martedì 26 novembre 2013

Una simulazione dei possibili effetti economici: ALL'ITALIA CONVIENE ABBANDONARE L'EURO ! NON possiamo finire STRANGOLATI !!!

LINK: http://economia.virgilio.it/foto/simulazione-all-italia-converrebbe-lasciare-eurozona-tornare-alla-lira.html#4

Simulazione: all'Italia converrebbe lasciare l'Eurozona e tornare alla lira
All'Italia converrebbe davvero lasciare l'Eurozona e tornare alla vecchia moneta nazionale, ossia la lira? Secondo una simulazione del sito Scenarieconomici.it decisamente sì, anche se le variabili sono parecchie e non sempre prevedibili. Tre gli scenari presi in considerazione: 1) mantenimento dell’euro con le attuali politiche di austerità; 2) mantenimento dell’euro con politiche espansive; 3) ritorno alle monete nazionali. Per semplicità di esposizione, lo studio si concentra sugli effetti previsti su disoccupazione, inflazione, deficit, debito, partite correnti e crescita del pil per Italia e Germania, e indica che il ritorno alla lira permetterebbe all’Italia di recuperare sul fronte della crescita. La Germania, al contrario, finirebbe per subire tangibili contraccolpi economici.

PERMANENZA NELL'EURO CON ATTUALI POLITICHE DI AUSTERITA'

All'Italia converrebbe davvero lasciare l'Eurozona e tornare alla vecchia moneta nazionale, ossia la lira? Secondo una simulazione del sito Scenarieconomici.it decisamente sì, anche se le variabili sono parecchie e non sempre prevedibili. Tre gli scenari presi in considerazione: 1) mantenimento dell'euro con le attuali politiche di austerità; 2) mantenimento dell'euro con politiche espansive; 3) ritorno alle monete nazionali. Per semplicità di esposizione, lo studio si concentra sugli effetti previsti su disoccupazione, inflazione, deficit, debito, partite correnti e crescita del pil per Italia e Germania, e indica che il ritorno alla lira permetterebbe all'Italia di recuperare sul fronte della crescita. La Germania, al contrario, finirebbe per subire tangibili contraccolpi economici.
-Disoccupazione: In salita dal 12% al 14% per l'Italia, in discesa verso quota 4% per la Germania.
-Inflazione: tra lo 0,5% e l'1,5 per l'Italia, tra l'1% e l'1,7% per la Germania. -Deficit: stabile intorno al 3% per l'Italia, attivo di bilancio intorno all'1% per la Germania.
-Debito pubblico: in salita verso il 150% del pil per l'Italia, in discesa verso il 60% per la Germania.
-Partite correnti (esportazioni): variabile fra un surplus dell'1% e un deficit dell'1% per l'Italia. Surplus costante tra 5% e 6% del pil per i tedeschi.
-Crescita pil: recessione fino al 2019 per l'Italia, crescita fra lo 0,7% e il 2% per la Germania.

 PERMANENZA NELL'EURO CON POLITICHE ESPANSIVE

-Disoccupazione: In discesa dal 12% all'8% in Italia. Costante intorno al 5% per la Germania. -Inflazione: oscillante fra l'1,2% e l'1,8% per l'Italia. Fra l'1,5% e poco più del 2% per la Germania. -Deficit: in miglioramento al 2% del pil in Italia. Tra lo 0% e l'1% in Germania.
-Debito pubblico: mediamente al 135% in Italia, in discesa verso il 60% per la Germania.
-Partite correnti (esportazioni): surplus variabile fra l'1% e il 2,5% in Italia. Partite correnti in discesa dal 7% al 2% del Pil per i tedeschi. -Crescita pil: intorno al 2% per l'Italia, stesso risultato per la Germania.

 

RITORNO ALLE MONETE NAZIONALI

-Disoccupazione: in calo all?8% in Italia,in aumento sopra l'8% per la Germania.
-Inflazione: oscillante tra l'1,5% e il 3,5% per l'Italia. Tra l'1,5 e il -1,5 per i tedeschi.
-Deficit: in miglioramento verso pareggio di bilancio quello italiano, tra lo 0 e il 3% quello tedesco. -Debito pubblico: In discesa verso il 105% il nostro, in salita al 90% per la Germania.
-Partite correnti (esportazioni): per l'Italia variabili da un surplus dell'1% a uno del 5,5%. In Germania oscillanti tra surplus in discesa dal 7% del pil a un deficit dell'1%.
-Crescita pil: in recupero fino al 2% il nostro. Pressochè fermo quello teutonico.

 

CONCLUSIONI

Impossibile non evincere che il ritorno alla lira permetterebbe all'Italia di recuperare sul fronte della crescita, di abbattere deficit e debito pubblico, di abbassare la disoccupazione, anche se non a livelli di piena occupazione e ancora in peggioramento rispetto ai dati pre-crisi e di migliorare enormemente il saldo delle partite correnti. Unico neo è lo storico problema dell'inflazione superiore a quella dei nostri diretti competitor, con una crescita dei prezzi che nei primi anni potrebbe arrivare al 3,5% (anche se per lo più per l'inflazione importata, ossia per il deprezzamento della lira rispetto alle valute straniere). In ogni caso, pare di capire che saremmo beneficiari netti di un ritorno alla lira, mentre la Germania subirebbe gravi contraccolpi economici.

 

2 commenti:

Francesco ha detto...

Lasciare l'euro è un vero SALTO NEL BUIO!!! lo studio non è comprovato da casi concreti.... fin'ora NESSUN PAESE è uscito dall'euro. La colpa della crisi attuale NON E'L'EURO!!! semmai il contrario, bisogna entrare nell'ottica di una MAGGIORE INTEGRAZIONE EUROPEA armonizzando REGOLE, AUTHORITY, TASSAZIONE, CI VUOLE PIU' integrazione!! Pensate che i problemi della crisi si risolvano uscendo dall'euro???? questa è la soluzione??? ma siete completamente fuori di senno ??

TG Talenti - redazione ha detto...

LEGGA QUI !!!!
http://iusletter.com/via-il-tetto-del-3-il-modello-tedesco-non-e-per-tutti/