTO UNA RAFFICA DI NUOVI ONERI ED AUMENTI, FRA CUI SPICCA ADDIRITTURA LA MESSA A PEDAGGIO DEL GRANDE RACCORDO ANULARE...e meno male che era un governo amico !
 DAL CORRIERE DELLA SERA -EDIZIONE ROMA DEL 23 MAGGIO 2010 -
ARTICOLO: "Polemiche: Nella bozza della manovra Tremonti compare anche un possibile via libera all'ANAS per un pedaggio sul GRA. Un coro di No"
  • Certo, che se questo è un "governo amico"....
  • Insomma, per salvare la Grecia si accendono oltre 5 miliardi di euro, ossia 5000 milioni, in titoli di stato, mentre per la capitale della Nazione, Roma, non se ne riescono a trovare neanche 500 di milioni di euro ???
  • E allora un governo "nemico" cosa farebbe, per la Capitale della Nazione ?
  • Mentre per il Nord, la cosiddetta Padania di Bossi e Tremonti, pare che i soldi per le infrastrutture si siano sinora trovati.....

LA DURA DENUNCIA DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIGENE E DI FERERCONSUMATORI DIVIENE ANCHE UN'INTERROGRAZIONE DEL SENATORE LANNUTTI (IDV), PRESIDENTE DELL'ADUSBEF

VEDI: http://www.antigene.org/sui-derivati-del-comune-di-roma-la-voce-di-antigene-arriva-in-senato.htm

Venerdì 28 Maggio 2010 15:00
voragine2L'intervento del  Presidente di Antigene,  Lidia Mazzola,  sul debito in derivati del Comune di Roma, presentato in sede di Conferenza Stampa del 17 maggio, viene interamente ripreso dal Senatore IdV  e Presidente dell'Adusbef , Elio Lannutti che ne fa oggetto di interrogazione  in Senato ai Ministri dell'Economia e delle Finanze, per la Pubblica Amministrazione e l'innovazione e dell'Interno.
Riprendendo interamente  quanto documentato dall'Associazione Antigene, il Senatore Lannutti chiede di sapere:

- quali iniziative, nelle opportune sedi di competenza, il Governo intenda assumere al fine di garantire l'immediato accesso agli atti ai cittadini romani che, pagando il conto delle Pubbliche amministrazioni, in termini di aumento di tariffe, riduzione di servizi ed infrastrutture, hanno il diritto di sapere, in base alle norme sulla trasparenza dell'attività amministrativa e sull'accessibilità agli atti delle Amministrazioni, quanto, per che cosa e chi stanno pagando;

- se risulti al Governo che i contratti derivati sottoscritti dal Comune di Roma siano stati stipulati con la dovuta perizia e la necessaria cautela oppure se sono riscontrabili errori e manchevolezze, e, ell'eventualità, a chi ne debba essere attribuita la responsabilità in termini economici oltre che politici;

- se risulti che siano emerse eventuali responsabilità anche con riferimento all'attività di vigilanza svolta dagli organismi preposti, relativamente ai fatti richiamati nelle premesse.

Antigene, d'intesa con Federconsumatori Nazionale, Adusbef Nazionale e la Rete Romana di Mutuo Soccorso, (in rappresentanza di oltre 80 Comitati e Associazioni romane), presenterà nei prossimi giorni , rinnovata richiesta di accesso agli atti.

Non molleremo la presa, tanto più dopo aver preso atto,  con la manovra finanziaria, di quale ricaduta sui bilanci dei prossimi decenni abbiano questi debiti:  decurtazione dei redditi dei dipendenti pubblici, aumento del costo dei servizi, taglio sugli investimenti.

Leggi Interrogazione al Senato di Elio Lannutti

venerdì 28 maggio 2010

"Derivati" tossici. I lati oscuri del debito comunale. Ormai le notizie relative all'incredibile "buco" di finanza creativa in quasi 7 miliardi di contratti derivati lasciati in eredità ad Alemanno da Veltroni e Causi si diffondono

FONTE: http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=17912


"Derivati" tossici. I lati oscuri del debito comunale
Una coltre di silenzio bipartisan sull’affaire. Le denunce di Antigene, Federconsumatori e Rete Romana di mutuo soccorso. Chiesto l’accesso agli atti per conoscere tutti i risvolti del debito, 

di Aldo Pirone - 24/05/2010

"Faccio un appello a tutte le forze politiche, sociali ed economiche romane a intervenire sul Governo e sul Parlamento affinché sia finanziato definitivamente il Piano di rientro. Un'occasione di responsabilità collettiva in un periodo economico estremamente difficile, in cui il dissesto del Comune di Roma sarebbe un segnale negativo a livello nazionale e internazionale". Questo il drammatico grido di dolore lanciato dal Sindaco Alemanno nei giorni scorsi.
Senza piano di rientro dal debito non c’è quel Bilancio comunale che ancora si aspetta. Senza Bilancio c’è il fallimento economico, politico e amministrativo.
Il debito accumulato dal Campidoglio è enorme. Secondo “il Sole 24 ore” del 3 marzo2010 viaggerebbe verso i 12 miliardi di euro. Circa 24 mila miliardi di vecchie lire. Viene da lontano e andrà lontano.
L’ultimo sindaco della Prima Repubblica Carraro nel 1992 lo lasciò sui 4 miliardi e rotti ai suoi successori di centrosinistra Rutelli e Veltroni. Per gran parte costituito dal ripiano dei costi del trasporto pubblico.
Nel 2001 era lievitato a 6 miliardi, nel 2008 la cifra del debito programmato era certificata dalla Ragioneria generale dello Stato a quota 9,8 miliardi. 
(INSOMMA CON RUTELLI, MA SOPRATTUTTO CON VELTRONI IL DEBITO E' SALITO QUASI A 1O MILIARDI !!! I SUCCESSIVI QUASI DUE, NEGLI ULTIMI 2 ANNI, SONO IN LARGA PARTE DI INTERESSI !)
Alla gestione Alemanno va addebitato il gran premio della montagna dei 12 miliardi.
Dentro a questo grande buco nero è entrato di tutto. Gli sprechi, la lievitazione del costo delle opere pubbliche e dei servizi, gli appalti compiacenti e le licitazioni private clientelari, l’incapacità amministrativa, le consulenze milionarie, il clientelismo elettoralistico e la corruzione. Insomma l’abbassamento complessivo della fibra morale del Paese nel finire della Prima e nel prosieguo della Seconda Repubblica.
Ma quello che oggi preoccupa è la composizione di questo fardello. E sì, perché una parte di esso è fatta dai cosiddetti “derivati”, i famigerati strumenti finanziari potenzialmente tossici che sono stati alla base della recente crisi finanziaria mondiale e della conseguente recessione economica.
Tutto è cominciato nel 2001 con la tremontiana “creatività” finanziaria. Quella che al termine del quinquennio berlusconiano dissestò i conti pubblici poi messi a posto e in sicurezza dai tanto vituperati Prodi e Padoa Schioppa.
Mago Tremonti con la finanziaria del 2002 concesse agli Enti locali di poter ricorrere ai “derivati”. Secondo la Corte dei conti i Comuni che hanno colto il frutto proibito sono 737 insieme a 40 Province e 13 Regioni per un debito complessivo di 35,6 miliardi.
Ma perché gli Enti locali sono ricorsi a questi strumenti finanziari? Per ridurre i costi di gestione del loro debito aiutandone la ristrutturazione. Sottoscrivendo però con le Banche contratti derivati è come se avessero avallato cambiali che, viaggiando nel vasto e oscuro mondo della finanza, non si sa più a chi stiano in mano.
Per quanto riguarda il debito capitolino la Rete Romana di mutuo soccorso, che raccoglie più di 80 fra comitati di quartiere e associazioni della città, ha denunciato in un comunicato stampa del 17 maggio che “i derivati stipulati dal sindaco Walter Veltroni e dall'assessore Marco Causi, ammontano a ben 6 miliardi 951 mila euro. I relativi interessi sono ammontati, per il 2008 a 467 milioni di euro, per il 2009 a 633 milioni di euro, e per il 2010 ammonteranno a ben 689 milioni di euro; insomma il contributo del Governo Nazionale che avrebbe dovuto consentire di risanare il debito del Comune di Roma, non basta neanche a pagare gli interessi per quest'anno”. Anche i tanto sbandierati finanziamenti per Roma capitale saranno per gran parte inghiottiti dagli interessi. Rischiamo di pagare fino al 2048.
L’associazione Antigene e la Federconsumatori, che da tempo seguono le tracce di questi strumenti infetti, hanno chiesto al Comune l’accesso agli atti. Vogliono vedere le carte del debito. Tutte le carte. Per ora hanno ricevuto solo dinieghi e silenzi imbarazzati, ma non hanno alcuna intenzione di mollare. La Rete denuncia “il silenzio della stampa, degli altri organi di informazione” e anche quello, pour cause, dell’opposizione di centrosinistra ancora avvolta dai fumi della tossicodipendenza finanziaria.
Il rischio è serio. La bolla finanziaria speculativa che in America ha travolto il sistema bancario e assicurativo poi salvato con i soldi dello Stato e dei contribuenti, qui in Italia rischia di travolgere gli Enti locali già strozzati dai tagli governativi.
Il Campidoglio, per esempio, può essere chiamato all’improvviso a dover fronteggiare il debito connesso ai contratti dei “derivati”. A quel punto sarebbe costretto a dismettere i beni pubblici in favore delle Banche, proprio quelle che gli hanno rifilato le polpette avvelenate, compresi quelli demaniali dello Stato in via di trasferimento per ripianare il debito comunale.
Una gigantesca espropriazione di beni collettivi da parte del sistema finanziario privato. Questi beni, essenzialmente aree ed edifici, sarebbero oggetto poi di un’ovvia valorizzazione speculativa che avrebbe pesanti ripercussioni anche sulle politiche urbanistiche innescando una nuova incontrollata espansione della città e un ulteriore saccheggio dell’agro romano.
E tutto ciò mentre i cittadini sarebbero chiamati a nuovi pesanti sacrifici per ripianare il resto del debito con l’aumento delle tariffe comunali, dalla Tari ai trasporti, e il taglio dei servizi, dalla scuola alle spese sociali.
Questo accade quando per riempire il buco del debito ci si affida ai bucanieri della finanza creativa.



lunedì 24 maggio 2010

STAMATTINA, LUNEDI' 24 MAGGIO 2010, ORE 11.30: NON PERDETE SU RADIO POPOLARE LA TRASMISSIONE DEDICATA ALL'INCREDIBILE VORAGINE CHE STA EMERGENDO DI QUASI 7 MILIARDI DI CONTRATTI-DERIVATI LASCIATI IN "EREDITA'" DALLA GIUNTA VELTRONI AL SINDACO ALEMANNO, DENUNCIATA LUNEDI' SCORSO DA ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIGENE E FEDERCONSUMATORI

LUNEDI  24 MAGGIO - ORE 11,30 - RADIO POPOLARE ROMA - LA "CASA DELLA CITTA" - IN COLLABORAZIONE CON LA RETE ROMANA DI MUTUO SOCCORSO 
FREQUENZA FM 103,3   (ascoltabile anche  in streaming su  www.radiopopolareroma.it) -  06899291 per intervenire in diretta

Il Comune di Roma al dissesto, il bilancio 2010 ancora da approvare, un debito di oltre 9 milioni di euro di cui  ben 6 miliardi 951 mila sono costituti da contratti per derivati stipulati  durante l'Amministrazione Veltroni. I relativi interessi sono ammontati, per il 2008 a 467 milioni di euro, per il 2009 a 633 milioni di euro, e per il 2010 ammonteranno a ben 689 milioni di euro. Una voragine che già ora inghiotte più del contributo del Governo Nazionale per risanare il debito e destinata a a pesare sulle finanze comunali fino al 2048.

Eppure una pesantissima cappa di silenzio pesa su tutta questa situazione !

Il Comune di Roma continua ad opporre un silenzio di tomba alla richiesta di accesso agli atti relativi ai contratti per derivati presentata congiuntamente nell’ottobre del 2009 da Federconsumatori Nazionale e dall’Associazione Antigene, L'opposizione attacca la Giunta per i mancati trasferimenti ai Municipi con Giunte di sinistra, ma negli ultimi anni  non  risulta aver mai chiesto un dibattito in aula né una riunione in commissione bilancio sulla natura e sullo stato del debito. Giornali e radio tacciono e non pubblicano nemmeno una riga sulla conferenza stampa indetta da Federconsumatori e Associazioni Antigene il 17 maggio u.s..

I cittadini già ora pagano tutto questo, in termini di aumento di tariffe, riduzione di servizi, mancati investimenti per infrastrutture. Di fronte al precipitare della crisi internazionale però rischiano ora di veder finire nelle mani dei creditori pezzi importanti dell'immenso patrimonio pubblico (edilizio, ambientale, agricolo, magari pure i beni demaniali appena trasferiti nelle mani del Comune di Roma).
 Insomma che sta succedendo?
 Tenteremo di trovare risposte parlandone con Lidia Mazzola Presidente Ass.ne Antigene,  Claudio Paielli - Federconsumatori Roma e Lazio, Lorenzo Santovincenzo -  RRMS, Paolo Berdini - urbansita, Vittorio Emiliani giornalista ambientalista.
 RIVEDETE IN QUATTRO NOSTRI VIDEO, RADUNATI IN UNICA PLAYLIST, LA CONFERENZA STAMPA DI LUNEDI' SCORSO 17 MAGIO 2010 IN CUI E' STATA DENUNCIATA LA VORAGGINE DA QUASI SETTE MILIARDI DI CONTRATTI-DERIVATI ILASCIATI DALLA GIUNTA VELTRONI:
 

sabato 22 maggio 2010

GIOVEDI 20 MAGGIO 2010: IL SINDACO ALEMANNO LANCIA UN PRECISO AVVERTIMENTO AL GOVERNO A PROPOSITO DELLE OLIMPIADI 2010, "CI MUOVEREMO DOPO IL BILANCIO. VENERDI' 21 MAGGIO: NELLA RELAZIONE DEL MINISTRO TREMONTI SULLA MANOVRA ECONOMICA LEGGIAMO" A DECORRERE DALL'ANNO 2011"...ARRIVANO I SOSPIRATI 500 MILIONI DI EURO PER ROMA. MA NON BASTANO NEANCHE A COPRIRE LA RATA DEL 2010 DEL DEBITO PER I CONTRATTI DERIVATI, E COMUNQUE ARRIVERANNO SOLO DAL 2011, E PER IL 2010 CHE SI FA ? COME FARA' IL COMUNE DI ROMA AD APPROVARE IL BILANCI0 2010 ?

Ormai cari lettori, per saperne di più di ufficiale sulla gravissima crisi economica del Comune di Roma e sulle iniziative ufficiali per farvi fronte:
DA UN LATO BISOGNA RIVOLGERSI A BLOG COME IL NOSTRO (OVE POTETE TROVARE LA CONFERENZA STAMPA DI ANTIGENE E FEDERCONSUMATORI), OPPURE COME "CRISIS", ED ALTRI  SITI ECONOMICI INDIPENDENTI DAL MONDO DELL'ECONOMIA UFFICIALE, CHE E' GENERALMENTE COMPATTO SULLA CONSEGNA DEL più ampio ed abbottonato silenzio !
  • OPPURE BISOGNA LEGGERE FRA LE RIGHE DEGLI ARTICOLI, come i due che vi proponiamo dal Corriere della Sera-edizione Roma, quello di venerdì 21 maggio 2010, dal titolo rivelatore "Prima il bilancio, poi le olimpiadi", e quello di sabato 22 maggio 2010 dal titolo "Manovra: dal governo 500 milioni per Roma".
LEGGETEVELI BENE, MA DOMANDATEVI ANCHE VOI SE NON VI VIENE SPONTANEO FARE LE STESSE CONSIDERAZIONI E FARVI LA STESSA DOMANDA CHE CI SIAMO FATTI NOI A LETTURA FINITA:
  • GIOVEDI 20 MAGGIO 2010: IL SINDACO ALEMANNO LANCIA UN PRECISO AVVERTIMENTO AL GOVERNO A PROPOSITO DELLE OLIMPIADI 2010, "CI MUOVEREMO DOPO IL BILANCIO. 
  • VENERDI' 21 MAGGIO: NELLA RELAZIONE DEL MINISTRO TREMONTI  SULLA MANOVRA ECONOMICA LEGGIAMO" A DECORRERE DALL'ANNO 2011"...ARRIVANO I SOSPIRATI 500 MILIONI DI EURO PER ROMA. 
Domanda: 
MA SE QUESTI 500 MILIONI, CHE  COMUNQUE ARRIVERANNO SOLO DAL 2011, NON BASTANO NEANCHE A COPRIRE LA RATA DEL 2010 DEL DEBITO PER I CONTRATTI DERIVATI, CORRISPONDENTE A 698 MILIONI, PER IL 2010 CHE SI FA ? 
COME FARA' IL COMUNE DI ROMA AD APPROVARE IL BILANCI0 2010 ?

ANDATEVI A LEGGERE IN ANTEPRIMA IL DOCUMENTO DEL GOVERNO SULLA MANOVRA DA 24 MILIARDI CHE CI ATTENDE, IN CUI TROVATE IL CONTRIBUTO STRAORDINARIO PER IL COMUNE DI ROMA:
http://www.corriere.it/Media/pdf/documento_manovra210510.pdf

LA CRISI DEI DERIVATI A ROMA ED IN ITALIA: DOPO LA GRECIA PUO' TOCCARE ALL'ITALIA ? SPERIAMO DI NO ! MA INTANTO LEGGIAMO QUESTO INTERESSANTE CONTRIBUTO DEL SITO "CRISIS", A PROPOSITO DELLA DIFFICILISSIMA EREDITA' LASCIATA AD ALEMANNO DA WALTER VELTRONI

FONTE: http://crisis.blogosfere.it/2010/05/la-tegola-dei-derivati-dopo-la-grecia-puo-toccare-allitalia.html

" Quante volte ho scritto della mia impressione che i massimi decisori della finanza internazionale fossero, in fondo, degli apprendisti stregoni?
Come Topolino nella celeberrima scena di Fantasia, a questi apprendisti era parsa una buona idea farsi aiutare da tanti "servitori virtuali" a fare i lavori di casa. 
Ovvero, nel loro caso, a raddrizzare istituti in sofferenza, deficit crescenti,economie barcollanti, stili di vita dissipativi e non compatibili con il bilancio tra dare ed avere, dalla scala del singolo a quella del "sistema paese".
Per non parlare, ovviamente, della vitale necessità di mantenere la sempiterna crescita dell'economia, sola speranza di tappare i buchi nella sempre più rammendata tela di Penelope che instancabilmente tessevano.
Quel che succedeva a Topolino è ben noto: gli aiutanti "magici", virtuali, gli prendevano la mano e cominciano a fare troppo, troppo in fretta, ciecamente ed implacabilmente.
E' quello che è successo con i famigerati "strumenti derivati", che purtroppo sono stati proposti in modo crescente, anche nel nostro bel paese.
Con quel quid, ovviamente, che sempre ci caratterizza.
Non solo ai risparmiatori più in vena di rischiare, quindi, ma anche alle nostre sgangheratissime amministrazioni locali, con il bel risultato che al deficit di bilancio "strutturale" di molte di queste si è sommato un ulteriore, GRANDE, disavanzo dovuto alle spericolate operazione finanziarie fatte con i loro ( ovvero nostri) soldi nel rarefatto mondo della finanza virtuale.
Poi sono arrivate, immancabili come la pioggia a Primavera, le rogne di stagione.
Dopo gli ultimi tre anni e specialmente le ultime tre settimane, i singoli governi e paesi cercano di smarcarsi, porgendo il fiero ed amaro calice del rischio sistemico ai loro vicini, ad esempio proibendo i giochi più sporchi sulle proprie piazze ( nel caso specifico le vendite allo scoperto dei titoli derivati ) lasciando che a giocare con il fango ( e/o scherzare con il fuoco) siano i suddetti vicini. 
In questo contesto, improvvisamente occhiuto ( ovviamente sempre e solo sulle malefatte altrui ) anche queste cosuccie e peccatucci vengono all'"improvviso" a galla. Si tentano strani paralleli, tra economie porcine e quindi, per definizione, peracottare e bancarottiere.
Ad esempio Grecia ed Italia, ambedue viste come malfidate, inaffidabili, furbastre e levantine. in breve: "una faccia una razza" Esagero? Beh...
Il pm che ha sviluppato l'indagine sulle immancabili malversazioni connesse al business dei derivati "pubblici"nella requisitoria di apertura del processo, a Milano, ha affermato che l'esposizione degli enti locali ed istituzioni varie italiche sul mercato dei derivati, se compiutamente compresa nella sua estensione e gravità, potrebbe far perdere di botto credibilità ( quel che ne resta) al ns paese, scaraventandoci immediatamente accanto alla Grecia.
Non si è inventato nulla.
I rischi connessi al mercato dei derivati erano già chiari ALMENO 3 anni fa e lo prova , nero su bianco, un documento, presentato dal Direttore Generale della Banca D'Italia, in occasione di una audizione presso la VI Commissione parlamentare.  
Potete leggere qui (OSSIA AL LINK:
http://www.martingalerisk.com/files/saccomanni_061107.pdf  ),  quale fosse la situazione ad Agosto 2007, appena prima dell'esplosione della bolla dei Subprime, innesco per la Crisi Mondiale.
In sintesi:l'esposizione, dichiarata in rapida crescita, degli enti locali era stimata  essere intorno ad un miliardo di euro.
Si evidenziava, comunque, l'urgenza di una riforma, di leggi, di regole, che impedisse agli amministratori locali, dato l'evidente conflitto di interessi potenziale, di deliberare investimenti in questi settori ad alto rischio.
Cosa successe, in seguito a quella audizione? poco, molto poco, quasi nulla.
L'unico vero intervento sul punto fu ( ma c'era bisogno di dirlo?) una puntata di Report , qualche mese dopo, ad Ottobre, quando il bubbone si stava ingigantendo e la bolla dei Subprime era appena esplosa.
L'andazzo continuò ed anzi si intensificò, approfittando del (bipartisan) vuoto legislativo, mentre i nosti fini decisori si affannavano a concepire social card ed altre creative trovate anticrisi.
I nostri amministratori locali, forse dolosamente, come sostiene il PM prima citato, continuarono ad investire soldi pubblici in operazioni azzardate che garantivano, in ogni caso, immediati ed importanti introiti all'intermediario finanziario.
Il documento finale della Commissione di inchiesta parlamentare, solo due mesi fa aveva concluso senza evidenziare un rischio sistemico per le finanze locali e/o nazionali ma solo isolati casi, sfortunate circostanze, congiunzioni astrali sfavorevoli, che avevano portato alcune amministrazioni ad inguaiarsi. Risolvibili con alcune ben definite modifiche. Ovviamente niente si è fatto, tutto è a mezz'aria, essendo il Governo ( ma c'e' bisogno di dirlo?) in altre faccende affaccendato.
A parte il caso eclatante del Comune di Recanati, che, qualunque siano i numeri, barcolla sotto il peso delle proprie "sfortunate" speculazioni, arrivando perfino a meritare un articolo del Washington Post , erano decine, forse centinaia le amministrazioni inguaiate" (FRA CUI SOTTOLINEIAMO NOI IL COMUNE DI ROMA, CON WALTER VELTRONI, MARCO CAUSI, FABRIZIO GHISELLINI !).
La Consob, sollecitata dall' Adusbef, aveva preso severi provvedimenti.
Ovviamente NON contro i propri associati, ovvero gli istituti finanziari che avevano proposto quegli strumenti di sterminio finanziario di massa  AD ENTI ED AMMINiSTRAZIONI PUBBLICHE, ovviamente amministrati da implumi, inani ed inetti figuri ( anche complici? Si vedrà, anche in base a quel che succede nel processo di Milano).
No, la Consob aveva severamente punito...l'Adusbef stessa.
Come potrete vedere da soli in questa lettera aperta, quanto furente del Presidente della Adusbef stessa.
OVVIAMENTE, via via che l'incendio si allarga i distinguo fioccano/abbondano e germogliano come asparagi di stagione.
Siamo arrivati, dati recenti MA non definitivi, ad una esposizione di ben 35 miliardi , quasi tutti, quindi, contrattati DOPO la trasmissione di report e l'audizione alla VI commmissione del 2007.
La CONSOB, nel suo piccolo, si emenda e si ricostruisce una plasticosa verginità.
 Non sono ovviamente il solo ad aver affrontato questi problemi ed il loro contributo al rischio sistemico. Un esempio di un post chiarificante, con anche un interessante battibecco tra i commenti, lo trovate qui .

Per come vanno le cose è facile che, a parte il rischio, certo non remoto, che qualcuno decida che l'Italia è scarsamente affidabile perchè trucca i conti, esattamente come la Grecia, ci saremmo potuti risparmiare la manovra economica lacrime e sangue che si profila rapidamente all'orizzonte.
Ovviamente SE  i nostri decisori avessero bloccato questo genere di operazioni quando fu lanciato l'allarme, ovvero, ufficialmente e provatamente ( oltre che in modo esaustivo) nell'Agosto 2007.
La manovra economica di Tremonti è di 26 miliardi di euro, pare.
L'esposizione dei nostri vari enti è è di ALMENO 39 miliardi di euro.
Pere e mele non si confrontano?
Certo. Resta il fatto che di questi 35.5 miliardi di euro una certa, probabilmente non trascurabile, percentuale è GIA' sicuramente persa. Il resto potrebbe esserlo entro breve.
In ogni caso per le banche è stato, è, sarà, un ottimo affare. Le commissioni per il riscatto anticipato si pagano. Stime prudenti parlano, al minimo, di miliardi di euro".
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