venerdì 7 settembre 2012

Grattacieli da 16 piani a Talenti: quando il Comune ci prende la mano a SimCity Quale pubblico interesse in 220 mila metri cubi di residenziale? Chiara la posizione di alcuni politici in Campidoglio, sconcerto dei cittadini all'assemblea partecipativa. L'ultima parola al Comune ed alla Regione “ . Un eloquente articolo di Francesca Divetta sul sito Roma Today

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LEGGETEVI TUTTO IL BELL'ARTICOLO DI FRANCESCA DIVETTA, ANCHE CON I PRECEDENTI SUL SITO ROMA TODAY AL LINK SOPRA INDICATO.

Grattacieli da 16 piani a Talenti: quando il Comune ci prende la mano a SimCity
Pannellature in legno, pavimenti in cotto, pratino all'inglese, qualche negozio. Persino un asilo ed una pista ciclabile. E addirittura uno (scarso) 10% di appartamenti in housing sociale per le famiglie più bisognose, che farebbe sciogliere il cuore anche al celebre Ebenezer Scrooge. Peccato che la piccola SimCity da 220 mila metri cubi che sorgerà a Casal Boccone non sia affatto benvoluta dai "sim-cittadini" del IV Municipio. Per quale ragione un'amministrazione pubblica dovrebbe farsi garante alla banca di un costruttore fallito? Per quale ragione un'amministrazione pubblica dovrebbe consentire a questo privato il cambio di destinazione d'uso? Dov'è il pubblico interesse in un progetto di grattacieli da sedici piani che, di fatto, darà in pasto al cemento ettari di agro romano? Esiste una legge regionale che consente ai privati di cambiare le destinazioni d'uso, questo è vero, ma il Comune di Roma non è affatto obbligato a dare le autorizzazioni richieste dalla Sansedoni S.p.A., se non addirittura ad intercedere (e premere) per la realizzazione del progetto.
L'ASSEMBLEA PARTECIPATIVA. Sconcertanti si sono rivelate, agli occhi dei cittadini presenti, alcune dichiarazioni fatte dai tecnici e dalle Istituzioni nel corso dell'assemblea partecipativa che si è tenuta ieri sull'Accordo di Programma Casal Boccone. Una riunione che di partecipativo ha avuto ben poco: due ore per illustrare il progetto, poi sono state raccolte le osservazioni dei cittadini, infine le conclusioni di tecnici e politici. "L'ipotesi zero", quella cioè di non costruire, al momento non viene neanche presa in considerazione. Quindi il progetto andrà in commissione al Comune, poi in Consiglio Comunale, pubblicato e ufficializzato, poi passerà in Conferenza dei Servizi, poi ancora in Regione, per poi tornare al Consiglio Comunale. Chi può fermarlo? Il Consiglio Comunale, oppure la Regione. Fin troppo chiara la posizione dell'Assessore capitolino all'Urbanistica, Marco Corsini, che a quanto pare vede con particolare favore i progetti sui grattacieli. L'unica speranza rimasta, dunque, è che il progetto soccomba in assemblea capitolina, alla quale certamente parteciperanno molti cittadini. Di certo gli interessi su questo progetto sono trasversali e sfuggono alle logiche di partito. Il Municipio si è già schierato all'unanimità, e a rappresentarlo ieri è stato il Presidente del Municipio, Cristiano Bonelli, che ha dichiarato: "Non si può non tenere conto della contrarietà a questo progetto che il Municipio e i cittadini hanno già espresso. Il territorio ha preso una posizione che più chiara non potrebbe essere, e il compito di un'amministrazione pubblica come il Comune non è forse quello di rappresentare questi cittadini?".
Grattacieli da 16 piani a Talenti: quando il Comune ci prende la mano a SimCity
QUALE PUBBLICO INTERESSE? Il pubblico interesse richiesto dall'articolo 34 del Tuel secondo i tecnici ci sta tutto. I cittadini faticano invece ad individuarlo, a meno che per interesse pubblico non si faccia riferimento a quel 10%, decisamente abbondante, di appartamenti in housing, con cui certamente si risolverà il problema dell'emergenza abitativa a Roma. Ironia a parte, un cittadino sintetizza così la posizione di molti abitanti del IV Municipio: "A Roma, e soprattutto in IV Municipio, la percentuale di invenduto è alta. Se avessero costruito servizi, magari un ospedale o altro, saremmo stati tutti contenti. Lo saremmo stati anche se la percentuale di housing fosse stata consistente, anzi se avessero fatto delle vere case popolari. Ma qui l'housing è quasi nullo, e gli appartamenti saranno venduti, chi più chi meno, ad abominevoli prezzi di mercato". Si chiude così, quindi, un altro capitolo sull'Accordo di Programma "Casal Boccone". E intanto un'ombra con le sembianze della purtroppo nota Delibera 218 cala ancora una volta sul IV Municipio, mangiato a poco a poco dall'insaziabile cemento.







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