sabato 12 dicembre 2009

FORTI SEGNALI DI ALLARME DAL GRUPPO TOTI-LAMARO: IN VENDITA IL MEGA CENTRO COMMERCIALE PORTA DI ROMA, ANCHE LUI IN CRISI

In un nostro precedente articolo ci eravamo già occupati del Gruppo Toti-Lamaro, protagonista con il Gruppo Caltagirone dell'operazione Porta di Roma, segnalandone -dal Corriere della Sera- uno stato di preoccupante crisi economica:
http://tg-talenti.blogspot.com/2008/11/dalla-delibera-bufalotta-allospedale.html
Avevamo in quella sede anche segnalato "l'aiutino" con cui qualche referente "politico" dell'epoca aveva tentato di "aiutare" un gruppo amico con l'operazione Ospedale Nuovo di Talenti, servita alla bisogna solo come scusa formale per chiudere il S. Giacomo, magari per scontare in banca qualche destinazione del fantomatico Ospedale di Talenti su terreni dei soliti noti...

Nell'agosto scorso sempre il Corriere della Sera era tornato ad occuparsi della situazione del gruppo che ancora sta costruendo e deve completare opere pubbliche 'obbligo a Porta di Roma, con un articolo dal titolo:
"IMMOBILIARI LE MOSSE DEL GRUPPO ROMANO CON 259 MILIONI DI PERDITE -Toti puntella il patrimonio"
http://archiviostorico.corriere.it/2009/agosto/21/Toti_puntella_patrimonio_mo_0_090821009.shtml
LO RIPORTIAMO QUI DI SEGUITO:
A pesare è stata soprattutto la cessione dello 0,35% in Unicredit.
Un' uscita predisposta nell' autunno scorso e costata al gruppo Silvano Toti una minusvalenza di 205 milioni di euro (a fronte di un valore di carico di 348 milioni, la vendita a 2,46 euro ad azione ha fruttato 143 milioni).
Non a caso il bilancio consolidato delle attività che fanno capo alla holding presieduta da Pierluigi Toti è stato archiviato con una perdita di 259 milioni di euro.

«Si tratta di una minusvalenza che ha sostanzialmente riassorbito le plusvalenze registrate nel corso dei precedenti esercizi», tiene a precisare il numero uno del gruppo romano attivo nel settore immobiliare e, tuttora, con partecipazioni del 12% in Gemina e del 5% in Rcs (società che edita Il Mondo ). Il pacchetto di Gemina non è stato svalutato e risulta ancora al valore medio di carico pari a 1,6 euro. La tempesta perfetta dei mercati si è dunque fatta sentire, tanto che a causare il peggioramento dell' ultimo anno (nel 2007 il gruppo aveva registrato utili per 25,6 milioni di euro) sono state le vendite e le svalutazioni di azioni quotate in Borsa. Un po' meglio è andata nel settore edilizio immobiliare, dove l' attività è stata meno deludente registrando un risultato operativo pari al 14,8% dei ricavi, ossia 22 milioni di euro. Non abbastanza, però, per non adottare una serie di contromisure indispensabili a rafforzare il patrimonio.
«Il contesto di crisi e la mancanza di una visione chiara su quello che potrebbe capitare nel medio termine ci ha spinto a predisporre una serie di azioni per migliorare la nostra posizione finanziaria e a concentrarci sulla valorizzazione delle attività industriali», spiega Toti.
Una delle prime mosse di cui ha beneficiato il gruppo è stata quella di rivalutare terreni e fabbricati contenuti nelle società controllate.
Un intervento che ha consentito di iscrivere a valore di bilancio beni per 467 milioni di euro, beneficiando così di una plusvalenza di 176 milioni di euro (l' immobile che ha generato l' apprezzamento più importante è quello che ospita la sede della Lamaro a Roma).
I 143 milioni incassati da Unicredit hanno, invece, consentito un alleggerimento sul fronte bancario con il rimborso anticipato di un prestito concesso da Banca Leona
rdo, un finanziamento erogato a sostituzione di un precedente affidamento ottenuto da parte di Morgan Stanley.
Alla fine del 2008, a fronte di asset per 1,5 miliardi, i debiti verso il sistema bancario ammontavano a 728 milioni di euro: di questi, 272 milioni andranno in scadenza entro il 2009 mentre i restanti 456 milioni hanno tempi di rimborso più lunghi.
Proprio per mettere fieno in cascina e sotto la supervisione dell' advisor Sinergetica, nelle ultime settimane il gruppo ha chiuso un paio di operazioni che hanno consentito di incassare circa 280 milioni e generato plusvalenze per quasi 110 milioni.
Nel primo caso si tratta della vendita di Galleria Colonna (ribattezzata Galleria Alberto Sordi) a Roma, che è stata acquisita da Sorgente sgr per 200 milioni (plusvalenza d
i 80 milioni e incasso praticamente immediato di quasi tutto l' importo).
Nel secondo caso della cessione, ormai in via di formalizzazione, del 27,8% di Sansedoni, la società di sviluppo immobiliare partecipata anche da Mps e dalla fondazione del Monte dei Paschi. In questo caso l' operazione prevede che a rilevare la quota di Toti siano l' ente e la banca senese attraverso il conferimento di un terreno edificabile a Roma (valore circa 50 milioni di euro) e il versamento di 25 milioni cash.
Come si vede le dichiarazioni ed i dati forniti da Toti al Corriere avevano l'evidente scopo di tentare di tranquillizzare il mercato, in una situazione in cui erano circolate all'epoca voci ben più allarmanti sul reale stato economico del gruppo.
GIUNGE ORA LA NOTIZIA DELLA MESSA IN VENDITA, da parte della Lamaro S.p.A. e del Gruppo Parnasi, proprietari ciascuno al 50% del mega Centro Commerciale Porta di Roma, sulla cui reale redditività erano circolate da tempo notizie dubitative.
In un articolo in data
di ieri venerdì 11 dicembre 2009, pubblicato dal Messaggero dell'amico di Toti Francesco-Gaetano Caltagirone, con lui sodale e compagno nella costruzione del grande quartiere sorto intorno al centro commerciale (qui riprodotto, cliccaci sopra a sinistra), articolo che sembra quasi una pubblicità, si leggono alcune interessanti dichiarazioni, provenienti evidentemente e direttamente da Lamaro, che merita commentare:
  • ben "cinque gruppi finanziari ed industriali internazionali si contendono la Galleria Commerciale Porta di Roma, uno dei maggiori centri commerciali d'Europa";
  • ma la contesa, pur in presenza di dichiarate offerte che, "secondo quanto risulta al Messaggero", sarebbero "state depositate nei giorni scorsi", non pare così animata, se è vero che, invece di fare una gara vera e propria come sarebbe stato lecito aspettarsi se di contesa vera e propria si fosse trattato, invece "dovrebbe essere a breve scelto un pretendente" (e che è, un regno ?), cui "verrà data l'esclusiva per circa un mese allo scopo di finalizzare l'operazione";
  • "sulla scelta influirà anche la struttura finanziaria utilizzata per l'acquisizione, cioè il mix fra capitale e debito", della serie chi caccia più quattrini liquidi sarà preferito, visti i noti problemi del gruppo Lamaro, il che non è molto facile con la situazione attuale di crisi ed i forti problemi delle banche...;
  • "A questo proposito -prosegue l'articolo- alcune fra le grandi banche internazionali, comprese Unicredito e Intesa SanPaolo sarebbero pronte a finanziare il progetto. Sembra però che l'offerta di Allianz, fatta attraverso un veicolo del real estate, sia più vantaggiosa...", e se è realmente più vantaggiosa, perchè non se ne avvalgono direttamente, invece di mettere in giro voci del genere ?
In conclusione l'articolo non poteva non soffermarsi sull ragioni che hanno portato Lamaro e Parnasi a privarsi di un gioiello quale quello descritto nell'articolo, dichiarando che "Toti e Parnasi sono pronti a cedere la partecipazione a seguito della crisi finanziaria degi ultimi tempi, che sta costringendo molti gruppi a dover razionalizzare le attività".
OSSIA SONO AMBEDUE IN CRISI !
Chissa' che non sia proprio la crisi del mercato immobiliare a salvare Roma, ed in particolare il Municipio IV, dall'ultima ondata di edilizia residenziale a cui la giunta Alemanno non si sta in alcun modo opponendo !!

Cosa vogliono i nostri palazzinari senza freni, continuando a costruire in una situazione in cui il mercato non assorbe più, arrivare ad una situazione di tipo spagnolo ?
RICORDIAMOLA PER CHI NON SEGUE DI SOLITO QUESTI TEMI:
FONTE: http://www.affaritaliani.it/economia/casa-spagna-crollo-italia251009.html
Mattone a saldo/ In Spagna due case al costo di una. E in Italia nel 2009 si rischia il crollo dei prezzi - Lunedí 27.10.2008



Per il mercato immobiliare è un momento difficile soprattutto nei Paesi che negli anni precedenti hanno conosciuto il boom del residenziale. Lo scoppio della bolla del mattone sta creando problemi globali: il mercato immobiliare americano sta crollando e l’indice S&P/Case-Shiller sul prezzo delle case registra il peggiore calo degli ultimi anni, del 15,8%. Quello inglese non è messo meglio. Il mercato tedesco è asfittico da tempo. Quello spagnolo è in crisi nera con un calo dei valori che nel solo 2008 è stato del 34%. Solo sulla Costa del Sol, protagonista di un boom negli ultimi anni, le vendite sono crollate di oltre il 70% nell’ultimo anno e mezzo. Inoltre, ci sono 24mila alloggi appena costruiti senza compratori.

Nel resto della Spagna non va meglio. Nell’ultimo anno sono stati costruiti oltre 800mila appartamenti, quanto Francia, Italia e Germania messe insieme. A Madrid ci sono interi palazzi con appartamenti nuovi ma vuoti, senza compratori. Tanto che al salone immobiliare di Malaga (con soli 30 espositori rispetto ai 109 dell’anno scorso), alcuni promotori immobiliari hanno presentato la singolare offerta: due case al prezzo di una. L’offerta arriva dalla importante società immobiliare Salsa, che propone per 780mila euro uno chalet di 4 camere e rifiniture di lusso a Malaga e, in regalo, un monolocale accessoriato accanto a un campo da golf a Velez.